Saponara, Calderone: “I medici del 118 non si toccano”

Saponara,  Calderone: “Il decreto relativo al piano di rientro della rete ospedaliera va abrogato e riprogettato per garantire livelli di assistenza sostenibili ma efficienti”

AmbulanzaNuovo pesante attacco da parte dell’ex  Consigliere Comunale di Saponara Alessio Calderone al piano di rientro per la nuova rete ospedaliera, varato dalla Regione Sicilia nel marzo scorso ad opera dell’allora Assessore Gucciardi del governo Crocetta e tutt’oggi vigente. “Perché sia chiaro – afferma Calderone –  “ad un atto regolarmente esteso e pubblicato, non gli si può “impedire” il corso di validità o piuttosto ritenere di “sospendere” e/o “congelare” la produzione di effetti se non mediante un “abrogazione esplicita con un atto di pari o superiore livello gerarchico”. Il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, più volte critico nei confronti della passata amministrazione sanitaria regionale, che si assuma le Sue responsabilità e abroghi al più presto questo atto scellerato della passata legislatura, al fine di garantire il diritto alla Salute a tutti i Siciliani e ai tanti che per motivi diversi possono trovarsi sul territorio siciliano. L’ex Consigliere Comunale di Saponara, uno dei più determinati da subito  a contrastare questa scelta politica sanitaria regionale, mediante gli organi di stampa, torna ad attaccare il piano di rientro per la nuova rete ospedaliera, definendolo un piano che mette a repentaglio il diritto alla Salute riconosciuto costituzionalmente  a tutti i cittadini.  Secondo il giovane Saponarese la provincia di Messina “è stata nella passata legislatura vittima di un’azione politica scellerata da parte della Regione Sicilia ed è inaccettabile un atto che violi il diritto alla salute.” Su un territorio vastissimo come quello Messinese– prosegue Calderone- con scarsi collegamenti,  non si può effettuare un taglio drastico sui medici del 118 che oggi eseguono un primo soccorso spesso salvavita, considerando altresì  che fino ad un quasi 50% degli interventi si risolve con un trattamento domiciliare, determinando di fatto un mancato ricovero inappropriato con conseguente contenimento dei costi; fra l’altro- ribadisce Calderone- tale decreto comporterà la nefasta circostanza per la quale in tutte le ambulanze senza il medico a bordo, il personale soccorritore deciderà di portare il malato presso il presidio medico più vicino e non presso l’ospedale più idoneo rispetto alle esigenze di pronto soccorso del malato stesso, con la conseguenza che, soprattutto in caso di insorte patologie neurologiche o cardiologiche non si potranno agevolmente rispettare le priorità della “rete tempo dipendente” dell’infarto e dell’ictus, a salvaguardia della vita delle persone. Calderone evidenzia inoltre  che il suddetto dimezzamento dei medici, unitamente alla prevista riconversione dei PTE/PPI già operanti sul territorio della provincia di Messina, “comporterebbe altresì il venir meno dell’azione di filtro operata sugli accessi ai pronto soccorso, determinando un ulteriore intasamento degli stessi ed un conseguenziale aggravio di spese per il sistema sanitario”. L’ex Consigliere Comunale non risparmia nessuno e definisce “responsabili tutti i Parlamentari nazionali ed in particolare quelli regionali  della passata legislatura, specificatamente chi si è occupato di Sanità, costoro, afferma Calderone, dovrebbero chiedere scusa al popolo Siciliano e farsi definitivamente da parte per il danno che hanno creato, anche se il giovane Saponarese fa rilevare, che  la maggior parte di essi sono stati bocciati dall’opinione pubblica nelle scorse elezioni regionali e tra questi ultimi proprio diversi artefici dello sfascio della sanità regionale”. Calderone precisa inoltre che “con i tagli previsti dal piano di rientro è impossibile adempiere alle Linee Guida della Conferenza Stato Regioni del 1996, che stabilisce i tempi di arrivo dei mezzi di soccorso in emergenza nonché, il piano di assistenza e cura per gli infarti e gli ictus sul territorio, già oggi ampiamente penalizzati dalla  totale assenza di un’emodinamica e di una stroke-unit nel bacino tirrenico”. “Non si possono combattere gli sprechi, riducendo i servizi indispensabili e di fatto aumentando i costi della mobilità passiva per i tanti Siciliani costretti a curarsi altrove. Il 118 medicalizzato è un servizio indispensabile di cui il territorio messinese non può e non deve privarsi, è uno dei pochi servizi che funziona perfettamente, fra l’altro opera in una zona vastissima che comprende tanti comuni fra la zona jonica, tirrenica e nebroidea con una percentuale alta di persone anziane, tante’ che si registrano numerosi interventi del 118, per molti dei quali è necessario l’intervento di altre ambulanze medicalizzate in quanto costantemente impegnati in interventi di primo soccorso”, a questi si aggiungono i numerosi interventi per incidenti con traumi, dove risulta impensabile che possa sopraggiungere in primo soccorso un’ambulanza senza medico a bordo”. L’ex consigliere è critico anche nei confronti della nuova Giunta Regionale targata Musumeci “perché a distanza di due mesi, nonostante le migliaia di firme raccolte dai comitati spontanei nati per contrastare questo scellerato atto e miriadi incontri e manifestazioni volte ad evidenziare l’inopportuna e assurda azione politica della passata Giunta in ambito Sanitario, ad oggi non vi è nessun intervento concreto sulla questione, sarebbe stato opportuno effettuare come primo atto l’abrogazione di questo  bizzarro decreto così come annunciato più volte in campagna elettorale, ma probabilmente solo  per attrarre consensi”. Il giovane Saponarese invita la Giunta Regionale ed in particolare l’Assessore alla Sanità Ruggero Razza a predisporre al più presto tutti gli atti propedeutici utili per l’abrogazione del Decreto di riordino, secondo  l’ex Consigliere Saponarese, “ci sarebbero i termini affinché il Governo Regionale persegua legalmente chi ha tentato con questo incomprensibile Decreto di mettere a repentaglio la salute dei Siciliani, considerando che contrasta palesemente con i principi costituzionali e con quanto stabilito nelle Conferenze Stato – Regioni”Secondo Calderone, sarebbe opportuno,visto l’attuale immobilismo del governo regionale, sulla questione, che  tutti i Sindaci  messinesi congiuntamente a tutti i comitati spontanei che in questi mesi hanno contrastato questo decreto, alle rappresentanze Sindacali, a tutta la Deputazione nazionale e regionale Messinese e all’Ordine dei Medici di Messina, chiedessero un audizione presso la Commissione Sanità all’ARS con la presenza dell’Assessore Razza o comunque un tavolo tecnico, al fine di poter rappresentare le criticità di questo Decreto anche in considerazione dell’aspetto geografico dei nostri territori e pertanto sollecitare l’importanza di un immediata abrogazione e  progettare un nuovo Piano di Rientro della Rete Ospedaliera che tenga conto delle reali esigenze del territorio e dei Siciliani. Il giovane Calderone dichiara “di non riporre piena  fiducia in questa rinnovata classe politica regionale messinese ma comunque a suo avviso vi sono Parlamentari  Messinesi competenti e qualificati in seno alla Commissione Sanità, pertanto l’ex Consigliere Saponarese è abbastanza speranzoso che si possa rapidamente ripristinare e migliorare un servizio sanitario efficiente e rispettoso del dettato costituzionale”.