Sanità in Calabria, Nicolò: “Oliverio comico”

medico“Il Presidente della Regione Calabria s’incatena a Palazzo Chigi? Siamo alle comiche, o meglio, all’epilogo di una vicenda a dir poco grottesca. Oliverio contro il suo partito e il partito contro Oliverio su una questione rispetto a cui ‘sono stati utilizzati due pesi e due misure’: il commissariamento della Sanità sbloccato in Campania e mai superato in Calabria, ostaggio – ancora oggi – delle schermaglie partitiche del Pd e del Centrosinistra, tali da indurre il Presidente della Giunta ad ipotizzare come extrema ratio il ricorso a gesti plateali”. Lo afferma in una dichiarazione il presidente del gruppo di Forza Italia a Palazzo Campanella, Alessandro Nicolò. “L’annunciata road map del Governatore, con particolare riguardo ai temi della sanità, appare come un patente tentativo di annacquare le sue responsabilità. Interi reparti ospedalieri sono ormai smantellati o senza risorse umane e tecnologiche; tagli annunciati di tredici milioni di euro del Commissario Scura al plafond destinato alla sussidiarietà della sanità privata; servizi territoriali, in sostanza, inesistenti. Questi sono i risultati della gestione della Regione a guida centrosinistra, un baratro di cui non si riesce a intravvedere il fondo, né, tanto meno, giungono novità sul fronte della programmazione della spesa sanitaria, se non qualche accenno ad un futuribile inizio lavori dei nuovi ospedali. E i cittadini continuano a pagare – sostiene Nicolò – un prezzo salatissimo, costretti ad emigrare anche per i cosiddetti interventi sanitari di routine, a cui si aggiungono le interminabili code per accedere alle diagnosi di alta specializzazione, come Tac e Risonanza magnetica. Eppure, il presidente Oliverio, primo responsabile politico di questo magma inestricabile, annuncia di volersi incatenare! Agisca, invece, chieda al Governo amico di intervenire per ripristinare in Calabria una condizione virtuosa dei servizi ospedalieri e territoriali. La sanità calabrese – afferma Alessandro Nicolò – è segnata da continue proteste istituzionali, buon ultime nella piana di Gioia Tauro e nella Locride, che sottolineano quanto ormai la situazione si sia fatta insostenibile per gli operatori sanitari e per i cittadini. Il presidente Oliverio ha una sola via: venga in Consiglio regionale prima possibile è affronti nella sede naturale della democrazia il dramma della sanità calabrese anziché innalzando la fantasia protestataria dell’incatenamento. Oliverio, però, sa bene che non può contraddire se stesso e la parte politica che lo sostiene – dice ancora Alessandro Nicolò – innescando forme di protesta extraistituzionale, magari solo per distrarre l’opinione pubblica calabrese ormai stanca e diffidente, con l’obiettivo di allontanare da se il peso della responsabilità che, invece, è il risultato del suo modo di governare e di interpretare i bisogni dei nostri concittadini. Oliverio sa che la Calabria è una terra generosa ma anche capace di sussulti e strappi non sempre auspicabili e non sempre anticipati dalla politica. Cambino direzione di marcia, dunque – conclude Nicolò – il presidente della Regione e la sua maggioranza, e dicano chiaramente ai calabresi, dalla sede del Consiglio regionale e senza preannunciare risibili proteste, cosa intendano fare per assicurare la più presto stabilità ed efficienza alla sanità calabrese che appare sempre di più in balia degli eventi e senza una indicazione programmatoria da seguire”.