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Babysitter: qualche consiglio per una scelta conveniente!

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Come trovare le migliori babysitter a Palermo e nel resto d’Italia? Quello della babysitter è un lavoro a tutti gli effetti e, come tale, deve essere inquadrato ai fini fiscali e contributivi

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In Italia sono sempre di più le famiglie che – strette nella morsa tra gli impegni lavorativi e quelli personali – digitano su Google le parole chiave “cerco babysitter”. Una ricerca non certo casuale, visto e considerato che lasciare i propri figli quando mamma e papà non sono in casa è una priorità per la serenità familiare, che diventa ancora più impellente in alcune fasi dell’anno, come quelle coincidenti con le vacanze scolastiche. Ma come trovare le migliori babysitter a Palermo e nel resto d’Italia? Iniziamo con il rammentare – può sembrare scontato, ma così non è! – che quello della babysitter è un lavoro a tutti gli effetti e, come tale, deve essere inquadrato ai fini fiscali e contributivi. Meglio pertanto “fare le cose in regola” rivolgendosi a portali e professioniste, ed evitando qualsiasi tipo di improvvisazione. Per quanto concerne invece i costi, generalmente una babysitter ha una tariffa media italiana che oscilla tra 7 e 8 euro a seconda della macro area di appartenenza. Sul sito Sitter Italia by Sitly troverete tutte le  informazioni sui costi e servizi delle babysitter suddivise per aree geografiche. Ad ogni modo, l’aspetto territoriale non è certo l’unico che può condizionare il costo del servizio di una babysitter. Molto dipenderà anche dalla sua esperienza, dalla sua competenza e dalla sua professionalità: in Italia (contrariamente a quanto avviene in molte altre parti d’Europa, meno attente sotto questo profilo) alla babysitter si richiede spesso non solamente di accudire i piccoli e farli giocare, bensì anche aiutarli con lo studio e con i compiti. In tal merito, ricordiamo che – nonostante la convenienza a ricorrere a professioniste del settore, regolarmente inquadrate sotto il profilo contrattuale, e nonostante l’elevato grado di evidente responsabilità a cui è chiamata una babysitter – è ancora troppo comune l’ipotesi di affidarsi a un rapporto precario o irregolare, in “nero”. Il nostro suggerimento è intuibilmente quello di preferire sempre dei rapporti di lavoro a norma di legge sia in termini di costi che in termini di affidabilità: il lavoro non regolarizzato non solamente comporta potenziali accertamenti e sanzioni per la famiglia, bensì anche una mancanza di tutela in caso di incidente domestico. Meglio pertanto ricorrere alla strada più regolare, e vivere il rapporto con la babysitter in modo più sereno e trasparente.