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Calabria: nuovi magistrati assegnati al Tribunale di Locri

Sono stati assegnati al Tribunale di Locri nuovi magistrati

tribunale faldoniA seguito del rafforzamento dell’organico sono stati assegnati al Tribunale di Locri nuovi magistrati, che da poco hanno preso servizio nel settore civile ed in quello penale. Occorre dare atto al Ministro della Giustizia  (al quale va, pertanto, un plauso)  dell’attenzione dimostrata verso il Tribunale di Locri e verso altri Tribunali calabresi, nel promuovere il rafforzamento del loro organico, con ciò riconoscendo e  confermando l’importante ed insostituibile ruolo che essi svolgono quali Presidi di Legalità Ciò non appare, però, sufficiente in un territorio come la Locride che presenta forti criticità e che, pertanto, richiede ulteriori interventi di rafforzamento degli organici degli Uffici giudiziari, sia mediante l’invio di ulteriori magistrati, sia attraverso l’invio di ulteriore personale amministrativo. Ciò anche in considerazione di più considerevoli ampliamenti di organici che sono stati effettuati in relazione ad Uffici giudiziari di altri circondari, il cui territorio, però, per situazione ambientale, per problematiche sociali, per numero di abitanti e per carico qualitativo e quantitativo di procedimenti non presenta peculiarità simili a quelle della Locride. Inaccettabile è poi l’idea che ciclicamente viene rilanciata di soppressione o di indebolimento di Uffici giudiziari calabresi, secondo modelli e visioni di amministrazione della Giustizia non facilmente comprensibili e certamente frutto di una mancata analisi delle dinamiche dei vari territori calabresi; in Calabria, ad esempio,  la chiusura di un qualunque Ufficio giudiziario  comporterebbe l’ennesimo fallimento di uno Stato che più volte ha promesso, ma in realtà non ha mai dedicato la giusta attenzione al settore Giustizia al fine di consentire agli Uffici giudiziari di operare stabilmente in condizioni ottimali indispensabili a dare le giuste risposte tanto nel settore civile che in quello penale.

Il semplice ipotizzare la soppressione o l’indebolimento di Tribunali o Procure calabresi o la soppressione della Corte di Appello di Reggio Calabria può significare lanciare messaggi non omogenei e contraddittori rispetto alla manifestazione di volontà dello Stato di affrontare e risolvere, finalmente, i secolari problemi che incidono negativamente sul tessuto sociale della Calabria. Cosa abbia significato per la Locride la soppressione di uffici circondariali autonomi è drammaticamente dimostrato dagli effetti provocati dagli accorpamenti in sede distrettuale dell’Azienda sanitaria e dell’Ufficio delle Entrate. La situazione della sanità nella Locride è sotto gli occhi di tutti e non merita commento: purtroppo il fatto compiuto della soppressione del precedente modello organizzativo circondariale rende del tutto impossibile tornare ai precedenti standard di efficienza. Quanto al secondo, l’esistenza di un Ufficio a Locri, che era considerato fiore all’occhiello di tutto il territorio per organizzazione e capacità dei propri funzionari e che era punto di riferimento di cittadini e professionisti, consentiva una funzionalità ottimale che sta rideterminando il proposito di rientrare alla vecchio modello di organizzazione. Occorre vigilare perché nel settore Giustizia non vengano attuati irresponsabili propositi di soppressione o di indebolimento di Uffici giudiziari del Distretto di Reggio Calabria e dei relativi circondari, presidi indispensabili per la tenuta dello Stato democratico: occorre, anzi, che tutta l’Avvocatura e tutta la Magistratura di Locri, Palmi e Reggio Calabria si mobilitino per il rafforzamento di tali Uffici. Peraltro, per quanto riguarda specificamente la Locride, il quasi completamento del nuovo Palazzo di Giustizia di Locri, passato da oltre trent’anni all’analisi di apparati dello Stato e Superprefetti ed oggi, grazie all’ incessante impegno profuso dall’attuale Presidente del Tribunale, dall’attuale Amministrazione e da tutta l’Avvocatura  Locridea, costituisce ulteriore garanzia del proposito dello Stato di confermare concretamente la sua presenza in questo territorio. Nel caso in cui qualche sciagurata proposta ne ventilasse la chiusura- ciò costituirebbe l’ennesimo scempio e la totale negazione della domanda di giustizia in un territorio già mortificato da decisioni assunte, a vario titolo, che lo hanno collocato tra gli ultimi posti nelle classifiche per servizi e qualità della vita.

E’ importante, infine, che si instauri un tavolo di confronto sui problemi della Giustizia in Calabria cui partecipino l’intera Avvocatura calabrese, in tutte le sue componenti istituzionali e associative, e tutta la Magistratura calabrese, in tutte le sue componenti, rappresentata dall’ANM e da tutte le correnti che ne fanno parte.