Calabria: nel 2017 stimati 10.450 nuovi casi di tumore [DATI]

Le 5 neoplasie più frequenti sono quelle del colon retto (1.600), seno (1.300), polmone (1.100), prostata (1.000) e stomaco (350). Solo il 34,6% delle donne ha effettuato la mammografia, il 31% ha eseguito il Pap test e il 24% dei cittadini si è sottoposto al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci

tumoreNel 2017 in Calabria sono stati stimati 10.450 nuovi casi di tumore (5.650 fra gli uomini e 4.800 fra le donne). I 5 tumori più frequenti nella Regione sono quelli del colon retto (1.600), seno (1.300), polmone (1.100), prostata (1.000) e stomaco (350). È la fotografia dell’universo cancro in tempo reale raccolta nel volume “I numeri del cancro in Italia 2017” realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) e dalla Fondazione AIOM, e presentato oggi presso l’Azienda Ospedaliera-Universitaria “Mater Domini” di Catanzaro. “Ogni giorno nel nostro territorio vengono diagnosticati circa 30 nuovi casi – afferma il dott. Vito Barbieri, coordinatore AIOM Calabria e dirigente medico presso l’Oncologia dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria ‘Mater Domini’ di Catanzaro -. Quello che veniva un tempo considerato un male incurabile è divenuto in moltissimi casi una patologia da cui si può guarire o con cui si può convivere a lungo con una buona qualità di vita. Oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per combattere il cancro, come l’immuno-oncologia e le terapie target che si aggiungono a chemioterapia, chirurgia e radioterapia. Tutto questo, unito alle campagne di prevenzione promosse con forza anche da AIOM, si traduce nel costante incremento dei cittadini vivi dopo la diagnosi, che nella nostra Regione sono più di 80.290. Queste persone presentano molteplici necessità, non solo di carattere clinico, a cui il sistema sanitario deve saper rispondere”. Una delle vie da percorrere è rappresentata dall’istituzione della rete oncologica regionale, prevista dal Decreto del Commissario ad acta alla sanità della Calabria (DCA n.10 del 2 aprile 2015). “All’interno della rete per l’oncologia medica si identificano tre livelli di erogatori: Hub, Spoke e punti di offerta territoriali – continua il dott. Barbieri -. L’Hub corrisponde all’attività di oncologia di secondo livello, a elevata specializzazione. Spoke implica l’attività di oncologia con disponibilità di posti letto in Day Hospital. I punti di offerta territoriali svolgono funzioni a bassa complessità, ad esempio procedure diagnostiche routinarie o follow up dei pazienti, coordinati dai centri di Hub e Spoke”.  Sono state costituite Commissioni che stanno lavorando per emettere, a breve, un modello attuativo della rete. “La nuova riorganizzazione della rete ospedaliera (rete oncologica propriamente detta) pone tra gli obiettivi prioritari il miglioramento dell’offerta sanitaria sia nella prescrizione (screening) che nella diagnostica (PET), nella cura medica e chirurgica, dove dobbiamo ancora migliorare con la ricerca di professionisti di valore. Non ultimo, il recupero della mobilità passiva extra regionale – spiega l’Ing. Massimo Scura, Commissario ad acta alla Sanità della Regione Calabria -. La razionalizzazione dell’offerta ospedaliera per il paziente oncologico è finalizzata, infatti, a rimodulare l’offerta con la riduzione dell’uso del ricovero ordinario e l’identificazione di percorsi diagnostico-terapeutici. Ciò implica la riduzione del numero di posti letto in degenza ordinaria in oncologia e la definizione di modalità di assistenza differenti: day hospital e prestazioni ambulatoriali. È necessario inoltre favorire l’accesso all’assistenza appropriata in strutture che si identificano come nodi della rete oncologica e definire le modalità di integrazione tra l’offerta ospedaliera e le risorse assistenziali di livello territoriale”. “È importante interpretare i dati epidemiologici – sottolinea il dott. Barbieri – per impostare programmi di prevenzione: si deve fare di più per ridurre l’impatto di questa malattia perché oltre il 40% delle diagnosi è evitabile seguendo uno stile di vita sano (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta). È scientificamente provato che il cancro è la patologia cronica che risente più fortemente delle misure di prevenzione”. I calabresi però sembrano ignorare questi consigli (PASSI 2013-2016): il 45,9% è sedentario, il 34% è in sovrappeso e l’11,2% obeso, percentuali superiori rispetto alla media nazionale (rispettivamente pari al 32,5%, 31,7% e 10,5%). È invece inferiore il tasso dei fumatori, pari al 24,7% (26,4% in Italia).

