Messina, l’Amministrazione non risponde alle interrogazioni: il consigliere Libero Gioveni scrive al Prefetto

L’Amministrazione comunale non risponde a due delle interrogazioni di Gioveni, il consigliere segnala al Prefetto la violazione dell’obbligo di risposta nei termini di legge

giunta accorintiQuando viene meno o viene leso o snobbato un sacrosanto diritto dei consiglieri comunali; quando soprattutto non si forniscono risposte nei termini di legge su temi particolarmente caldi e delicati; quando si pensa (forse) che i consiglieri comunali non arrivino a compiere azioni estreme a tutela dell’interesse della collettività; quando, nonostante i ripetuti appelli fatti in Aula a rispettare il ruolo dei consiglieri comunali che esercitano ai sensi di legge la loro funzione ispettiva, ma che quasi sempre viene disattesa o snobbata dal sindaco e dagli altri destinatari in rappresentanza dell’Amministrazione; allora si arriva  a fare questo“. Sono queste le ragioni che hanno spinto il consigliere Libero Gioveni  a richiedere all’Assessorato  delle Autonomie Locali e della funzione Pubblica  e al Prefetto di valutare il comportamento del Sindaco e dei destinatari ai quali sono state indirizzate le interrogazioni del 11/12/2017 e del 13/12/2017 ed adottare i provvedimenti che verranno ritenuti più opportuni per la violazione degli obblighi di risposta nei termini di legge ad interrogazione a risposta. Il consigliere Libero Gioveni, nel dettaglio, fa riferimento alle interrogazione relativa alla  Rotazione personale comunale con funzioni di responsabilità in aree a rischio corruzione, ai sensi della Legge 190/2012 e del Piano Nazionale Anticorruzione”, protocollata dal Comune in data 11/12/2017 al n. 308707 e a quella avente ad oggetto Assistenza odontoiatrica convenzionata per le famiglie indigenti ai sensi della L.R. 14/2001 art. 1 e del D.A. 1535/2014 art. 8”, protocollata dal Comune in data 11/12/2017 al n. 311349. Il Decreto Legislativo n.267/2000 (TUEL), all’articolo 43- specifica il consigliere- prevede da una parte, il diritto dei consiglieri comunali di presentare interrogazioni e mozioni e di ottenere dagli uffici competenti tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato e, dall’altra parte, l’obbligo per il Sindaco o gli assessori da esso delegati di rispondere entro trenta giorni alle interrogazioni ed ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri.
libero-gioveniAllo stesso modo, viene previsto dal Regolamento e dallo Statuto dell’Ente e che l’art. 328 c.p. (Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione) prevede che il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che entro 30 giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a €. 1.032. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa. “Ad oggi– dice il consigliere- né per la prima, né per la seconda interrogazione a risposta scritta, il suddetto interrogante, essendo trascorsi i termini di legge,  ha ricevuto da nessuno dei rispettivi destinatari alcun atto o documento che potesse anche in minima parte rappresentare una risposta ai quesiti posti sugli argomenti di interesse generale sopra indicati e meglio specificati negli allegati alla presente; Soprattutto– specifica Gioveni- l’interrogazione presentata il 11/12/2017 assume una grande importanza, sia nell’ottica del rispetto di normative nazionali (Legge 190/2012, D.Lgs. 165/2001, Piano Nazionale Anticcorruzione) e delle autorevoli indicazioni dell’ANAC rispetto alla necessità di far ruotare, oltre ai Dirigenti delle pubbliche amministrazioni, anche i funzionari e tecnici nelle aree a rischio corruzione (condizione, questa, quasi mai avvenuta in seno al Comune di Messina); La mancata risposta alle interrogazioni– conclude Gioveni- oltre a costituire una compromissione del proprio diritto proponente ad esercitare con pienezza, tempestività ed efficacia il proprio mandato consiliare, è da interpretare a tutti gli effetti come una mancata risposta alla cittadinanza tutta, poiché l’Amministrazione è tenuta a riscontrare tali istanze non solo per questioni di correttezza istituzionale ma per chiarire le linee di indirizzo del Governo cittadino ed orientare così al meglio le azioni dei consiglieri”.