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Italia Nostra alla riscoperta delle radici culturali della Città Metropolitana

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Reggio Calabria: con la stagione autunnale riprendono alla grande le attività del settore Educazione al Patrimonio, a partire dal progetto per gli studenti che il 27  ottobre vede coinvolti nell’aula Magna del Liceo artistico “Preti Frangipane gli alunni di quattro Istituti della città

Italia Nostra (1)Con la stagione autunnale riprendono alla grande le attività del settore Educazione al Patrimonio, a partire dal progetto per gli studenti che il 27  ottobre vede coinvolti nell’aula Magna del Liceo artistico “Preti Frangipane gli alunni di quattro Istituti di Reggio Calabria: Liceo Artistico, Liceo Linguistico “T.Gullì”, Istituto Tecnico “R. Piria”, Liceo Scientifico “A. Volta” e tre ragazze di Intercultura per poi continuare con il  Corso di formazione docenti che dal  6 novembre invita i docenti a riflettere su “Paesaggi di contatto: mescolanze culturali” L’associazione Italia Nostra ha organizzato per il nono anno consecutivo un percorso di conoscenza, salvaguardia e tutela del territorio con l’obiettivo di fornire  strumenti per decodificare il contesto in cui i giovani si trovano a vivere, per  riconoscere la bellezza nella natura e nelle opere dell’uomo come sintesi tra forma e funzione e come dimensione interiore, per  conoscere le tradizioni custodite nei centri minori della provincia e ricercare le tracce della presenza di popoli diversi nella storia del  territorio. Il progetto  dal titolo “ A passeggio con la storia … i «custodi del territorio» raccontano”mira a far incontrare ai ragazzi persone che amano il  territorio, che si impegnano a custodire le tracce del passato  per cui sono testimonianza vivente di cittadinanza attiva.

La sperimentazione laboratoriale, la passeggiata nei luoghi che conservano traccia di incontro e mescolanza di popoli diversi fanno riflettere su come i beni culturali (materiali e immateriali) concorrano alla formazione della personalità e dell’identità del cittadino. L’incontro con i “custodi” permette ai giovani di osservare e capire il passato di territori che oggi sembrano isolati e dimenticati e di ascoltare sul posto la storia ricca di eventi, che ha caratterizzato la vita di tanti paesi. Durante il primo incontro introduttivo, il prof. Domenico Minuto, testimonianza vivente di amore per la sua terra, studioso appassionato della storia del territorio reggino ricca di incontri tra civiltà e culture diverse, ha straordinariamente invitato i ragazzi a riflettere sul fatto che il presente poggia le sue radici sul passato la cui conoscenza permette di interpretare meglio la realtà che ci circonda e di pianificare il futuro. Gli studenti hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, quindi hanno svolto attività laboratoriale di ricerca sui posti che avrebbero visitato. Prima tappa delle passeggiate è stata Brancaleone, cittadina lungo la costa dei Gelsomini, famosa per la schiusa delle uova delle tartarughe Caretta Caretta. Domenica 12 novembre gli studenti dei quattro Istituti di Reggio accompagnati rispettivamente dai docenti prof.ssa Giuseppina Tripepi, Evelyne Lloyd e Giuseppina Marra, Angela Martino,  Giuditta Casile, hanno ammirato le bellezze della Calabria più antica in un viaggio alla riscoperta delle antiche radici storiche del territorio reggino. Ad accogliere il consistente gruppo formato da oltre 60 studenti, alcuni dei quali accompagnati dai genitori, i “custodi” del territorio, il presidente della Pro loco, Carmine Verduci, e lo studioso archeologo  Sebastiano Stranges. La visita alla casa dove ha dimorato per otto mesi Cesare Pavese nel suo confino è stata  una scoperta per molti dei partecipanti, perché l’incontro con il proprietario, la possibilità di vedere il letto, la scrivania, la lampada a carburo, la valigia di uno scrittore conosciuto solo sui libri e visto come molto lontano ha suscitato interesse e desiderio di approfondirne la conoscenza. La lettura di una lettera che lo scrittore ha inviato alla sorella ha fatto comprendere le caratteristiche del luogo negli anni trenta del Novecento e soprattutto lo spirito di accoglienza della gente del posto.

Ancora più indietro nel tempo e nello spazio ha condotto la seconda tappa:   Brancaleone Vetus. Il  presidente Carmine Verduci ha illustrato attraverso piantine della città i momenti  fondamentali della storia di una città oggi definita “città fantasma”. La visita al Parco archeologico ha permesso di comprendere la natura delle rocce di questa parte di Calabria, grazie alla brillante lezione geologica e archeologica  dello studioso Sebastiano Stranges , di scoprire che anche nel territorio reggino, come per i SASSI di Matera,  le abitazioni erano ricavate dalla roccia e per molto tempo  la conformazione geologica ha permesso la vita in un luogo che oggi sembra dimenticato. Caratteristica la chiesetta bizantina ricavata da una conformazione naturale “albero della vita” in cui sono presenti i simboli della croce e di un pavone,  la forma di un fonte battesimale e di un forno per la cottura del pane, tipico del rito bizantino. Il territorio ha permesso di conservare le derrate alimentari: grano e altri cereali nelle cavità rocciose. Con il passare del tempo la città ha visto sparire la sua popolazione che si è concentrata sulla costa, per cui senza un motivo catastrofico (terremoti, alluvioni, frane) la città è divenuta “fantasma”e il  centro abitato si è spostato lungo la costa. I ragazzi con la guida di un altro custode del territorio, prof. Aurelio Galtieri, hanno potuto raggiungere e ammirare il paesino di Staiti, collocato in mezzo alle montagne dell’Aspromonte, ricco di storia, di cultura e tradizione come ha dimostrato la meravigliosa accoglienza dell’amministrazione comunale che ha messo a disposizione un taxi sociale per il trasferimento dei ragazzi dal punto in cui hanno dovuto abbandonare il  pullman al centro abitato, che si raggiunge dopo aver superato una serie di tornanti che offrono un panorama favoloso. L’accoglienza del  sindaco, avv. Giovanna Pellicanò, è stata calorosa,  nella sala del Centro studi Agorà Città del Sole ha proiettato per i ragazzi un video sulla storia di Staiti e un documentario sulla produzione artigianale  della ricotta. Le tradizioni, che rischiano di andare perdute, rappresentano un valore da recuperare. Il paese di Staiti  si arrampica sul versante della montagna con le sue viuzze in salita, sicuramente un tempo frequentate anche dai non residenti. Il sindaco ha fatto da guida anche al  museo che raccoglie le iconografie dei santi bizantini. Infine un capolavoro: l’Abbazia di Santa Maria de’ Tridetti, monumento bizantino dell’ XI sec., dove il prof. Galtieri  ha spiegato le diverse influenze culturali  che caratterizzano questa chiesa, è presente la componente bizantina, normanna,  qualche influsso arabo a testimonianza che  ci troviamo in una terra di incontro di civiltà oggi come in passato e ciò costituisce una ricchezza, purtroppo  la perdita della copertura e il mancato restauro espongono la chiesa alle intemperie e alla rovina.

La giornata si è conclusa in modo positivo, tutti hanno portato dentro qualcosa di nuovo, come hanno dimostrato i commenti dei ragazzi entusiasti dell’avventura, unica perché questi luoghi non rientrano nei circuiti turistici delle famiglie e si apprezzano solo con la guida di chi li ama, li conosce e li difende. Le parole chiave della giornata sono state:  storia, accoglienza, rete; hanno accompagnato il percorso che sembrava  interessante  e accattivante nel programma, ma si è rivelato entusiasmante perché pienamente vissuto. Le altre mete delle passeggiate saranno: San Giorgio Morgeto, Pentedattilo, Seminara e Borrello di Laureana. Contemporaneamente i docenti affrontano un percorso per stimolare la conoscenza  nei giovani, con il Corso Nazionale di formazione che impegna circa trenta insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado che con entusiasmo partecipano agli incontri finora svolti con gli esperti del territorio e che domenica 19 novembre hanno vissuto un’esperienza unica visitando il paesino di Natile Vecchio, custode di tradizioni quasi scomparse e che l’associazione Pro Loco K di Carere cerca di mantenere in vita con la guida della presidente Anna Maria Sergi, che si impegna assiduamente nel promuoverla conoscenza del borgo, e con la buona volontà dei suoi collaboratori, che hanno offerto la piena disponibilità per far trascorrere a chi non aveva mai visto Natile una giornata piena di cultura nelle sue forme più autentiche. Lo studioso di storia locale, prof. Rocco Oliva, ha spiegato sul posto le vicende che hanno caratterizzato l’isolamento del paesino anche in tempi relativamente recenti, l’impegno della gente a conservare tradizioni e abitazioni, nonostante i disagi, la versatilità del cantautore di musica folk, Frank Vagabondo, la signora Vittoria che ha usato il telaio a pedale e ha recitato versi popolari, il signor Pietro  che ha illustrato l’uso degli attrezzi del mondo contadino e pastorale, aratro, utensili per la produzione della ricotta, la visita ai catoi, i tessuti filati secondo l’antica tradizione, la cucina tipica hanno creato una dimensione atemporale in cui noi cittadini vorremmo rifugiarci almeno per un giorno per ritemprare la mente. Un luogo da salvaguardare e da rivalorizzare in termini di turismo sostenibile. La giornata si è conclusa con l’intervento del prof. Salvino Nucera che ha illustrato le antiche tradizioni in occasione delle principali feste e con la voce della cantastorie Francesca Prestia, che ha interpretato in modo sublime miti e leggende calabresi. È solo l’inizio delle attività del settore educazione che con impegno e dedizione cerca di sensibilizzare giovani e adulti alla salvaguardia di un patrimonio di inestimabile valore, che potrebbe rappresentare uno dei fattori di sviluppo in una terra spesso devastata da eventi naturali catastrofici e dall’incuria dell’uomo.