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Il Parco Nazionale dell’Aspromonte fa chiarezza: “Nessun licenziamento, No alle strumentalizzazioni sulla pelle dei lavoratori”

Il Parco Nazionale dell’Aspromonte replica alla nota della CISL-FP chiarendo che non ci sarà alcun licenziamento e chiedendo di smetterla con le “strumentalizzazioni sulla pelle dei lavoratori”

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Il Direttore dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, dott. Sergio Tralongo, replica alla nota stampa diffusa stamattina dalla CISL-FP con una lettera aperta inviata alla stessa CISL, al Prefetto di Reggio Calabria, al Governatore della Regione Calabria Oliverio, al Consiglio Direttivo dello stesso Ente Parco e agli organi di stampa. Tralongo spiega che non ci sarà nessun licenziamento rispetto alla nota diffusa dai sindacati e chiedendo lo stop alle “strumentalizzazioni sulla pelle dei lavoratori”.

Di seguito pubblichiamo integralmente il testo della nota del Direttore Tralongo:

OGGETTO: Proroga contratti a tempo determinato anno 2018. Riscontro a nota CISL FP del 30.12.2017.

                In riferimento alla nota in oggetto, si precisa quanto segue:

  • Quella che è stata strumentalmente definita “lettera di licenziamento” (Allegati 1 e 2) altro non è che una dovuta comunicazione ai lavoratori, esplicativa del deliberato consiliare (Allegato 3).
  • La predetta comunicazione consta di una semplice mail che, né da un punto di vista formale, né da un punto di vista sostanziale, possiede le caratteristiche proprie di un licenziamento, atteso che l’Ente Parco ha semmai corroborato il proprio intendimento a “reintegrare, con contrattualizzazione a tempo determinato, i 21 lavoratori i cui contratti a termine scadranno in data 31.12.2017, ove il Ministero vigilante consenta, tramite adozione di specifici atti, il superamento dei limiti al momento sussistenti”.
  • Tali attuali insuperabili limiti sono riconducibili ad una normativa nazionale e regionale espressamente rivolta agli enti locali, nel cui novero non è riconducibile l’EPNA, stante l’assenza di qualunque forma di autonomia nel deliberare la propria dotazione organica, peraltro rideterminata in riduzione con DPCM 23/01/2013 per i Parchi Nazionali.
  • Se i provvedimenti citati dalla CISL FP avessero consentito di chiarire in via definitiva, da un punto di vista giuridico, una questione di tale delicatezza, neanche i Sindaci (per i quali essi provvedimenti sono stati concepiti) si sarebbero trovati, loro malgrado, dinanzi a tanta incertezza applicativa (compresi quelli che compongono il Consiglio Direttivo del Parco).
  • L’attuale contingente di lavoratori a tempo determinato (già LSU/LPU), ai quali non tutti hanno ritenuto di fornire le dovute spiegazioni, pur conoscendo le peculiarità ed i limiti decisionali dell’Ente, consta di ventuno unità (in origine erano ben oltre cento e, più recentemente, almeno cinque di essi hanno optato per il trasferimento presso Enti locali) proprio perché il Parco ha incoraggiato, negli anni, il transito verso Enti che avrebbero potuto garantire diversi e più confacenti sviluppi lavorativi.
  • L’attenzione andrebbe forse e più opportunamente rivolta a comprendere, nel preminente ed effettivo interesse dei lavoratori, ai criteri di attuazione del comma 223 della Legge di Bilancio 2018, afferente al rinnovo delle convenzioni per l’utilizzazione dei Lavoratori Socialmente Utili e di Pubblica Utilità, quale presupposto per l’attuazione dell’art. 20, comma 14 D.Lgs.vo 78/2017.
  • Reputo, pertanto, visto il risvolto umano della questione – di certo non determinata dall’Ente Parco – che non si debba ulteriormente strumentalizzare la vicenda, finendo con l’ingenerare errori di valutazione e con lo spostare l’attenzione da quello che è il reale problema da affrontare, ovvero consentire anche ad un ente come il Parco (privo dell’autonomia propria degli Enti Locali) di poter reintegrare i propri lavoratori.