A Reggio Calabria iniziativa su Tommaso Campanella

campanellaLe utopie politiche e sociali, dalla Repubblica di Platone all’Utopia di Thomas More fino quasi ai nostri giorni contengono in sé una buona dose di autoritarismo, se non di violenza, perché guardano a un uomo ideale, che non esiste nella realtà, ma che gli utopisti vorrebbero, con le buone o con le cattive adattare al loro schema. Nulla di male fin quando si resta nell’ambito di un pensiero filosofico o politico o economico. La tragedia – per l’umanità – ed è quanto avvenuto nel Novecento – nasce quando si tenta di applicare tali idee utopistiche ad una concreta realtà storica.  Tale riflessione preliminare  è opportuna a introdurre il tema della  conversazione “Storia e utopia nella Città del Sole di Tommaso  Campanella ”  che il  Prof.  Antonino Romeo  terrà venerdì 16 febbraio alle ore 17,30 presso la Sala di San Giorgio al Corso. Con tale incontro l’Associazione Culturale Anassilaos avvia il ciclo di incontri celebrativi del 450° Anniversario della nascita di Tommaso Campanella (1568-1639), il grande filosofo di Stilo, al quale dedicherà nel corso dell’anno tutta una serie di iniziative volte ad approfondire  l’opera filosofica e poetica  e a celebrarne la nascita. La città del sole fu scritta  in italiano  nel 1602. Ad essa ne seguirono altre in latino dal titolo Civitas Solis idea republicae philosophica.  Si tratta di un  dialogo tra un cavaliere di Malta (Ospitalario)  e un ammiraglio genovese, il quale descrive al suo interlocutore una città, chiamata Città del sole, che si trova sull’isola di Taprobana (Ceylon). Sole o Metafisico è il capo religioso e civile  della città, circondata da mura inespugnabili, che esercita un potere assoluto, sia pure  assistito da tre principi: Pon (Potenza), Sin (Sapienza) e Mor (Amore). Tale società, nella quale tutto è puntigliosamente organizzato e regolato,  si fonda  sulla comunione dei beni e delle donne che vengono così incluse tra “i beni”.  In tale società  non esistono servi e padroni e tutto è in comune dalle mense ai dormitori, dai posti di ricreazione ai vestiti.  La procreazione risponde a finalità eugenetiche e vi sono funzionari incaricati di combinare gli accoppiamenti al fine di migliorare la razza sotto l’aspetto fisico. La giustizia nell’isola evita i lunghi processi, non vi sono carceri e si ricorre  alla legge del taglione. Nella società ideale di Campanella non esiste la libertà individuale; gli individui sono sottoposti a rigidi controlli e alcuni punti, come l’eugenetica e la comunione dei beni in una “democrazia” che si presenta nella forma di una teocrazia di tipo comunistico, rinviano purtroppo a molte delle ideologie del secolo scorso che hanno provocato milioni di morti. Campanella comunque è un filosofo e non ha mai avuto l’opportunità di mettere in pratica tale sua utopia politica  anche se, forse, ci ha provato, organizzando nel 1599 quella congiura che mirava a liberare la sua terra dal dominio spagnolo per instaurare un regime comunista di stampo teocratico-repubblicano con la  soppressione della proprietà privata e l’abolizione delle gerarchie sociali.