“Al Sud ci si ammala di meno rispetto al Nord – afferma il dott. Sante Aldo Minerba, vicepresidente AIRTUM -. Alla base di queste differenze vi sono fattori protettivi che ancora persistono nel Meridione, ma anche una minore esposizione a fattori cancerogeni (abitudine al fumo, inquinamento ambientale ecc). Per quanto riguarda la sopravvivenza, sebbene con differenze meno elevate rispetto agli anni precedenti, si mantiene ancora un gradiente Nord-Sud, a sfavore delle aree meridionali, sia per il totale dei tumori che per alcune delle sedi principali. Fra i fattori che determinano in Calabria percentuali di sopravvivenza inferiori rispetto alla media nazionale vi è sicuramente la scarsa adesione ai programmi di screening organizzati”. Nella Regione solo il 34,6% delle donne ha effettuato la mammografia per la diagnosi precoce del tumore del seno, il 31% ha eseguito il Pap test per la diagnosi iniziale del tumore del collo dell’utero (il 29% ha effettuato il test HPV) e solo il 24% dei calabresi si è sottoposto il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per individuare in fase precoce il cancro del colon retto (dati al 31 dicembre 2017).

Un altro importante decreto emesso dal Commissario ad acta (DCA n. 50 del 4 giugno 2015) ha posto le basi per una nuova programmazione degli screening oncologici e dei percorsi assistenziali necessari per la loro attivazione. “Gli screening che prima non c’erano sono partiti negli ultimi due anni – sottolinea il Commissario Scura -. I programmi di prevenzione secondaria per il cancro della cervice uterina e della mammella sono stati attivati in tutte le ASP (Aziende di Servizi alla Persona) calabresi, in tempi differenti, a partire dal 2005. Lo screening per il cancro del colon-retto è stato attivato in quattro ASP calabresi, in tempi diversi, a partire dal 2008. Le criticità che hanno determinato la caduta dell’estensione e dell’adesione vanno ricondotte in particolare alla carenza di personale medico e tecnico e di risorse strumentali. Per tutti i percorsi, anche a causa di queste difficoltà, vi è stato un eccessivo ricorso allo screening opportunistico, con il duplice effetto di sottrarre donne a programmi organizzati, abbassando l’adesione, e di aumentare l’inappropriatezza del test con conseguente incremento del carico di lavoro delle Oncologie coinvolte”.

“La conoscenza dei dati presentati in questo volume – spiega il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella prefazione – potrà rendere più facile e incisiva l’azione di miglioramento del livello delle prestazioni e dei servizi, in particolare per lo sviluppo dei percorsi e delle reti oncologiche, garanzia di uguale accesso, tempestività, qualità e appropriatezza sia negli iter diagnostici che nelle cure per tutti i cittadini in tutte le Regioni. Ricerca clinica e traslazionale, umanizzazione, rapporto medico-paziente, informazione e prevenzione sono alcune tra le parole chiave da conoscere ed implementare per chi ha compiti di responsabilità nei confronti dei cittadini ammalati di tumore”.

In Calabria nel 2014 (ISTAT, ultimo anno disponibile) sono stati 4.698 i decessi attribuibili a tumore. Nella Regione la neoplasia che ha fatto registrare il maggior numero di decessi è quella del polmone (743), seguita da colon retto (591), seno (314) stomaco (286) e fegato (237).

