Accorinti si ricandida: “Abbiamo cambiato la storia di Messina”, ma il video-spot del Sindaco è un’offesa all’intelligenza dei cittadini peloritani

“Abbiamo cambiato la storia di Messina”: Accorinti racconta in cinque anni a Palazzo Zanca, ma il video-spot è un’offesa all’intelligenza dei cittadini. A fine mandato il sindaco consegna una città che sprofonda in basso alle classifiche, lo dicono i dati e non le “chiacchiere”

accorintiOltre 40 mila visualizzazioni, condivisioni e like a pioggia per il video con cui Renato Accorinti ufficializza la ricandidatura a sindaco della città di Messina. La notizia, come su StrettoWeb avevamo riportato nelle anticipazioni, era nell’aria dalla scorsa estate, ed era stata confermata dallo stesso primo cittadino in occasione della conferenza stampa di fine anno a Palazzo Zanca. Ieri il video sulla pagina facebook: “Giudicatemi dai fatti e non dalle chiacchiere, vi chiedo di documentarvi su quello che abbiamo fatto. Abbiamo cambiato la storia della città“- ha detto Accorinti commentando in poco più di cinque minuti tutti i risultati che l’amministrazione in questi anni ha portato a casa, tra cui: la rivoluzione nelle partecipate Atm, Messinambiente e Amam,  il progetto per il Porto di Tremestieri,  di Via Don Blasco, del secondo Palazzo di Giustizia e gli svincoli di Giostra. “Abbiamo lavorato per progetti seri, nessuna città in Sicilia ha portato tanti soldi quanto noi, sono arrivati oltre 300 milioni di euro. La nostra – ha detto il sindaco -  è stata un’ esperienza fuori dai partiti, abbiamo cambiato la  storia di Messina“.

LaPresse/Carmelo Imbesi

LaPresse/Carmelo Imbesi

Ora, quello che da qui a giugno dovranno chiedersi gli elettori, è se veramente questi risultati siano sufficienti a riconfermare il mandato del sindaco venuto dal basso per rivoluzionare Messina, al di là del video, degli annunci ad effetto a cui  ci ha abituati durante questi cinque anni. Accorinti ha veramente rivoluzionato la città? “Questo nuovo assetto- chiede Accorinti- va continuato perché ci sono un sacco di cose da fare ancora, ma solo se lo vorrete voi. Vi chiedo di documentarvi su quello che abbiamo fatto. Siate molto rigorosi, ma solo su quello che noi abbiamo trovato e quello che abbiamo realizzato”. E se proprio vogliamo essere rigorosi, come ci chiede il sindaco, questi risultati ci sembrano troppo pochi da rivendicare con orgoglio in questa campagna elettorale. Troppo poco per un sindaco che prometteva di rivoltare Messina, che prometteva il risanamento, la flotta comunale e la  lotta “ai poteri forti“. I ricordi  che ci restano di questi cinque anni sono quelli dell’emergenza infinita dei rifiuti, della recentissima e scellerata convenzione che consegna il Parco Aldo Moro all’Ingv, delle strade dissestate, dell’emergenza idrica, dell’isolamento dal resto d’Italia senza alternative alla logica No-Ponte rivelatasi fallimentare, dell’imbarazzante gestione dell’emergenza incendi di quest’estate in città, delle mense scolastiche negate: settori in cui  l’operato di questa giunta ha fatto acqua da tutte la parti. Il bilancio a quasi cinque anni dal 24 giugno 2013 è quello di una città che, a parte la nota positiva dei trasporti pubblici, è ridotta ai minimi storici ed è cambiata in peggio, che ha pagato a caro prezzo  l’inesperienza, l’incapacità,  la smania di protagonismo, il pressapochismo di questo sindaco.

ACCORINTIA fine mandato Accorinti consegna una città che sprofonda in basso alle classifiche, lo dicono i dati e non le “chiacchiere”: Messina è  all’ 89° posto in Italia, nella classifica 2017 del Sole 24 ore per la qualità della vita. Una città che si aggiudica la maglia nera per  “lavoro e innovazione” (86° posto), “ambiente e servizi” (94° posto). Pessimi anche i dati per “demografia e società” (95° posto) e soprattutto “ricchezza e consumi” (105° posto), così per quel che riguarda l’occupazione giovanile (103ª). Una città, stando alle ultimissime rilevazioni del Dipartimento Statistica del Comune, che in questi anni ha assistito inerme al drastico calo  dei suoi abitanti, molti dei quali sono purtroppo “cervelli in fuga“. I numeri sono impietosi: il 30 giugno 2017 la popolazione è scesa a 235.368 residenti, contro i 236.962 del 31 dicembre 2016, ciò significa che più di  mille e cinquecento cittadini in una manciata di mesi hanno scelto di andare via da questa città. E nel 2013 quando Accorinti ha vinto le elezioni, i residenti erano 242.132: oltre 5.200 cittadini peloritani hanno abbandonato la città durante il suo mandato.

Penso che sia arrivato il momento di lasciare spazio a qualcuno che può far meglio di lei…Sinceramente la ringrazio per l’impegno ma non penso possa fare di più….Sa, io vivo in periferia e nei quartieri non la si vede da quando è venuto a chiederci il voto….Ha avuto la città per 5 anni…adesso basta…non offenda veramente la nostra intelligenza!“- scrive una lettrice su facebook, commentando il video del sindaco. Quale sarà l’esito del voto di giugno è difficile dirlo, ma giudicando i fatti (e non le chiacchiere) di questi cinque anni di amministrazione e gli umori dei messinesi, l’avventura di Accorinti a Palazzo Zanca difficilmente proseguirà oltre giugno 2018.