Reggio Calabria, Ethos: “Assenteisti? Sconcertante il silenzio della città”

Reggio Calabria, Ethos: “Assenteisti? Sconcertante il silenzio della città”

assenteismoL’assenteismo è una piaga dolorosa che la città di Reggio Calabria, ma in realtà tutta l’Italia, è costretta giornalmente ad affrontare. Posti fissi e stipendi pubblici rassicurano i tanti lavoratori della Pubblica Amministrazione, che vede tra le sue fila ancora tanti “furbetti”. L’Associazione Ethos ha deciso di schierarsi tra coloro che condannano fermamente tale attività scrivendo una lunga nota stampa al riguardo. “Qualche giorno fa il quotidiano on line “il dispaccio” ci ha ricordato che è in itinere un processo denominato “Torno Subito”, il quale ha accertato quello che tutti sapevano, una parte dei dipendenti del Comune di Reggio Calabria erano o sono assenteisti. Non ci voleva certo la maga, bastava affacciarsi negli uffici per trovare la desolazione e il rimpallo delle competenze. Comunque, qualcuno se ne è “accorto” e sono partite le indagini, mesi di lavoro da parte delle forze di Polizia, Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, che rischia di essere invalidato nonostante si siano accertati i reati di truffa da parte di diversi dipendenti dell’Amministrazione. Non per generalizzare ma quanti di questi personaggi sono lì solo ed esclusivamente per meriti propri? Quanti invece devono ringraziare il loro santo in paradiso? Grati di ciò, avrebbero perlomeno potuto lavorare risarcendo così la comunità con un proficuo impegno. Ma no, forti delle conoscenze che hanno loro permesso di essere dipendenti comunali, da bravi reggini “si ‘ndi futtiru”, d’altronde “com’ è bello ricevere lo stipendio a casa, passando le giornate a passeggiare”. Ora i buonisti diranno, ma sono padri di famiglia, ma come fai? Semplice, per ogni padre di famiglia nullafacente e stipendiato gratis, esiste un padre di famiglia, che non conosce nessuno e che magari ha anche le giuste capacità e soprattutto tanta voglia di lavorare” si legge all’interno della nota.

“Sicuramente i politici di turno riempiranno i loro discorsi di slogan votati al mantenimento del posto di lavoro ed alla legalità così tanto richiesta dall’elettore, tralasciando il vero intento che è unicamente rivolto alla ricerca del consenso e quindi ai voti necessari alla loro ascesa nel mondo politico. Eppure abitiamo nella città dove si firma contro la ‘ndrangheta, dove tutti parlano di legalità e trasparenza, dove tutti combattono il malaffare salvo poi: chiedere un favore; salvare gli assenteisti truffaldini; negare documenti pubblici; tutelare chi ha affossato la città riempiendola di debiti lasciando ai cittadini il conto da pagare; ecc, ecc… Eh sì, viviamo dentro un sistema completamente drogato, dalla ‘ndrangheta, dalla massoneria, dalla cattiva politica e dai cattivi amministratori, forse davvero non resta che rassegnarsi. Ah! Per la cronaca, il decreto correttivo alla riforma della P.A. approvato in via definitiva, dal Consiglio dei ministri il 10 luglio 2017 recita “Chi truffa sulle presenze in entrata o direttamente o per interposta persona, se colto in flagranza di reato, sarà subito sospeso e sarà contestualmente avviato l’iter per il licenziamento che dovrà concludersi entro 30 giorni” ed inoltre “Il dirigente che non attiverà il procedimento disciplinare potrà essere a sua volta licenziato conclude la nota.