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Calabria: due calabresi nel board nazionale dell’Unione dei Segretari comunali e provinciali

Due calabresi nel board nazionale dell’Unione dei Segretari comunali e provinciali

bandiere-sindacatiI reggini Antonella Criaco, segretario uscente di Cittanova, in arrivo a Siderno, e Carmelo Impusino, segretario di Maropati, entrano nella segreteria e nella direzione del sindacato La Calabria non è una terra facile per i segretari comunali. Vengono dalla regione e dalla provincia con il numero più alto di scioglimenti per mafia e la percentuale più alta di Comuni in dissesto o in riequilibrio, due dei rappresentanti del nuovo vertice dell’Unione dei segretari comunali e provinciali, l’organizzazione di categoria che ha celebrato a Roma il XXI Congresso eleggendo alla carica di segretario nazionale Alfredo Ricciardi, presidente Maurizio Moscara e presidente del Consiglio nazionale Roberto Nobile. La veterana a livello di rappresentanza sindacale è Antonella Criaco, reggina di 46 anni, segretario comunale uscente del Comune di Cittanova, in arrivo a Siderno, che entra nella segreteria nazionale del sindacato, mentre il volto nuovo è Carmelo Impusino, 36 anni, di Melicucco, segretario comunale dal 2016, attualmente al lavoro nel Comune di Maropati, uno dei dieci componenti elettivi che per la prima volta sono stati immessi nella direzione nazionale dell’Unione. «L’impegno sindacale nazionale, fin dal 2010, mi ha permesso di rappresentare nelle giuste sedi – sottolinea Criaco – le problematiche connesse allo svolgimento della funzione di segretario in Calabria. Il presidio della legalità, insieme al coordinamento di tutta l’azione amministrativa negli enti locali, deve far parte delle competenze della dirigenza pubblica, in particolare di quelle del dirigente apicale che è il segretario comunale».

«Un altro problema degli enti locali nella regione – aggiunge Impusino – è la presenza di tante sedi senza segretario. Nella mia zona ci sono almeno sei sedi scoperte e i segretari titolari di sede devono coprire al di fuori dall’orario di servizio quelle vacanti, senza poter dedicare tempo sufficiente ai Comuni cosiddetti a scavalco. L’ultimo corso-concorso (Coa) per l’immissione in ruolo, a cui ho partecipato, risale al 2009 ed è durato ben sette anni. Ai tempi del Coa i segretari della delegazione calabrese ci hanno dato una grande mano a uscire dall’impasse burocratico che rischiava di non farci mai entrare in servizio, spero di poter contribuire a un’ulteriore immissione di giovani all’interno dell’Unione. A questo proposito, la notizia di questi giorni di un nuovo Coa in uscita a breve per l’abilitazione di quasi 300 segretari fa ben sperare».