Messina, la Giunta approva la bozza di Bilancio Consolidato

Messina, la Giunta approva la bozza di Bilancio Consolidato, la risultanza economica della gestione comunale evidenzia una perdita complessiva di 5,7 milioni, mentre il “consolidamento” evidenzia la riduzione delle perdite a 3,6 milioni. Cuzzola: “il dato economico della gestione comunale non si presti a facili o distorte letture”

palazzo zanca messina (2)Ieri sera la Giunta ha approvato la bozza di Bilancio Consolidato da trasmettere al Consiglio per la approvazione. “Il documento, che in verità avrebbe dovuto essere approvato entro lo scorso 30 settembre– spiega l’assessore al Bilancio del Comune di Messina, Enzo Cuzzolachiude il ciclo dell’ingresso nel sistema contabile armonizzato. Sistema– continua Cuzzola- che, introducendo una  “quasi” vera contabilità economico patrimoniale anche negli enti locali, rende i bilanci degli stessi finalmente comparabili con quelli delle aziende“. Ecco perché si può valutare il complessivo andamento “aziendale” dell’ente e delle sue partecipate nel complesso:  il dato di sintesi– prosegue l’assessore- è che la risultanza economica della gestione comunale evidenzia una perdita complessiva di 5,7 milioni, mentre il “consolidamento” evidenzia la riduzione delle perdite a 3,6 milioni. Il che vuol dire che la gestione “aziendalistica” del comune è in perdita, mentre quella complessiva delle partecipate è in utile. Ma il dato economico della gestione comunale non si presti a facili o distorte letture, infatti– precisa- vero che il “comune”,  soprattutto in questa epoca di attenzione al solo pareggio di bilancio, deve essere gestito come un’azienda, ma vero anche che trattasi pur  sempre di una azienda di erogazione (una grande famiglia) e non di produzione (cioè non è un’impresa), la cui attenzione deve essere concentrata alla erogazione dei servizi, soprattutto a chi non può pagarli”.

Sempre ieri sera in Giunta, preso atto che la stratificazione, nel tempo, di delibere di indirizzo per l’avvio delle transazioni con i portatori di debiti fuori bilancio o di debiti potenziali, dell’Ente, ha creato confusione, sia negli Uffici, sia nei creditori, ha provveduto a rimediare. “Come promesso- dichiara Cuzzola-è stata tracciata e deliberata una “sorta” di linea guida,  per la stipula di accordi di pagamento, per i debiti fuori bilancio, e di accordi transattivi, per i debiti potenziali (contenziosi in corso), secondo i seguenti criteri:

  1. a) per i debiti fuori bilancio riconoscibili, di importo inferiore ai 50.000 euro, applicare una percentuale di riduzione del 20%;
  2. b) per i debiti fuori bilancio riconoscibili, di importo superiore ai 50.000 euro applicare le seguenti percentuali di riduzione:

del 34% per il periodo creditorio dal 1.1.2014 al 31.12.2014;

del 31,5% per il periodo creditorio dall’1.1.2012 al 31.12.2013;

del 30% per il periodo creditorio dall’1.1.2011 al 31.12.2011;

del 29% per il periodo creditorio dall’1.1.2010 al 31.12.2010;

del 27% per il periodo creditorio dall’1.1.2008 al 31.12.2009;

del 24,5% per il periodo creditorio dall’1.1.2004 al 31.12.2007;

del 21,5% per il periodo creditorio dall’1.1.2002 al 31.12.2003;

del 19% per il periodo creditorio dall’1.1.2001 al 31.12.2001;

del 16,5% per il periodo creditorio dall’ 1.1.1946 al 31.12.2000

garantendo, tuttavia ai creditori, un importo minimo non inferiore a 40.000 euro;

  1. c) per i debiti potenziali, pendenti in primo grado di giudizio:

1) rinuncia totale agli interessi e congruo abbattimento della parte capitale, commisurato all’entità del credito e collegata ad eventuale dilazione secondo le seguenti  modalità: 35% di abbattimento  con pagamento entro l’anno della sottoscrizione; 20% con pagamento dilazionato in due annualità; 10% con pagamento dilazionato in tre annualità.;

2) rinuncia ad interessi e rivalutazione senza abbattimento della sorte capitale: pagamento in rete annuali sino alla scadenza del Piano Pluriennale di Riequilibrio Finanziario. In tale ipotesi la deliberazione dovrà essere proposta dalla Giunta al Consiglio Comunale per il successivo iter.

Di adottare, nei casi in cui la speciale complessità della questione non possa essere risolta con i criteri ordinari definiti al precedente punto c, contenuti transattivi diversi“.

 

  1. d) per i debiti potenziali, pendenti in secondo grado di giudizio, nell’ipotesi in cui l’Ente sia stato soccombente in primo grado, dietro valutazione di ordine sia tecnico che giuridico relativa anche alle prospettive della resistenza in giudizio, le seguenti percentuali di riduzione, rispetto alla sentenza di primo grado: 15% in caso di saldo in soluzione unica entro l’anno di competenza, 10% in caso di pagamento realizzato in due rate annue, 5% in caso di pagamento realizzato in tre rate annue”