Messina, Villa De Gregorio. Un pezzo di storia della città abbandonata al degrado: che fine ha fatto il progetto del Parco Urbano? [INTERVISTE]

Messina, Villa De Gregorio abbandonata al degrado. Il consigliere Zuccarello: “I cittadini hanno il diritto di sapere che fine hanno fatto i fondi per la riqualificazione, qui potrebbe nascere un bellissimo Museo”

villa de gregorioEra  6 aprile 2012, quando, a distanza di cinque lunghi anni dallo sbaraccamento, l’allora nuovo commissario dello Iacp Venerando Lo Conti annunciava in pompa magna la consegna dei lavori nell’area del rione Magnolia ex- Volano a Messina.  Il progetto del “Parco Urbano“, la cui gara d’appalto, per un valore complessivo di un milione e 800 mila euro, era stata espletata dall’Urega nei mesi addietro. Dopo un lungo periodo di stand-by, il progetto avrebbe dovuto consentire anche il recupero dell’antica Villa De Gregorio, per decenni sommersa da baracche e casette.  Ad oggi quel che resta di questo inestimabile reperto storico, un gioiello risalente al XVIII secolo, sono ancora macerie, perché i cantieri inspiegabilmente sono fermi.
Sulla questione pretende chiarezza  il consigliere comunale Santi Daniele Zuccarello, che, a fianco del direttore di ArcheoMe, Francesco Tirrito, è in prima linea per la riqualificazione del sito e delle bellezze architettoniche di Messina abbandonate al degrado. “Villa De Gregorio era una zona ex risanamento- dice il consigliere ai microfoni di StrettoWeb. Dopo lo sbaraccamento i cittadini adesso hanno il diritto di sapere dove  sono finiti i fondi per la riqualificazione e per quale ragione i lavori sono stati interrotti“. Eppure l’area  ha un enorme potenziale attrattivo, dal momento il parco ospita un imponente “Ficus Magnolioides”, il secondo esemplare in Italia, dopo quello dell’Orto Botanico a Palermo.  Zuccarello sollecita quindi il riavvio dei lavori e propone: “Potremmo liberarci di questo degrado recuperando l’area e dando vita a un museo“. Della stessa opinione il direttore di ArcheoMe, Francesco Tirrito: “Davanti a bellezze  come queste ci rendiamo conto che ancora a Messina esistono reperti monumentali che dovremmo tutelare e restituire alla cittadinanza. Ciò– precisa- non è un obbligo che riguarda gli enti pubblici, ci si potrebbe affidare anche ad enti privati, purché siano messi nelle condizioni di poter investire. Putroppo-conclude il direttore di ArcheoMe– è innegabile che in Sicilia è  quasi impossibile per un privato riuscire a monetizzare con i beni culturali. Eppure finanziare la riqualificazione di quest’area di Giostra sarebbe un toccasana  per l’economia della città“.
Di seguito le interviste rilasciate ai microfoni di StrettoWeb dal consigliere Zuccarello e dal direttore di ArcheoMe: