Abolizione tasse universitarie, il rettore di Messina: “via tasse? Costi per oltre 2 mld, sistema rischia collasso”

Secondo il rettore di Messina la proposta del senatore Grasso genera parecchi dubbi

università messina“La proposta del senatore Grasso genera parecchi dubbi. In primo luogo, non dimentichiamo che l’attuale Governo, attraverso l’introduzione della ‘no tax area’, ha già concesso l’esenzione totale o parziale agli studenti con fasce di reddito più basse: un provvedimento senz’altro più equo e sostenibile rispetto a quello prefigurato dal senatore Grasso”. Così il rettore dell’Università di Messina, Pietro Navarra, commenta con l’Adnkronos la proposta lanciata dal leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, di abolire le tasse universitarie. Generalizzare l’esenzione, infatti, secondo il numero uno dell’Ateneo della città dello Stretto significherebbe “produrre costi diretti e indiretti aggiuntivi per il sistema universitario superiori ai 2 miliardi e, quindi, ben oltre le stime pubblicizzate. Se tali somme venissero prelevate dal Fondo di finanziamento ordinario attualmente pari a circa 6,5 miliardi – avverte Navarra – le Università italiane rischierebbero il collasso. Contrariamente, andrebbe detto con chiarezza e con assoluta certezza quali risorse si utilizzerebbero per coprire il mancato gettito per gli Atenei dalla contribuzione studentesca“.

 Ne va dimenticato, per Navarra, che l’iscrizione gratuita potrebbe causare “un aumento di studenti tale da imporre lo sdoppiamento di taluni corsi e il potenziamento di servizi che generano ulteriori costi di gestione da coprire per le Università, a meno che non si voglia indurre gli Atenei a introdurre il numero chiuso dove è necessario. E ciò naturalmente ridurrebbe significativamente la proposta. Per questi motivi, da rettore posso affermare che il suggerimento del senatore Grasso non mi entusiasma e, comunque, in questo momento appare privo di un reale fondamento” conclude.

(Adnkronos)