“Sono oltre 3 milioni e trecentomila gli italiani che vivono dopo una diagnosi di cancro – conclude la dott.ssa Stefania Gori, presidente nazionale AIOM  -. è un numero importante che evidenzia il peso della patologia oncologica e lo sforzo continuo per migliorare la sopravvivenza dei pazienti non solo in termini quantitativi ma anche di qualità di vita. Oggi le due neoplasie più frequenti, quella della prostata negli uomini e del seno nelle donne, presentano sopravvivenze a 5 anni pari a circa il 90%, con percentuali ancora più elevate quando la malattia è diagnosticata in stadio precoce. Risultati sicuramente incoraggianti, che ci spingono a impegnarci ancora di più sia sul fronte della ricerca che della prevenzione”.

I NUMERI DEL CANCRO IN CALABRIA 

Incidenza: 

  • In Calabria nel 2017 sono stati stimati 10.450 nuovi casi nel 2017 (5.650 uomini e 4.800 donne). Il tumore più frequente fra gli uomini è quello della prostata (1.000), fra le donne quello del seno (1.300). Nella popolazione generale i 5 tumori più frequenti sono quelli del colon retto (1.600), seno (1.300), polmone (1.100), prostata (1.000) e stomaco (350). 
  • In Italia nel 2017 sono stati stimati poco più di 369.000 nuovi casi di tumore maligno di cui circa 192.000 negli uomini (54%) e 177.000 nelle donne (46%). Complessivamente nel nostro Paese ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore. Le 5 neoplasie più frequenti nel 2017 nella popolazione sono quelle del colon-retto (53.000 nuovi casi), seno (51.000), polmone (41.800), prostata (34.800) e vescica (27.000). 
  • In generale in Italia, nel periodo 2003-2017, si conferma una diminuzione di incidenza per tutti i tumori nel sesso maschile (-1.8% per anno) legata principalmente alla riduzione delle neoplasie del polmone e della prostata ed un andamento sostanzialmente stabile per i tumori femminili.1 

Mortalità: 

  • In Calabria nel 2014 (ISTAT, ultimo anno disponibile) sono stati 4.698 i decessi attribuibili a tumore. Nella Regione la neoplasia che ha fatto registrare il maggior numero di decessi è quella del polmone (743), seguita da colon retto (591), seno (314) stomaco (286) e fegato (237).
  • Nel 2014 in Italia sono stati 177.301 i decessi attribuibili a tumore, tra i circa 600.000 verificatisi in quell’anno. Si può affermare che, mediamente, ogni giorno oltre 485 persone muoiono in Italia a causa di una neoplasia. Il tumore che ha fatto registrare nel 2014 il maggior numero di decessi è quello al polmone (33.386), seguito da colon-retto (18.671), mammella (12.330), pancreas (11.186) e fegato (9.915).
  • Per la totalità dei tumori in Italia, si osservano valori inferiori di circa il 10% sia al Centro che al Sud/Isole, in entrambi i sessi, rispetto al Nord.1 

Sopravvivenza: 

  • Complessivamente in Italia la sopravvivenza a 5 anni nelle donne raggiunge il 63%, migliore rispetto a quella degli uomini (54%), in gran parte determinata dal tumore del seno, la neoplasia più frequente fra le italiane, caratterizzata da una buona prognosi. I cinque tumori che fanno registrare in Italia le percentuali più alte di sopravvivenza sono quelli della tiroide (93%), testicolo (91%), prostata (91%), mammella (87%) e melanoma (87%). 
  • Per quanto riguarda la sopravvivenza, sebbene con differenze meno elevate rispetto agli anni precedenti, si mantiene attualmente ancora un gradiente Nord-Sud, a sfavore delle aree meridionali, sia per il totale dei tumori che per alcune delle sedi principali.1 

Prevalenza: 

