Reggio Calabria, O.R.S.A.: “solidali con il collega Antonino Pulitanò”

Reggio Calabria, O.R.S.A.: “solidali con il collega Antonino Pulitanò”

frecce-trenitaliaIl 28 ottobre 2017, il collega RLS Antonino Pulitanò in servizio all’IMCC di Reggio Calabria, è stato licenziato dalla Società Trenitalia S.p.A. “Il licenziamento è giunto, a valle di una serie di sanzioni disciplinari reiterate al collega e integralmente contestate dallo stesso, per infrazioni commesse dal Pulitanò nell’ambito del rapporto di lavoro. Irregolarità che ad avviso della scrivente, anche qualora confermate, non giustificano un provvedimento di licenziamento, che soprannominiamo “a punti”. “A punti” perché la struttura della contestazione disciplinare, che é sfociata successivamente nel provvedimento di licenziamento, richiama in ogni parte la recidività delle infrazioni contestate al Pulitanò; una sorta di patente a punti – con la differenza che – in questo caso, non è previsto il riaccredito del posto di lavoro, salvo l’eventuale reintegro disposto dal Giudice. Ma chi è Antonino Pulitanò? Come già detto, è un RLS eletto nelle liste di un Sindacato dei ferrovieri. Si occupa, in maniera competente e coraggiosa, della salute dei lavoratori; quindi anche della idoneità degli ambienti di lavoro come previsto dal D.Lgs 81/2008. Per questi motivi negli ultimi mesi ha fatto emergere una vera bomba chimica che ristagna nel mezzo della città di Reggio Calabria, ovvero la presenza di tonnellate di amianto nell’impianto di manutenzione dei rotabili di Reggio Calabria. La notizia è stata ripresa dalle maggiori testate giornalistiche e dai TG. Lo stesso Pulitanò ha rilasciato interviste, circostanziando fatti e ritardi nell’esecuzione dei lavori di bonifica. Lo scrive in una nota stampa il sindacato O.R.S.A.

Tuttavia, con l’esplosione mediatica del problema, il collega Pulitanò ha incontrato più “facce basse” che solidarietà per la sua azione di denuncia. Ci ha raccontato che, prima del licenziamento, è stato invitato ad uscire dal contesto di una riunione sindacale con l’Impresa, poiché non accreditato né avente diritto in qualità di RLS. Di questa storia resta l’amarezza per la conferma dell’eccezionalità del nostro Paese, dove chi ha il coraggio di denunciare spesso si ritrova nel ruolo – non voluto – di emarginato. Siamo vicini al collega Antonino Pulitanò, lo sosteniamo come tutti i bravi cittadini che meritano ben altra considerazione piuttosto che “uno sparo nella schiena”.