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A Reggio Calabria l’incontro “Work in progress: il fondo antico della Biblioteca Comunale De Nava, tra custodia e valorizzazione”

italia nostra (2)Il 22 febbraio nella Villetta De Nava della Biblioteca Comunale si è tenuto l’incontro Work in progress: il fondo antico della Biblioteca Comunale De Nava, tra custodia e valorizzazione. L’evento è stato organizzato dalla sezione reggina dell’associazione  “Italia Nostra”, da sempre in prima linea nella difesa e nella valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano. La stimolante discussione, moderata dalla presidente di “Italia Nostra”, Angela Martino, è stata condotta dalla dott.ssa Maria Pia Mazzitelli, già funzionario della Biblioteca Comunale De Nava, e dalla dott.ssa Ida Triglia. Il pubblico presente in sala ha potuto ascoltare il racconto della faticosa, ma allo stesso tempo stimolante, opera di riordino dei numerosissimi libri che costituiscono una sezione del fondo antico conservato nei locali di deposito  della Biblioteca De Nava. Per i non specialisti del settore è stata una scoperta di un mondo nuovo perché sono state spiegate tutte le fasi della complessa operazione: dopo aver suddiviso i libri per epoche storiche si è proceduto alla loro pulizia e alla ricomposizione delle collane, si è poi assegnato un numero identificativo ed infine è iniziata la fase di catalogazione online su Sebina, il software per biblioteche e sistemi bibliotecari. È stato un lavoro che ha richiesto un alacre impegno non solo della dott.ssa Mazzitelli, ma anche delle dott.sse Ida Triglia,  Giusi Scopelliti e Donatella Rizzi che in quel periodo nella Biblioteca De Nava rivestivano il ruolo di tirocinanti. A causa delle precarie condizioni di conservazione molti libri risultavano gravemente danneggiati e fu necessario procedere al loro restauro. Le spese vennero sostenute dalla generosità di quei cittadini che avevano aderito alla campagna, promossa dalla Biblioteca De Nava, “Adotta un libro”. Questa iniziativa ha permesso di far conoscere a un vasto pubblico la necessità di recuperare i fondi per il restauro di libri antichi che altrimenti sarebbero andati irrimediabilmente perduti. Le relatrici hanno fatto emergere una questione fondamentale: il lavoro di recupero e di valorizzazione del fondo antico della Biblioteca De Nava è solo all’inizio. È quindi necessario recuperare persone qualificate e risorse per la tutela e la valorizzazione di questo prezioso patrimonio cittadino. A questi problemi hanno dato una risposta Irene Calabrò, assessore ai Beni Culturali, e Franco Arcidiaco, editore reggino e portavoce del sindaco. Essi hanno espresso la concreta disponibilità dell’amministrazione comunale per garantire la tutela di questo tesoro librario. In particolare l’assessore Irene Calabro, non solo si è impegnata a intercettare finanziamenti regionali o europei, ma ha anche proposto l’idea di ospitare il fondo antico nei locali dell’ex convento della Visitazione che entro l’anno sarà a disposizione delle necessità cittadine. Per quanto riguarda il problema di proseguire il restauro dei libri è stata lanciata la proposta di usufruire del c.d. “Art bonus”, un’iniziativa ministeriale che sollecita la nascita di novelli mecenati, persone fisiche o enti, che, versando una somma di denaro per la manutenzione e il restauro dei beni culturali, possono usufruire di importanti benefici fiscali. Italia Nostra ha accolto subito la proposta e, per dare il via all’iniziativa, ha offerto la disponibilità della sezione reggina a restaurare un libro con l’”Art bonus”. L’incontro si è concluso con i numerosi interventi delle persone presenti in sala, segno che ognuno, come cittadino, si è sentito interpellato nella cura di un bene comune. Si può dedurre che le parole con cui la dott.ssa Mazzitelli ha concluso il suo intervento abbiano sollecitato la sensibilità culturale dell’uditorio: “la biblioteca non è un luogo privo di vita dove si trovano ammassati tanti libri polverosi, ma è lo scrigno dove si conserva la memoria del passato”. Una pianta cresce vigorosamente solo se ha radici profonde, l’unico modo per garantire vitalità a una comunità è assicurarsi che non venga depredata delle sue radici, solo così, forte del proprio passato, può con sicurezza proseguire il cammino verso il futuro.

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