Reggio Calabria, il giovane arrestato a Sbarre non stava rubando: una storia davvero incredibile

Reggio Calabria, un fraintendimento all’origine dell’arresto di un giovane ucraino che in realtà non stava rubando

BIDZLYA Yaroslav classe 1983E’ davvero incredibile l’epilogo del processo per direttissima tenuto oggi a Reggio Calabria per Yaroslav Bidzilya, il 34enne ucraino arrestato ieri dai Carabinieri con l’accusa di furto in appartamento: la notizia era stata comunicata nei dettagli dai Carabinieri, ma dopo poche ore durante il processo è emersa un’altra verità. Yaroslav Bidzilya, difeso dall’avvocato Francesco Nucara, è stato liberato dal giudice e ha ottenuto una sentenza di assoluzione con la formula più ampia perché il fatto non sussiste. Infatti durante il processo è emerso che il cittadino ucraino aveva in realtà semplicemente suonato al campanello della porta di ingresso per circa 40 minuti ed a più riprese, avendo scambiato l’appartamento di una sconosciuta con quello della propria ex ragazza che si trovava da un’amica residente al piano immediatamente inferiore. L’ucraino voleva incontrare l’ex fidanzata per farsi perdonare avendo avuto un dissidio il giorno precedente. Ne’ la porta aveva subito danneggiamenti, ne’ il giovane ucraino aveva con se strumenti da scasso e tanto meno una chiave universale. Per altro era stata la stessa proprietaria di casa a dichiarare di averlo visto più volte in quel condominio in compagnia della ragazza. In conclusone si è trattato di un banale incidente, un fraintendimento. Yaroslav Bidzilya, inoltre, risulta  incensurato e la sua storia è ben lontana da quella criminale. Una vita fatta di sacrifici, per lui che vive lecitamente in Italia e svolge lavori manuali con fatica anche per assistere la madre con la quale risiede proprio a Reggio Calabria.