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Messina: domani presidio in Prefettura dei lavoratori della grande distribuzione

Domani a Messina il presidio  dei lavoratori della grande distribuzione nella giornata di sciopero indetta da Filcams-Cgil Fisascat-Cisl Uiltucs. Una protesta nella settimana degli acquisti natalizi per rivendicare un giusto contratto e giuste condizioni di lavoro

filcams-cgil al rettoratoDomani a Messina, alle 9,30 presidio territoriale dei lavoratori della Distribuzione Cooperativa e delle aziende che aderiscono a Federdistribuzione, davanti alla Prefettura, nella giornata di sciopero nazionale indetto da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs.  I segretari generali provinciali Francesco Lucchesi, Salvatore D’Agostino, Eliseo Gullotti evidenziano i motivi della mobilitazione, le importanti rivendicazioni per un giusto contratto collettivo e giuste condizioni di lavoro. Alla base della forte protesta il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto ormai da quattro anni, tanto delle aziende associate a Federdistribuzione quanto a quelle della Distribuzione Cooperativa che ha portato i sindacati di categoria a proclamare uno sciopero proprio nella settimana calda degli acquisti di Natale. Filcams, Fisascat, Uiltucs contestano a Federdistribuzione il rifiuto a definire un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di settore e l’indisponibilità anche ad applicare il rinnovo del Contratto Nazionale Confcommercio del 2015, determinando per le lavoratrici e i lavoratori un danno sia dal punto di vista retributivo che contributivo. Forte preoccupazione anche per il Contratto Nazionale della Cooperazione scaduto ugualmente da quattro anni.  I sindacati evidenziano come il nuovo Contratto che vorrebbero le Coop peggiorerebbe diritti e retribuzione a fronte di un aumento salariale complessivamente più basso di quello di Confcommercio. “Ad aggravare ulteriormente la difficile situazione contrattuale – fanno presente i sindacati – le tante vertenze che coinvolgono i gruppi e le imprese del comparto distributivo, le procedure di licenziamento collettivo, le disdette dei contratti integrativi aziendali, l’adozione unilaterale di nuovi modelli organizzativi, che, oltre ad avere determinato un preoccupante decremento occupazionale, hanno sancito un forte peggioramento delle condizioni di lavoro”.