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Sciopero nazionale grande distribuzione, UILTUCS, FILCAMS e FISASCAT: “Anche Reggio scende in piazza”

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Sciopero nazionale grande distribuzione, UILTUCS, FILCAMS e FISASCAT: “Anche Reggio scende in piazza”

uiltucsLe articolazioni reggine della UILTUCS, della FILCAMS e della FISASCAT aderiranno all’odierno sciopero nazionale della grande distribuzione. Ad incrociare le braccia domani 22 dicembre saranno i lavoratori del comparto. E, guidati dalle due organizzazioni sindacali, saranno protagonisti di una manifestazione che si terrà in piazza Italia dalle ore 10 alle ore 12. «I dipendenti non si limiteranno all’astensione dal posto di lavoro, ma scenderanno in piazza Italia per un sitin. La UILTUCS, la FILCAMS e la FISASCAT saranno al fianco dei loro iscritti che manifesteranno davanti la Prefettura e prepareranno un apposito documento che verrà consegnato ai rappresentanti di Palazzo di Governo a testimonianza della mobilitazione locale e della partecipazione dei lavoratori reggini alla battaglia nazionale» affermano in una nota le segretarie provinciali delle due organizzazioni sindacali, rispettivamente Sabrina De Stefano, Samantha Caridi e Rita Raffa. «Ormai da quattro anni le aziende della grande distribuzione e della distribuzione organizzata, associate a Federdistribuzione, impongono unilateralmente l’applicazione di quello che a tutti gli effetti risulta essere un regolamento associativo residuo del precedente contratto collettivo nazionale di lavoro “Terziario, distribuzione e servizi” scaduto nel 2013. Infatti, Federdistribuzione, in spregio a un diritto costituzionalmente garantito, non solo oppone un’irragionevole chiusura rispetto alla definizione di un contratto collettivo nazionale di lavoro di settore, ma continua ingiustificatamente a rifiutarsi di applicare il rinnovo del contratto collettivo nazionale tds del 2015, unico che al momento è tenuta ad applicare» spiegano le tre sindacaliste.

«Riteniamo grave la condotta mantenuta dall’associazione datoriale ed inaccettabile il danno che tale comportamento determina per le lavoratrici e i lavoratori, sia sotto il profilo retributivo che contributivo, anche in considerazione degli incrementi salariali erogati unilateralmente, nettamente inferiori da quelli previsti dal contratto collettivo nazionale rinnovato. Ad aggravare ulteriormente la posizione di Federdistribuzione, le tante vertenze che coinvolgono i gruppi della distribuzione moderna organizzata, le procedure di licenziamento collettivo, le disdette dei contratti integrativi aziendali, l’adozione unilaterale di nuovi modelli organizzativi che, oltre ad avere determinato un preoccupante decremento occupazionale, hanno sancito un forte peggioramento delle condizioni di lavoro per decine di migliaia di lavoratori» aggiungono le stesse. «Per tutto ciò scenderemo in piazza ed elaboreremo il documento, dando il nostro contributo ad una vertenza che unisce i lavoratori della grande distribuzione di tutto il Paese» è la conclusione della De Stefano, della Caridi e della Raffa.