Bando assistenti all’autonomia e comunicazione, Cgil Messina: “No alla gestione in nero del servizio”

La Cgil di Messina diffida il Commissario  sull’ eventuale revoca del bando: “No alla gestione in nero del servizio. Per l’intero anno scolastico gli operatori si sono ritrovati a prestare le loro attività senza ricevere compenso”

Palazzo dei Leoni Ato IdricoSi è tenuto in data odierna l’incontro organizzato dal Commissario della Città Metropolitana di Messina dott. Calanna alla presenza dei deputati regionali Elvira Amata e Antonio Catalfamo. Duro il commento della CGIL alla richiesta di revoca del bando  avanzata da alcune associazioni  e dei deputati Amata e Catalfamo. “Non permetteremo – hanno detto Clara Crocè e Giselda Campolo rispettivamente Segretaria Confederale e Segretaria Generale del Nidil di Messina –  il ritorno alle precedenti e illegali metodologie d’impiego del servizio. Gli operatori lavoravano e lavorano in nero o tramite il contratto di prestazione occasionale che, in base a Job’s Act e normativa seguente, è inapplicabile. Alcune scuole si sono rifiutate di assumersi il rischio e applicare un contratto illegale. Per l’intero anno scolastico gli operatori si sono ritrovati a prestare le loro attività senza ricevere compenso, salvo vedersi accreditare un bonifico, a prestazione ultimata, direttamente dalla Città Metropolitana, con causale “per il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione”. Dopo diversi incontri con l’Ente ci è stato chiarito che potesse intercorrere il rapporto lavorativo tra le famiglie e l’operatore ma si tratta di chiara interposizione fittizia di manodopera. Non è stato instaurato nessun rapporto di lavoro all’INPS, con relativa produzione di UNILAV, come risulta dalla verifica effettuata dalla CGIL su alcuni lavoratori. Tale situazione ha fatto sì che la Città Metropolitana, la quale dovrebbe essere modello nel perseguire la legalità e l’applicazione delle normative vigenti, ha favorito e avallato il lavoro nero, mettendo anche a grave rischio vertenziale le famiglie dei ragazzi beneficiari del servizio. Infatti, il lavoratore non è in alcun caso dipendente della famiglia. L’accordo trilaterale fatto firmare a famiglie, operatori e scuole non può certamente qualificarsi come contratto di lavoro e non fa riferimento ad alcun CCNL, restando una semplice scrittura privata fra le parti. La pubblicazione del bando di gara rappresenta un primo passo per legalizzare la situazione e ridare dignità al lavoratore e qualità del servizio alle famiglie, atteso che l’applicazione degli articoli 12 e 13 del capitolato speciale d’appalto prevedono delle “periodiche verifiche e controlli sul servizio acquisito nell’ambito dell’appalto. In particolare i controlli dovranno essere effettuati direttamente dalla Città Metropolitana in collaborazione con la scuola interessata e riguardano sia gli assetti organizzativi del servizio, delle prestazioni concordate e dei livelli di resa del servizio”. Inoltre l’Ente appaltante può effettuare verifiche sulla soddisfazione degli utenti del servizio appaltato o affidato. L’articolo 13, per giunta, prevede penalità in caso di inadempienze dell’appaltatore. In nessun ente pubblico o privato l’utente ha facoltà di scelta del personale adibito allo svolgimento del servizio. Ciò è a tutela delle stesse famiglie dal momento che farà capo all’ente e alla cooperativa la verifica dei requisiti previsti dal servizio. Per giunta, una procedura che non rende la famiglia responsabile della scelta evita anche che si possano verificare favoritismi e forme di ricatto e soggezione dalle parti che mettono in contatto operatori e famiglie a scapito del servizio da fornire al disabile. Anche la proposta avanzata dal legale dei due deputati messinesi della istituzione dell’albo e del relativo accreditamento  è irricevibile – continuano Crocè e Campolo. “Gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione non hanno e non devono avere nessun albo professionale. Non esiste un loro Ordine professionale e non sono lavoratori autonomi che con una partita iva dedicata possono aprire uno studio privato. Sono per costituzione figure professionali dipendenti; costrette a prestare la loro attività lavorativa in una struttura scolastica che tra l’altro, nella maggioranza dei casi è pubblica. Sono costrette a lavorare con orari rigidi e la loro attività risponde a tutti i criteri di subordinazione stabiliti dalla normativa. Inspiegabile la reiterata invocazione delle linee guida ANAC dal momento che proprio l’Autorità Nazionale Anticorruzione non fa altro che affermare l’obbligatorietà di assegnare i servizi tramite bando pubblico proprio a garanzia di una trasparenza che finora non è stata parola chiave nella erogazione del servizio. E siccome il pubblico può avere dipendenti solo selezionati tramite pubblico concorso. In questa fase non solo si deve fare un bando per cooperative ma si deve spostare la discussione sugli altri due tavoli di pertinenza: uno nazionale, per richiedere al ministero una procedura di internalizzazione, e uno regionale perché i finanziamenti dedicati al servizio possano arrivare prima dell’inizio dell’anno scolastico permettendone la partenza concomitante. In questi e in tutte le manovre necessarie, politiche e legali, la CGIL conferma la sua presenza”.

