Reggio Calabria: secondo appuntamento per la stagione artistica dell’Officina dell’Arte

Una commedia classica incentrata su esilaranti equivoci e tratta da un vecchio copione americano “This is not case” di Samuel Stochs rivista e adattata da Antonio Malaspina e Peppe Piromalli per la regia teatrale dell’arguta penna di Malaspina

Malaspina-PiromalliSecondo appuntamento per la stagione artistica dell’Officina dell’Arte pronta a calcare il prossimo 18 Novembre il palco del teatro “Cilea” con “Vicini troppo vicini”. Una commedia classica incentrata su esilaranti equivoci e tratta da un vecchio copione americano “This is not case” di Samuel Stochs rivista e adattata da Antonio Malaspina e Peppe Piromalli per la regia teatrale dell’arguta penna di Malaspina. In scena, una coppia, il marito Luca (interpretato da Peppe Piromalli), un bambinone eternamente infedele con un talento innato nel rimorchiare ragazze su mezzi pubblici, la moglie un po’ snob, dinamica e maliziosa Pamela (Rita Quattrone) e l’amico Marco di vecchia data sempre pronto a coprire le malefatte di Luca (Antonio Malaspina). Insieme ai protagonisti, l’amante Debora rimorchiata da Luca, donna svampita ma molto appariscente convinta promessa sposa (Dominella Foti), Teresa seconda amante “dimenticata” (Fabiana Latella), Ugo il padre di Debora (Agostino Pitasi) vigile del fuoco “convinto di salvare il mondo”, il corteggiatore Ivano (Aldo Di Giuseppe) e la signora Lina detta Laina (Mariella Fortugno) domestica di casa mai sposata. Due ore di puro spettacolo dove tutti i personaggi sono coinvolti in un vortice di confusione, bugie, fraintendimenti. Incroci, intrecci, ménage à trois e anche qualcosa in più. “Il tema trattato è quello del tradimento, della bigamia e dell’infedeltà – spiega l’attore Piromalli – “Vicini troppo vicini” è una commedia divertente con battute, momenti e tempi comici che funzionano, tuttavia ha una grande pecca, manca una componente, la verità. Quello che è vero non lo è mentre quello che non lo è sembra vero. Il tutto è talmente ironico, sornione e estremamente leggero che conduce il pubblico attraverso il sorriso e l’ironia, a una seria riflessione su una tematica importante, quella del tradimento e dell’infedeltà”.