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Aumentano diplomati e laureati nel Mezzogiorno: ancora alta la percentuale di persone che possiedono solo la licenza media

Aumentano diplomati e laureati nel Mezzogiorno: ancora alta la percentuale di persone che possiedono solo la licenza media

diplomaNel Sud Italia, tra il 2005 e il 2011, nel gruppo di età 25-39 anni residenti al Sud è aumentata del 3,6% la quota di persone che hanno conseguito un diploma e del 3,5% la quota di laureati. Nonostante questo, il 39,2% della popolazione meridionale ha al massimo la licenza media. Gli indicatori della crisi. Le regioni del Sud sono quelle in cui i 18-24enni abbandonano prematuramente gli studi solo con la licenza media e senza conseguire alcuna qualifica professionale (Sicilia e Sardegna su tutte). Difformità si notano anche nelle differenze di rendimento degli studenti del Nord e del Sud e sull’incidenza del fenomeno dei NEET che ha colpito il 31,9% dei giovani meridionali di età compresa tra 15 e 29 anni (principalmente in Campania e Sicilia). A un sistema scolastico debole non corrisponde un sistema di formazione professionale efficace, con pochi iscritti nei percorsi triennali e un numero esiguo di apprendisti. Il settore universitario. La crisi del settore scolastico rifluisce sul sistema universitario, già colpito a livello nazionale da tagli e decremento di immatricolazioni. Se si prende in considerazione il luogo di residenza degli immatricolati, tre regioni meridionali su otto hanno la maggior percentuale di decremento tra il 2006 e il 2010: Sicilia (-25,8%), Calabria (-19,5%) e Sardegna (-16,8%). Se si guarda alla sede del corso di studi prescelto, il decremento coinvolge anche la Basilicata (-14,2%), oltre alle solite Sicilia (-35%), Calabria (-24,6%) e Sardegna (-17,5%).

Errori del passato e sguardo al futuro. Nel complesso, gli studenti universitari meridionali guardano con disillusione alla formazione universitaria e, se s’iscrivono all’Università, lo fanno principalmente nelle regioni del Centro-Nord. Dal canto loro, le università meridionali in passato hanno guardato più alla quantità che alla qualità, abbassando le tasse universitarie ma evitando di valorizzare l’offerta didattica e di ricerca, favorendo in questo modo l’espansione senza precedenti del fenomeno dell’emigrazione interna dal Sud al Nord del paese. Serve un cambio di passo per salvaguardare i giovani meridionali. Questo il compito della politica. Questo che anche gli amministratori Locali devono capire, ripartire dai giovani, dalla loro stabilità lavorativa, soltanto per questa via il nostro paese può ripartire, altrimenti resteremo per sempre il fanalino di coda dell’Europa.

Filippo Pollifroni