  • Si stima che in Calabria vivano 80.292 persone con diagnosi di tumore (anno 2015).2 
  • Sono oltre 3 milioni e trecentomila (3.304.648) le persone che vivono nel nostro Paese dopo una diagnosi di tumore (anno 2017): rappresentano il 5,4% dell’intera popolazione italiana (uno su 19). Un milione e mezzo sono maschi (1.517.713), pari al 46% del totale e al 5,1% della popolazione maschile, e 1.786.935 femmine (54% dei casi prevalenti e 5,6% della popolazione femminile). 
  • È importante notare che in Italia, rispetto ai dati osservati nel 2010, le proiezioni al 2017 mostrano un aumento considerevole, pari al 24%, del numero di persone che vivono dopo una diagnosi di tumore.1

I NUMERI DEI PRINCIPALI TUMORI IN CALABRIA E IN ITALIA

1)      COLON-RETTO 

Fattori di rischio

  • Lesioni precancerose (ad esempio gli adenomi con componente displastica), circa l’80% dei carcinomi del colon-retto insorge a partire da lesioni precancerose
  • Stili di vita errati, elevato consumo di carni rosse ed insaccati, farine e zuccheri raffinati, sovrappeso ed attività fisica ridotta, fumo ed eccesso di alcol
  • Familiarità ed ereditarietà: mutazioni genetiche associate ad aumento del rischio di carcinoma colorettale
  • Altre patologie, malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa, poliposi adenomatosa familiare (FAP), sindrome di Lynch 

Incidenza

  • In Calabria sono stati stimati, nel 2017, 1.600 nuovi casi di tumore del colon-retto (950 uomini e 650 donne).
  • In Italia sono state stimate circa 53.000 nuove diagnosi nel 2017 (30.000 uomini e 23.000 donne). Sia tra gli uomini (16% di tutti i nuovi tumori) che tra le donne (13%) si trova al secondo posto, preceduto rispettivamente dalla prostata e dalla mammella.

Mortalità

  • In Calabria i decessi per carcinoma del colon-retto nel 2014 sono stati 591 (ISTAT, ultimo anno disponibile).
  • In Italia nel 2014 sono stati osservati 18.671 decessi (di cui il 54% negli uomini), neoplasia al secondo posto nella mortalità per tumore (11% nei maschi, 12% nelle femmine).

Sopravvivenza

Il carcinoma del colon-retto presenta una prognosi sostanzialmente favorevole.

La sopravvivenza a 5 anni in Italia è del 65%.1

Prevalenza

  • In Calabria i pazienti con pregressa diagnosi di carcinoma del colon-retto sono 10.483 (anno 2015).2
  • In Italia (anno 2017) sono 464.473 (53% maschi), al secondo posto tra tutti i tumori e pari al 14% di tutti i pazienti oncologici.1 

2)      MAMMELLA 

Fattori di rischio

  • Età: la curva di incidenza cresce sino agli anni della menopausa (intorno a 50-55 anni) e poi rallenta dopo la menopausa, per poi riprendere a salire dopo i 60 anni
  • Fattori riproduttivi: una lunga durata del periodo fertile, con un menarca precoce e una menopausa tardiva e quindi una più lunga esposizione dell’epitelio ghiandolare agli stimoli proliferativi degli estrogeni ovarici; la nulliparità, una prima gravidanza a termine dopo i 30 anni, il mancato allattamento al seno
  • Fattori ormonali: il rischio aumenta nelle donne che assumono terapia ormonale sostitutiva durante la menopausa, specie se basata su estroprogestinici sintetici ad attività androgenica; aumentato rischio nelle donne che assumono contraccettivi orali
  • Fattori dietetici e metabolici: l’elevato consumo di alcool e di grassi animali e il basso consumo di fibre vegetali sembrerebbero associati ad aumentato rischio di carcinoma mammario. Stanno inoltre assumendo importanza la dieta e quei comportamenti che conducono all’insorgenza di obesità in postmenopausa e sindrome metabolica
  • Pregressa radioterapia (a livello toracico e specialmente se prima dei 30 anni d’età)
  • Precedenti displasie o neoplasie mammarie
  • Familiarità ed ereditarietà: il 5%-7% dei casi è legato a fattori ereditari, 1/4 dei quali determinati dalla mutazione di due geni, BRCA 1 e/o BRCA 2. Nelle donne portatrici di mutazioni del gene BRCA 1 il rischio di ammalarsi nel corso della vita di carcinoma mammario è pari al 65% e nelle donne con mutazioni del gene BRCA 2 al 40%.
  • Fumo di sigaretta 