catalfamo amataOltre le posizioni divergenti sulla formulazione del nuovo bando- ha dichiarato l’On. Antonio Catalfamo, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars, presente all’incontro tra rappresentanti dei genitori, sindacati, associazioni e il governo provinciale –è emersa la volontà comune di scongiurare l’interruzione di servizio e assicurare quindi che oltre al danno economico, si sia evitato quello legato ai rapporti personali tra professionisti e ragazzi con disabilità. Riteniamo comunque sostanziali le modifiche all’articolo 4 (requisiti dell’operatore AAC, ndr), oltre alle modifiche rilevanti su tutto il testo che introduce una prassi nuova rispetto all’esempio positivo portato avanti dalla procedura in questi anni. Abbiamo espresso le nostre perplessità in merito, cercando di amplificare le richieste dei genitori che hanno giustamente mostrato preoccupazioni sulla nuova procedura così modificata. Auspichiamo quindi una nuova fase di rilettura del testo nell’interesse comune di tutte le parti chiamate in causa.”

elvira amataSul tema è intervenuta anche la deputata regionale di Fratelli d’Italia, l’On. Elvira Amata, presente all’incontro:  “L’esigenza pressante è sostenere chi ha bisogno di un affiancamento competente e qualificato. Al centro deve esserci l’utente inteso tanto quanto la persona affetta da disturbi o disabilità quando le famiglie che sostengono quotidianamente l’impegno non facile di fronteggiare routine spesso complicatissime. Quali che siano le procedure che si riterrà di seguire, quel che ritengo propedeutico è che si creino veri e propri albi di operatori, nei quali sia resa trasparente la competenza e la qualifica dei lavoratori del settore, tenendo presente che non tutti possiedono le medesime specializzazioni e lo stesso bagaglio. Il mondo delle disabilità è sconfinato e ciascuna ha le proprie peculiarità: non possono essere trattate tutte allo stesso modo, e, per ovvie ragioni, non tutti i sanitari, i tecnici e gli educatori sono competenti in modo assoluto.”  “Giorno 9 gennaio, quando saranno presentate alla commissione regionale sanità le linee guida programmatiche da parte degli assessori alla sanità e alla famiglia per iniziare il lavoro, porterò immediatamente in commissione la questione. Nel frattempo ho chiesto al Commissario Calanna che si organizzino da domani tavoli di dialogo con le rappresentanze civili e sindacali interessate e i portatori d’interessi, al fine di gestire al meglio le procedure per la realizzazione di questi albi”. “La richiesta di revoca immediato del bando è motivata dalle evidenti mancanze di rispetto delle linee guida Anac”, ha aggiunto il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, avvocato Giuseppe Sottile. “Quanto messo nero su bianco presenta delle palesi inadeguatezze, a partire dalle conseguenze di una chiusura a diversi operatori. Sono certo che l’incontro di oggi avrà dei risvolti positivi, giacché il dialogo tra le parti è stato compreso e condiviso in un dibattito chiaro e scevro di inutili demagogie”.