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Barcellona Pozzo di Gotto (ME), l’Amministrazione Comunale: “nessun errore nella procedura da seguire per l’affidamento della progettazione dell’intervento di manutenzione del Palasport di Aia Scarpaci”

Barcellona Pozzo di Gotto (ME), l’Amministrazione Comunale: “nessun errore nella procedura da seguire per l’affidamento della progettazione dell’intervento di manutenzione del Palasport di Aia Scarpaci”

comune barcellona pg“Nessun errore è stato compiuto dagli uffici comunali nella scelta della procedura da seguire per l’affidamento della progettazione dell’intervento di manutenzione straordinaria del Palasport di Aia Scarpaci e delle altre opere per cui è stata scelta la medesima procedura e, dunque, nessun rischio di perdita dei finanziamenti! Contrariamente a quanto emerge da un ampio articolo pubblicato sulla stampa quotidiana di oggi – che evoca errori nella procedure facendo riferimento a rilievi sollevati dal Dipartimento regionale di controllo dei contratti pubblici dell’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e a contestazioni mosse dall’Ordine degli Architetti, nonché da Forze politiche di opposizione – le procedure utilizzate per la selezione dei progettisti non soltanto non sono sbagliate, ma sono anche più trasparenti rispetto a quelle richiamate nei rilievi medesimi. Questo è quanto risulta dai chiarimenti che hanno fornito gli uffici comunali, i quali evidenziano come la scelta dei professionisti dall’albo unico regionale, così come disposto dall’art. 25 del D.P.R.S del 31.01.2012, è necessaria solo nel caso di affidamento diretto o di procedura negoziata, dunque per procedure ristrette”. Lo scrive in una nota stampa l’amministrazione comunale.

“Nel caso di specie, invece, si è preferito il ricorso a procedura aperta, ai sensi dell’art. 46 del codice degli appalti n. 50/2016, la quale permette la partecipazione al bando di tutti i prestatori di servizi di ingegneria (non solo di quelli iscritti all’albo regionale) e assicura libertà di concorrenza insieme al rispetto dei principi di non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, pubblicità. La scelta di ricorrere a procedura aperta, anziché ristretta, è stata fatta nella  considerazione che il finanziamento in oggetto è di provenienza comunitaria: tale opzione si rende dunque necessaria per assicurare i già menzionati principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, nel rispetto dei principi comunitari che scoraggiano ab initio il ricorso all’affidamento diretto o alla procedura negoziata, così da evitare qualsiasi tipo di condizionamento e garantire più trasparenza negli affidamenti dei servizi di architettura e ingegneria. Gli uffici tecnici del Comune confermano che le stazioni appaltanti, nell’esercizio della propria discrezionalità, come assegnata dalla legge, hanno ampia facoltà di ricorrere alle procedure ordinarie, anziché a quelle semplificate, qualora le esigenze da soddisfare suggeriscono di assicurare il massimo confronto concorrenziale. La scelta del criterio di affidamento con procedura aperta, in accordo all’art. 27 della direttiva comunitaria 2014/24/UE, non necessita di alcuna motivazione o giustificazione, indipendentemente dall’importo del servizio da affidare. Soltanto nei casi di deroga alla procedura ordinaria – come accade per gli affidamenti diretti e le procedure negoziate – si deve dare conto delle ragioni che hanno indotto ad optare per un sistema di affidamento non aperto alla partecipazione di tutti gli operatori economici potenzialmente interessati, come è, invece, quello disciplinato dall’art. 46 del codice degli appalti 50/2016)” prosegue.

“Nessun errore, dunque, del Comune, ma, al contrario, attenzione ai principi comunitari e attenzione alle esigenze di maggiore trasparenza! Agli uffici della Regione sono già stati forniti i necessari chiarimenti” conclude.