Alloggi a Reggio Calabria: primo incontro del tavolo tecnico, qualche passo in avanti

palazzo san giorgioContinua il dialogo a Palazzo San Giorgio sul tema delle politiche abitative.  Si è  riunito venerdì 29 dicembre  il Tavolo tecnico tra rappresentanti del Comune (capo Gabinetto G. Puglia,  presidente del consiglio Comunale D. Delfino, consigliere delegato alle politiche abitative G. Minniti,    componente dello staff del sindaco S. Perri) e le associazioni riunite nell’Osservatorio sul disagio abitativo (COSMI, CSOA A. Cartella, CSC Nuvola Rossa, ASIA-USB Reggio Calabria, Società dei Territorialisti e Un Mondo Di Mondi),  il Movimento Reggio non tace e la Collettiva AutonoMia, insieme ad un gruppo di famiglie in condizioni di disagio abitativo. Obiettivo degli incontri, avviati in seguito alle azioni di protesta del 18 dicembre scorso, è la garanzia del diritto all’abitare per le persone a basso reddito, attraverso l’applicazione della delibera approvata in Consiglio Comunale lo scorso 10 febbraio 2017.  Rinnovate le richieste delle associazioni e delle famiglie, per qualche settimana ancora in attesa  per verificare l’azione amministrativa.

Oltre a sollecitare l’azione di verifica dei requisiti sugli assegnatari, è stato chiesto un incontro con il Sindaco Falcomatà, il blocco degli sgomberi per le famiglie senza reddito, la garanzia  di assegnazioni in deroga degli alloggi per i nuclei familiari che hanno già ricevuto un ordine di sfratto esecutivo. Intanto tra l’8 e il 15 gennaio, secondo quanto dichiarato dal Presidente Delfino,  dovrebbe essere discusso in Consiglio Comunale il regolamento  (articolo 31 legge regionale nr 32/1996),  licenziato il 19 dicembre scorso dalla Commissione regolamento e statuto, presieduta dal consigliere D. Martino.  In attesa di conoscere il testo del regolamento modificato dalla Commissione, le associazioni hanno preso atto di quanto dichiarato dal Consigliere delegato G. Minniti, secondo cui il testo del regolamento dovrà essere emendato in Consiglio su alcuni aspetti per renderlo più efficace. Resta fondamentale per garantire il diritto alla casa  anche ai vincitori del bando 2005,  reperire gli alloggi necessari per l’assegnazione. Sulla questione, le associazioni hanno avanzato, ancora una volta,  richieste chiare. In primis è stato chiesto la pubblicazione,  entro il prossimo 10 gennaio, dei primi dati delle verifiche effettuate da Hermes (ex Recasi) sui 3000 alloggi comunali; di procedere  velocemente alla verifica sulla permanenza di tutti i requisiti previsti dalla legge e su tutti gli alloggi erp  presenti nel territorio comunale,  sia di proprietà comunale che di proprietà  Aterp,   per un totale di  circa 7800 alloggi; proseguire senza esitazioni con le fasi successive del turn-over, in particolare con l’emissione e l’esecuzione degli atti di decadenza,  con il recupero degli alloggi  nella disponibilità del Comune e la loro assegnazione. Si è chiesto inoltre di rendere esecutivi i decreti di decadenza già emessi da tempo, di riprendere i relativi alloggi e riassegnarli alle famiglie aventi diritto.

Per i beni confiscati alla ‘ndrangheta,  è stato chiesto un elenco pubblico degli immobili da utilizzare come alloggi popolari ed un piano organico per consentire una rapida  assegnazione, anche prevedendo la possibilità di ristrutturazione a carico degli assegnatari nel caso di piccoli interventi. Intanto sarebbe in fase di avvio, secondo quanto dichiarato dai rappresentanti comunali,  un programma con un impegno di spesa di circa 750.000 euro per la ristrutturazione e la manutenzione degli alloggi popolari.  Dal canto loro, le associazioni, nel richiedere  la velocizzazione degli interventi, hanno evidenziato come la somma  prevista a tal fine nel bilancio di previsione triennale (2017-2018-2019) è  di 1,3 milioni di euro. Pertanto resta necessario capire come e quando sarà impegnata  la somma  rimanente di 550.000 euro. Sugli alloggi popolari già alienati , le associazioni ritengono necessaria la pubblicazione del numero degli alloggi, delle verifiche effettuate nella fase precedente agli atti di compravendita e della somma incassata dal Comune con la relativa destinazione per il settore ERP. Infatti, il Consiglio Comunale con la delibera nr 3 del 10 febbraio 2017 aveva deciso che tali somme sarebbero state destinate interamente al settore ERP.  Riguardo all’aumento dell’offerta degli alloggi popolari, le associazioni hanno proposto al Comune di considerare  l’enorme patrimonio vuoto sia pubblico che privato.  A tal fine, si è chiesto di valutare la presentazione di progetti per l’ utilizzo di edifici pubblici da destinare ad alloggi popolari, facendo riferimento al comma 1 bis dell’articolo 26 della legge 11 novembre 2014 n. 164 detta “Sblocca Italia”. In merito al  bando regionale Social Housing Asse 9   Fondo FESR , scaduto il 28 dicembre 2017, è stato chiesto ai rappresentanti del  Comune di sapere se è stata presentata una proposta progettuale per gli alloggi popolari, più volte sollecitata. Si attendono le risposte richieste  per il prossimo incontro del Tavolo tecnico,  in previsione  dopo  la riunione del Consiglio comunale che discuterà il regolamento delle assegnazioni in deroga. Da apprezzare, con l’avvio di questo ennesimo percorso di dialogo, l’accoglimento da parte del   capo gabinetto Giampaolo Puglia, di una  partecipazione allargata dei rappresentanti di associazioni e famiglie.