Elezioni, il Pd di Reggio Calabria si spacca: “disprezzo di Magorno verso il territorio”

Elezioni, il Pd di Reggio Calabria si spacca: “totale dissenso sui metodi ed i criteri adottati da Renzi per la formazione delle liste in netta e palese violazione del regolamento”

PD_SpaccatoElezioni, il Pd di Reggio Calabria si spacca- Il coordinamento di Sinistra Dem-Sinistra PD della provincia di Reggio Calabria manifesta “il totale dissenso sui metodi ed i criteri adottati da Renzi per la formazione delle liste in netta e palese violazione del regolamento. I candidati sono stati, infatti, scelti, con l’avallo del segretario regionale Ernesto Magorno, in assoluto disprezzo delle istanze che pervenivano dal Territorio ed emarginando completamente la rappresentanza delle minoranze, disattendendo così disinvoltamente per l’ennesima volta l’impegno assunto di rispettare nella composizione delle liste le percentuali ottenute dalla minoranza nel congresso, senza dimenticare come mai uno strumento di democrazia sempre esaltato dalla classe dirigente renziana, come le primarie, previsto peraltro dallo Statuto, è stato completamente ignorato in questa occasione. Non bisogna mai dimenticare che le liste elettorali sono sempre una cartina di Tornasole sulle qualità democratiche della leadership. Questa è stata una ulteriore occasione in sui si è manifestata una precisa volontà di annullare la democrazia interna, si sono umiliati e mortificati i Territori e le varie sensibilità del PD. In particolare, Reggio Calabria, città più grande della Calabria, non ha nessun candidato nel listino plurinominale Calabria Sud. Desta, pertanto, stupore e sconcerto la presa di posizione dei Segretari Provinciali del Partito che, in un nota diffusa qualche giorno fa, per tentare di arginare il crescente disagio e l’insofferenza di molti militanti, affermano, con enfasi ingiustificata, che il Partito Democratico ha nella sua stessa definizione il valore della democrazia e che la pluralità delle posizioni è un momento di ricchezza; concetti, questi, paradossalmente disattesi da Renzi. 

Per verità,  avremmo gradito che i segretari avesserrenzi-magornoo preso posizione in altri momenti ed avessero sollecitato l’avvio di un dibattito serio nel partito calabrese allorquando lo stesso ha subito pesanti sconfitte elettorali ed a seguito del negativo esito del referendum sulla riforma costituzionale, anche al fine di analizzare le cause di queste sconfitte e per apportare le opportune correzioni di rotta che avrebbero potuto  fermare la progressiva disaffezione della gente nei confronti del PD. Ed invece il campanello d’allarme non è stato ascoltato ed anzi si è assistito ad un progressivo annullamento e mortificazione degli organi statutari a tutti i livelli. Non può sottacersi, a tal proposito, che nella Provincia di Reggio Calabria lo stato di crisi del PD è ancor più drammatico in quanto da anni si è in presenza di una gestione  commissariale – a proposito di valore dalla democrazia di cui è portatore il PD – senza che sia stato in grado di celebrare  un congresso ed eleggere gli organi statutari. Senza dimenticare le varie criticità che si sono manifestate nello svolgimento della campagna per il tesseramento per l’anno 2017 che, non si comprende, se è tuttora in corso. Tutto ciò ha determinato e determina malcontento nei militanti e negli iscritti che la scelta non democratica dei candidati ha accentuato, per cui dagli stessi non si può pretendere mobilitazione  ed “entusiasmo”. Rattrista, infine, leggere la citata nota dei Segretari lì dove definiscono “sabotatori dall’interno“ i molti militanti che chiedono il rispetto delle regole e che hanno il coraggio di manifestare – in termini sia pure molto critici – la grande  difficoltà di riconoscersi in questo Partito che sta perdendo alcuni dei suoi valori fondanti quali la democrazia ed il pluralismo. Vorremmo evidenziare a questo gruppo “dirigente” che l’ascolto di questi “sabotatori” potrebbe essere utile per realizzare un cambio di passo che dia il senso di una svolta, non solo di programma ma anche di progetto, con l’apertura di un dialogo vero,  di un confronto franco con quella parte del Partito che non si è omologata al pensiero unico, con un profondo radicamento sul  territorio attraverso la rivitalizzazione dei circoli, elementi questi indispensabili per evitare il declino irreversibile del PD”, conclude la nota.

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