Reggio Calabria fuori controllo, è un ritorno al passato: un sabato sera sull’isola pedonale del Corso Garibaldi, neanche un “paesazzo”… [FOTO]

Reggio Calabria, città completamente fuori controllo: un sabato sera nel centro storico è un viaggio in una giungla di degrado e arretratezza. Le foto

reggio calabria isola pedonale corso garibaldi (1)Ritorno al passato, a Reggio Calabria è di nuovo Medioevo. Un sabato sera nel centro storico equivale alla vitaccia di un paesazzo rozzo e senza regole. Altro che “Isola Pedonale”: continuare a chiamarla così è uno schiaffo all’intelligenza pubblica. Sul Corso Garibaldi, in barba ad ogni norma, le automobili transitano liberamente e si parcheggiano da entrambi i lati, sul tratto con la nuova pavimentazione che viene devastata dalle auto in quanto è stata progettata esclusivamente per i pedoni. Completamente inutili i “dissuasori” di cemento piazzati dal Comune prima di Natale nelle traverse: le auto riescono a dribblarli in modo agevole, e dei Vigili Urbani non si vede neanche l’ombra. Dopotutto il corpo municipale è senza comandante quattro anni e mezzo dopo la tragica morte del Colonnello Cosimo Giuseppe Fazio. Falcomatà? Evidentemente rimane a guardare, indifferente di fronte a questo scempio. E la città sprofonda: i lavori del corso Garibaldi non sono neanche finiti che già bisogna rifarli daccapo per i danni provocati dalle automobili, a cui viene consentito il transito e il parcheggio. E così un eventuale turista che si trovasse ad ammirare il bellissimo Duomo di Reggio Calabria, non riesce a scorgere la facciata che è “oscurata” da decine di auto parcheggiate in modo selvaggio nella piazza da poco inaugurata.

Continuano di settimana in settimana a “scomparire” (chissà come!) i cassonetti della spazzatura pedonali: il “Sindaco dei Lordazzi” che pubblica i video dei cittadini che buttano la spazzatura fuori dai cassonetti, avrebbe l’obbligo di dotare la città degli strumenti idonei al mantenimento della pulizia e del decoro. Sul Corso Garibaldi, invece, se bisogna buttare una carta, si è costretti a tenerla per centinaia di metri in mano prima di trovare un cassonetto pedonale, quasi sempre rotto o strapieno.

Eppure fino a qualche anno fa il Corso Garibaldi era un gioiello, pulito, ordinato, curato, monitorato dalle telecamere e con moderni dissuasori che bloccavano ogni varco d’ingresso e si aprivano elettronicamente al passaggio d’urgenza di ambulanze, mezzi delle forze dell’ordine o furgoni per le merci dei negozi in appositi e ristretti orari mattutini. Era il fiore all’occhiello di una città che voleva aprirsi al mondo e guardare al futuro, con una moderna ztl nella sua strada principale, apprezzata da tutti. Ma di quella Reggio, oggi, non sono rimaste neanche le briciole.