Messina, la Ruota Panoramica di Piazza Cairoli è Super. Il vero problema è che è la cosa migliore fatta da Accorinti in 5 anni…

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Messina, inaugurata ieri sera la bellissima Ruota Panoramica di Piazza Cairoli: ed è subito “boom” di selfie sui social. La giostra piace ai messinesi e attira visitatori, ma il vero problema è un altro…

messina ruota panoramica piazza cairoli (6)Dopo settimane di polemiche, ieri sera a piazza Cairoli è stata inaugurata la Ruota Panoramica che tanto ha fatto discutere Messina: la risposta della gente è stata subito straordinaria. La Ruota Panoramica è una cosa bella, molto bella. Piace, tanto che si sono subito scatenati in centinaia pubblicando i loro selfie sui social network con la ruota di sfondo. Piace ai messinesi e anche ai forestieri, attirando visitatori in città da tutta la provincia e dalla vicina Calabria. Piace perché da lassù si può ammirare una Messina inedita, vista dall’alto proprio dal cuore della città. Piace perché rende più originale questo Natale peloritano, con i suoi colori che danno un tocco di giovanile allegria ad una città che non ha mai perso la sua identità universitaria. Piace perché il costo del biglietto per un tour (appena 3 euro) è agevole alle tasche di tutti. Insomma, un successo su tutta la linea. I (pochi) “criticoni” sono smentiti dai fatti: come si può negare l’evidenza e sparlare di un’iniziativa così bella, utile e apprezzabile da tutti i punti di vista? Evidentemente soltanto per partito preso: Accorinti e la sua Amministrazione pagano come un “boomerang” quello che è il loro stesso stile, la loro stessa mentalità. Per decenni hanno attaccato tutto e tutti a prescindere da ciò che effettivamente poteva essere buono, e adesso non riescono a spiegarsi come mai anche di fronte all’evidenza c’è chi alimenta polemiche e discussioni obiettivamente inutili.

Ma cerchiamo di andare oltre il “tifo” politico e guardiamo le cose con obiettività: la Ruota è bella, e va riconosciuto ad Accorinti e alla sua Giunta di aver fatto una cosa così buona. Su iniziativa della Confcommercio, ovviamente. Ma con il pieno supporto e con il decisivo contributo del Comune, che con l’Assessore Signorino ha inaugurato la struttura.

Il problema vero, però, è un altro. Tra pochi mesi scadrà il mandato e si tornerà a votare. Dopo cinque anni, Accorinti sarà ricordato per la Ruota Panoramica e nulla più. Ecco, il vero problema è che in cinque anni di governo, questa bellissima Ruota è la cosa migliore che Accorinti abbia fatto durante la sua sindacatura. Oseremmo dire che è addirittura l’unica cosa buona che potrà rivendicare con orgoglio nella prossima campagna elettorale, quando la Ruota (che è mobile e dopo le feste sarà smontata) resterà solo un gradito ricordo di un Natale ormai passato. Troppo poco per un Sindaco rivoluzionario che voleva rivoltare la città, invece non è stato in grado neanche di modernizzare Messina sotto il profilo dei temi a lui più cari: l’ambiente e la mobilità. Ha perso la sua storica battaglia contro il Ponte e contro il traffico dei traghetti. Cinque anni dopo è rimasto tutto come prima, un fallimento su tutta la linea. Lo Stretto di Messina non ha nessuna “flotta” come invece Accorinti annunciava (e prometteva) cinque anni fa. I traghetti continuano a sbarcare nella rada san Francesco riempiendo di smog, inquinamento e traffico le strade tra le case del centro cittadino. Messina rimane l’unica città d’Italia (e probabilmente anche d’Europa) a non avere un’isola pedonale o una ZTL, ancora vittima ovunque – anche nelle strade più storiche – di traffico e parcheggi. Una città a ancora a misura di mezzo, mentre già da 20-30 anni un po’ tutte le altre città di dimensioni analoghe iniziavano a trasformarsi adattandosi a misura d’uomo.

Eppure Accorinti è ambientalista convinto, queste cose le avrebbe dovute fare “nei primi cento giorni“. Eppure di giorni a Palazzo Zanca ne ha già passati oltre 1.600, e la città non ha fatto alcun passo avanti. E’ il fallimento dell’approccio grillino al mondo (perchè Accorinti non è grillino soltanto per logiche burocratiche del Movimento, ma ha quel dna ideologico). E’ il fallimento del “No” a tutto, il fallimento della politica-contro. E’ il fallimento delle logiche di invidie e gelosie che portano a preferire figure alternative rispetto a quelle tradizionali, e poi pazienza se il territorio sprofonda. E’ il fallimento del fondamentalismo dell’onestà, quelli che “vabbè ma almeno lui non s’è rubato i soldi“. L’apologia della mediocrità. Perché l’onestà è un valore straordinario e fondamentale non solo per la morale, ma anche per la nostra Costituzione: chi non rispetta le leggi, deve pagarne le conseguenze. Ma per amministrare un ente, un territorio, una regione o una città, l’onestà non può bastare: servono anche competenza, ingegno, furbizia, astuzia, cultura non solo sociale ma soprattutto politica, arte della diplomazia e del compromesso e soprattutto tanta, tanta, tanta praticità. La politica non è filosofia. La politica non è una maglietta “free Tibet”. La politica (del fare) è certamente anche un’apprezzabilissima Ruota Panoramica (vedi le bellissime foto nella gallery in coda all’articolo). Ma per 5 anni di governo è davvero troppo, troppo, troppo poco.