Sicilia, leader Forconi con Musumeci: “Isola stretta tra imprensentabili e incompetenti”

Sicilia: leader Forconi con Musumeci, Isola stretta tra imprensentabili e incompetenti

LaPresse/Andrea Di Grazia

LaPresse/Andrea Di Grazia

Chiunque vincerà la Sicilia non avrà davanti un bel vedere. Si tratta di scegliere tra gli impresentabili e gli incompetenti“. Mariano Ferro, leader dei Forconi non usa giri di parole. Nel 2013 i suoi Forconi bloccarono l’Italia. Presidi, volantinaggi, cortei, blocchi stradali. In piazza scesero agricoltori e autotrasportatori ma anche piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, disoccupati e studenti. “Fermiamo l’Italia” era lo slogan che da un capo all’altro del Belpaese radunò folle di manifestanti pronti alla rivoluzione. Una rivoluzione mancata, dopo la chance sprecata dell’anno precedente quando Mariano Ferro, leader dei Forconi, tentò la corsa ‘solitaria’ a Palazzo d’Orleans. A distanza di qualche anno Ferro ci riprova, questa volta, però, tra le fila dei Popolari e Autonomisti, al fianco del candidato governatore del centrodestra alla Presidenza della Regione siciliana, Nello Musumeci. Il motivo? “Abbiamo urgenza di soluzioni – dice all’Adnkronos – e non possiamo più delegare ai partiti. Per anni la politica ci ha snobbato, abbiamo avanzato le nostre richieste a Renzi, Crocetta, Alfano. Abbiamo parlato con tutti. Invano. Nessun partito si è dimostrato interessato al dramma economico, anche se adesso tutti i big arrivano in Sicilia e annunciano soluzioni e proposte”. Così per proseguire la ‘rivoluzione’ interrotta per Ferro l’unica strada è approdare direttamente nelle istituzioni, senza mediazioni. E per farlo “abbiamo chiesto ospitalità a una lista che non ci piace particolarmente” avverte Ferro, ma i Forconi non hanno “disponibilità economica” e “forza mediatica” sufficiente a superare lo sbarramento previsto dalla legge elettorale. ”La verità è che non siamo innamorati di nessuno” dice Ferro. E la scelta della lista dei Popolari e autonomisti? “Solo una questione tecnica” perché altrimenti sarebbe stato “un altro buco nell’acqua e saremmo tornati ad abbaiare alla luna. Questa lista, invece, ha buone possibilità di superare lo sbarramento e una volta all’Ars faremo valere le nostre ragioni“. Una scelta di necessità insomma, anche perché “con il centrosinistra abbiamo perso le speranze”. Archiviato Fabrizio Micari, il rettore sostenuto da Pd e Ap, dunque, neppure la strada di Claudio Fava, il candidato scelto dalla sinistra per la corsa a Palazzo d’Orleans, sembrava a Ferro percorribile. “Fava? Sbaglio o con lui ci sono Bersani e D’Alema, gli stessi che hanno appoggiato il governo Renzi, che in questi anni non ha fatto niente per la Sicilia. Perché adesso dovremmo credere che qualcosa è cambiato?“.

E il pentastellato Giancarlo Cancelleri? “Io sono più grillino dei grillini – avverte il leader dei Forconi – ma mi chiedo se anche loro non siano un bluff. A Grillo non credo più, sta dimostrando di non voler cambiare il sistema. Altrimenti non si spiega come mai il M5s, che ha milioni di elettori e che è il primo partito in Italia, non abbia deciso di mettere con le spalle al muro il governo Gentiloni sulla legge elettorale, che certo non si cambia con una protesta in piazza. In Sicilia, poi, i grillini sono stati in Parlamento per cinque anni e cosa hanno fatto? La verità è che l’opposizione a Crocetta non l’ha fatta nessuno“. Esclusi Micari, Fava e Cancelleri, non restava che l’ex presidente della Provincia di Catania. “Ho scelto Musumeci – spiega - perché nonostante sia da oltre 30 anni in politica è una persona perbene, ha dimostrato di essere onesto e spero riesca a governare nonostante gli impresentabili. Certo chiunque vinca, la Sicilia non ha un bel vedere davanti. Si tratta di scegliere tra gli impresentabili e gli incompetenti, che farebbero affossare definitivamente l’Isola. Basta guardare a quello che succede a Roma“. In Parlamento se eletto Ferro porterà le battaglie dei Forconi. “Chiederò al governo di impegnarsi per fermare la mattanza delle aste giudiziarie, che sono il nuovo business della mafia e porterò avanti la difesa dell’agricoltura, pilastro dell’economia siciliana insieme al turismo” assicura. E poi magari dagli scranni di Sala d’Ercole anche i Forconi riprenderanno vigore. “Il movimento non è morto, rinascerà” conclude.

(Adnkronos)