Incidenza

  • In Calabria i nuovi casi di tumore del seno stimati nel 2017 sono stati 1.300.
  • Nel 2017 sono stati stimati fra le italiane circa 50.500 nuovi casi di carcinoma della mammella femminile (fra gli uomini sono stati diagnosticati 500 nuovi casi). È la neoplasia più diagnosticata nelle donne, in cui circa un tumore maligno ogni tre (28%) è un tumore mammario.

Mortalità

  • In Calabria i decessi sono stati 314 nel 2014 (ISTAT, ultimo anno disponibile).
  • In Italia nel 2014 il carcinoma mammario ha rappresentato la prima causa di morte per tumore nelle donne, con 12.201 decessi, fra gli uomini le morti sono state 129 (ISTAT). 

Sopravvivenza

  • La sopravvivenza a 5 anni in Italia è pari all’87%.1

Prevalenza

  • In Calabria le donne vive con questa diagnosi sono in totale 17.111 (anno 2015).2
  • In Italia (anno 2017) vivono circa 767.000 donne che hanno avuto una diagnosi di carcinoma mammario, pari al 43% di tutte le donne che convivono con una pregressa diagnosi di tumore e pari al 23% di tutti i casi prevalenti (uomini e donne).1 

3)      POLMONE 

Fattori di rischio

  • Fumo di sigaretta: è senza dubbio il più rilevante fattore di rischio. È attribuibile al fumo l’85-90% di tutti i tumori polmonari. Il rischio relativo dei fumatori rispetto ai non fumatori è aumentato di circa 14 volte e aumenta ulteriormente fino a 20 volte nei forti fumatori (oltre le 20 sigarette al giorno)
  • Fumo passivo
  • Fattori ambientali: l’esposizione al particolato atmosferico e all’inquinamento atmosferico è stata classificata dallo IARC (International Agency for the Research on Cancer) come cancerogena per l’uomo
  • Esposizioni professionali a sostanze tossiche, radon, asbesto, metalli pesanti (cromo, cadmio, arsenico, ecc.)
  • Processi infiammatori cronici, dovuti a tubercolosi, ecc. 

Incidenza

  • In Calabria sono stati stimati 1.100 nuovi casi di tumore del polmone nel 2017 (850 uomini e 250 donne).
  • Nel 2017 sono state stimate in Italia oltre 41.800 nuove diagnosi (28.200 uomini e 13.600 donne). Rappresentano l’11% di tutte le nuove diagnosi di tumore nella popolazione generale (più in particolare, il 15% di queste nei maschi e l’8% nelle femmine). Si registra una marcata diminuzione di incidenza negli uomini (in relazione a una altrettanto marcata riduzione dell’abitudine al fumo), pari a -1,7%/anno negli anni più recenti. A questa tendenza fa purtroppo riscontro un aumento dei nuovi casi tra le donne (+3,1%/anno dal 2003 al 2017). 

Mortalità

  • In Calabria i decessi per tumore del polmone sono stati 743 nel 2014 (ISTAT, ultimo anno disponibile).
  • Nel 2014 in Italia sono stati registrati 33.386 decessi per questa neoplasia. Rappresenta la prima causa di morte per tumore nei maschi (il 27% del totale) e la terza causa nelle donne, dopo mammella e colon-retto (11% del totale delle morti oncologiche). 

