Sicilia, Città Metropolitane. Mancuso: “Per Musumeci un’altra pesante grana lasciata in eredità da Crocetta”

Il senatore Bruno Mancuso: “Città metropolitane e liberi consorzi siciliani si trovano nelle condizioni di non poter predisporre i bilanci di previsione per il 2017. Musumeci si troverà ad affrontare l’ennesima grana lasciata in eredità dallo squinternato governo Crocetta”

Bruno Mancuso“Nulla è stato ancora fatto per la situazione in cui versano le città metropolitane ed i liberi consorzi siciliani, che si trovano nelle condizioni di non poter predisporre i bilanci di previsione per il 2017, a causa della riduzione dei trasferimenti statali e regionali”.  E’ il commento del Senatore Bruno Mancuso che sottolinea come, “il Presidente Musumeci dovrà confrontarsi, suo malgrado, con le scottanti problematiche che affliggono le città metropolitane, tra cui quella di Messina, per la quale il commissario precedente aveva avviato le procedure di dissesto, poi sospese in seguito ad un incontro che si è tenuto a Roma poco tempo addietro alla presidenza del consiglio in ordine alle criticità finanziarie di questi enti.  Nonostante in tale sede siano stati assunti degli impegni precisi- continua Mancuso- nulla è stato fatto. Ho sollecitato più volte il governo nazionale all’emanazione di un decreto di proroga dei termini di approvazione dei bilanci ma senza risposta. E non si comprende perché non siano stati corrisposti agli enti intermedi regionali i settanta milioni di euro trasferiti dal governo nazionale al governo regionale. Somme di cui pare non vi sia più traccia essendo state utilizzate probabilmente per altre destinazioni. Tutto ciò determina inevitabilmente refluenze negative pesantissime sui dipendenti e su servizi essenziali, tra cui l’assistenza agli alunni disabili e la manutenzione delle strade provinciali, al limite della praticabilità. Ormai – conclude Mancuso – è tecnicamente impossibile che la nuova ARS possa deliberare un assestamento di bilancio per recuperare le somme necessarie per la predisposizione degli strumenti finanziari per cui il presidente Musumeci si troverà ad affrontare l’ennesima grana lasciata in eredità dallo squinternato governo Crocetta”.