Duro colpo a Cosa Nostra in Sicilia, 56 arresti: sindaco in manette, documentati legami con la ‘ndrangheta calabrese

Agrigento, operazione “Montagna”: disarticolati i mandamenti di Santa Elisabetta e Sciacca e sedici famiglie mafiose della provincia

Carabinieri RadiomobileIn corso dall’alba di oggi l’operazioneMontagna” dei Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento: in esecuzione 56 ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti “dei vertici dei mandamenti e delle famiglie mafiose di Cosa Nostra agrigentina“. Tra gli arrestati anche il sindaco di San Biagio Platani, Santino Sabella, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il blitz, ordinato nella notte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, è stato eseguito da 400 militari, supportati da un elicottero, dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Sicilia e da unità cinofile. L’operazione ha di fatto disarticolato i mandamenti di Santa Elisabetta e Sciacca e sedici famiglie mafiose della provincia. Coinvolti uomini d’onore anche delle province di Caltanissetta, Palermo, Enna, Ragusa e Catania.

Due indagati sono sfuggiti all’arresto perché all’estero: si tratta di Antonio Licata e Daniele Fragapane.

Il sindaco di San Biagio Platani, arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa e per voto di scambio, è accusato di avere concordato nel 2014 con alcuni esponenti di Cosa nostra del suo paese, “le candidature da presentare sia nella lista a sostegno di Sabella in occasione delle elezioni comunali di San Biagio Platani del maggio 2014, che in quelle allo stesso contrapposte“, spiegano gli inquirenti. “In occasione delle consultazioni amministrative comunali di San Biagio Platani del mese di maggio 2014, sia quale candidato che una volta eletto Sindaco” Sabella avrebbe raggiunto accordi con i capi mafia del territorio “garantendo loro agevolazioni nella gestione degli appalti pubblici banditi dal Comune, come nel caso dei lavori aggiudicati alla Comil di Favara“.

Documentati stretti collegamenti con i vertici delle cosche di quasi tutta la Sicilia e con le ‘ndrine calabresi. Accertato un fiorente traffico di droga ed estorsioni ai danni di 27 aziende, negozi e anche a cooperative che si occupano dei richiedenti asilo: “Il pizzo veniva preteso anche dalle cooperative per la gestione degli immigrati richiedenti asilo“, spiegano gli inquirenti. Sequestrate sette società. Decine di perquisizioni sono ancora in corso.

Sono oltre 400 i carabinieri impegnati nell’operazione antimafia. Impiegati anche un elicottero e unita’ cinofile. L’indagine, fatta dalla dda di Palermo, e’ stata coordinata dal Comando Provinciale guidato dal colonnello Giovanni Pellegrino. L’inchiesta è stata condotta nelle fasi iniziali dal tenente colonnello Andrea Azzolini e nella fase esecutiva dal tenente colonnello Rodrigo Micucci.

I particolari dell’operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà, alle ore 11.30, presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, alla presenza del Procuratore della Repubblica, Francesco Lo Voi e del Procuratore Aggiunto, Paolo Guido.