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Calabria, Nicolò sulla legge per l’artigianato

Alessandro Nicolo'

Alessandro-nicolò“Quando si pretende a tutti i costi di rappresentare una ‘svolta epocale’, una presuntuosa ‘rottura’ rispetto al passato, poi a volte si finisce, invece, col ricalcare proprio quel passato più recente che, se a parole si dice di aborrire, nei fatti si emula pedissequamente”. E’ quanto afferma il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Alessandro Nicolò, sottolineando “mi riferisco alla Legge quadro per l’artigianato, approvata giovedì scorso, 21 dicembre, nel corso della riunione prenatalizia della giunta regionale convocata dal presidente Mario Oliverio, su proposta dell’assessore al sistema della logistica Francesco Russo”. “Con supponenza propagandistica – afferma Nicolò – la proposta legislativa viene presentata come una enorme novità, un Ddl salvifico dell’artigianato ‘settore portante dell’economia della Calabria’, facendo finta di dimenticare che nella precedente legislatura era stato presentato un Testo Unico sull’Artigianato che in 41 articoli ha fornito una rideterminazione organica della relativa normativa regionale, adeguata alle mutate condizioni economiche del Paese e della Calabria, in linea sia con le novità introdotte dalla normativa nazionale, sia con l’esigenza di semplificare le procedure di nascita, monitoraggio e controllo dell’intero sistema delle imprese artigiane calabresi”. Aggiunge il capogruppo di Forza Italia: ”Il complesso di superiorità, da ‘primi della classe’, spesso gioca brutti scherzi e fa fare brutte figure. L’organica proposta, elaborata nella scorsa legislatura dal collega Candeloro Imbalzano, aveva definito gli insediamenti nelle aree attrezzate e nei centri storici, regolamentava l’attività di formazione professionale, istituiva il Fondo Unico per l’Artigianato con la predisposizione del programma triennale ed annuale definendo obiettivi e modalità di rendicontazione del Fondo tenendo in considerazione il bilancio regionale e normava le agevolazioni per l’accesso al credito, compresa la regolamentazione dei consorzi di garanzia, con l’obiettivo di razionalizzare e rafforzare gli stessi in modo da poter fare ‘massa critica’ nei confronti degli istituti di credito”. Ancora Nicolò:”La proposta, inoltre, aveva definito la localizzazione degli insediamenti artigiani e la possibilità di offrire alle imprese servizi reali così come già previsto per il settore commercio (con i CAT previsti dall’art. 21 della L.R. 17/1999) nel settore agricolo (con i consorzi delle associazioni), prevedeva l’azione promozionale del nostro artigianato nei mercati esteri, il sostegno dell’associazionismo tra imprese tramite incubatori, filiere, consorzi. In definitiva, finalmente la Regione Calabria si sarebbe dotata di un quadro normativo di Settore moderno e innovativo, per superare la polverizzazione di norme, superate nel contenuto e spesso contraddittorie tra di loro, ridando organicità e certezza del diritto ad un comparto, oggi più che mai al centro della vita economica e sociale della Calabria.” “Siamo sicuri che la legge licenziata dalla giunta Oliverio abbia saputo fare di meglio? – si chiede, concludendo, l’esponente politico – Oppure hanno acquisito quella organica e buona proposta elaborata nella scorsa legislatura?”