Sopravvivenza

  • La sopravvivenza a 5 anni in Italia è pari al 15,8%. Pur rimanendo nell’ambito di valori deludenti, presenta valori leggermente migliori tra i più giovani, passando dal 29,3% tra 15 e 44 anni all’8,1% tra i più anziani (75+). 

Prevalenza

Il tumore del polmone rimane ancora oggi una neoplasia a prognosi particolarmente sfavorevole e pertanto poco contribuisce, in percentuale, alla composizione dei casi prevalenti. È stimato che vivano in Italia 109.394 persone con tumore del polmone (anno 2017), pari al 3% di tutti i pazienti con diagnosi di neoplasia.1 

4)      PROSTATA

Fattori di rischio

  • L’obesità e l’elevato consumo di carne e latticini, una dieta ricca di calcio (con conseguente elevata concentrazione di IGF-1 ematico)
  • Elevati livelli di androgeni nel sangue
  • Fattori ereditari, in una minoranza di casi (<15%)

Incidenza

Nel 2017 sono stati stimati 1.000 nuovi casi in Calabria, circa 34.800 in Italia. È la neoplasia più frequente fra gli uomini e rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati a partire dai 50 anni. 

Mortalità

  • In Calabria i decessi per cancro prostatico sono stati 271 nel 2014 (ISTAT, ultimo anno disponibile).
  • Nel 2014 in Italia si sono osservati 7.174 decessi. Si tratta di una causa di morte in costante diminuzione (-2,6% per anno) da oltre un ventennio. 

Sopravvivenza

  • La sopravvivenza a 5 anni in Italia è pari al 91,4%. Presenta valori elevati tra i pazienti più giovani, passando da un massimo di 96,4% tra 65 e 74 anni ad un minimo di 52,1% tra i più anziani (85+).1

Prevalenza

  • In Calabria gli uomini vivi con questa diagnosi sono in totale 8.805 (anno 2015).2
  • In Italia (anno 2017) si stima siano presenti 484.170 uomini con pregressa diagnosi di carcinoma prostatico, circa il 32% dei maschi con tumore e quasi il 15% di tutti i pazienti (tra maschi e femmine) presenti nel Paese.1

5)      STOMACO

Fattori di rischio

  • Infezione da Helicobacter pylori (HP), che può indurre gastrite cronica, rappresenta il principale fattore di rischio per il carcinoma dello stomaco
  • Stili di vita errati, abitudine al fumo, basso consumo di frutta e verdura, eccesso di carni rosse, cibi conservati con sale, nitrati e affumicati
  • Storia familiare

Incidenza

  • In Calabria nel 2017 i nuovi casi stimati di carcinoma gastrico sono stati 350 (200 uomini e 150 donne).
  • In Italia nel 2017 sono stati stimati 12.800 nuovi casi, attualmente all’ottavo posto in ordine di incidenza tra gli uomini e al sesto tra le donne (4% di tutti i tumori nei maschi, 4% nelle femmine).

Mortalità

  • In Calabria i decessi per questa neoplasia sono stati 286 nel 2014 (ISTAT, ultimo anno disponibile).
  • Nel 2014 in Italia sono state osservate 9.557 morti (il 60% nei maschi). Con il 6% tra i decessi per tumore sia nei maschi sia nelle femmine il carcinoma gastrico occupa il quinto posto, con una presenza più incisiva nell’età medio-avanzata.   

Sopravvivenza

  • La sopravvivenza a 5 anni in Italia è pari al 31,8%. Presenta valori decrescenti all’aumentare dell’età: è pari al 39,8% tra i giovani (15-44 anni) e al 21,6% tra gli anziani (75+).

Prevalenza

Circa 81mila persone vivono in Italia con una diagnosi di carcinoma gastrico, il 2% di tutti i pazienti con tumore.1

Fonti

1 “I numeri del cancro in Italia 2017” (AIOM-AIRTUM-Fondazione AIOM)
2 I tumori in Italia – Rapporto AIRTUM 2014,  Prevalenza e guarigione da tumore in Italia- http://www.registri-tumori.it/cms/it/Rapp2014