Reggio Calabria, Musarella: “necessario un programma valido per combattere il dissesto idrogeologico”

Reggio Calabria, Musarella: “necessario un programma valido per combattere il dissesto idrogeologico”

Maltempo (2)“Prevedere con esattezza dove e quando le c.d. “bombe d’acqua” colpiranno è, forse, quasi impossibile. Tuttavia, la frequenza di questi fenomeni temporaleschi alle nostre latitudini, dovrebbe iniziare ad allertare chi ha il dovere di amministrare il territorio. Di certo, la classe dirigente locale, specie quella politica, per far fronte a queste “anomalie” climatiche non deve avere esperienza come metereologo o affidare ad esso un consulenza esterna per predire il tempo. A nostro avviso, ciò che deve fare una classe dirigente adeguata e competente è, anche in questi casi, programmare. Per farlo, serve innanzitutto conoscenza capillare delle emergenze presenti nel territorio e programmazione degli interventi in base ad una scala di priorità. Quello che sistematicamente succede in alcune zone della Città ogni qualvolta piova un po’ più del solito, lo viviamo e vediamo da anni. Piazzetta della Pace, ad esempio, recentemente alla ribalta nazionale per i servizi sulle maggiori emittenti televisive, relativi all’allagamento di lunedì u.s. (06/11/2017), viene sistematicamente sommersa dall’acqua in caso di pioggia abbondante, con il ripetersi, altrettanto sistematico, di disagi e danni per abitanti e commercianti della zona, per non parlare di altre zone più periferiche, come Arghillà, Pettogalico, Catona, Salice, Gallico, Armo, Croce Valanidi, Potargoni, S. Elia di Ravagnese, ecc.,ecc., ecc”. Lo scrive in una nota stampa Giuseppe Musarella. 

Nonostante questo accada con regolarità da almeno dieci anni, mai nessuno dell’Amministrazione Comunale, ossia coloro che hanno la competenza ed il dovere istituzionale di intervenire in questi casi, ha mai fatto nulla, nemmeno in seguito alle denuncie ed alle precise indicazioni circa la soluzione del problema ripetutamente avanzate anche da Ethos nel corso di questi anni. Bisognerebbe, innanzitutto, individuare ed eliminare allacci e scarichi abusivi o inadeguati, mantenendo e pulendo l’intera rete di smaltimento delle acque reflue (canali di scolo, grate e tombini innanzitutto) ed i letti delle tante fiumare che attraversano la Città di Reggio, compito anche questo transitato dalla Provincia alla Città Metropolitana. Tragedie come quelle successe a Giampilieri nell’ottobre del 2009 o come quella successa a Pettogallico nel marzo del 2011 non possono continuare ad essere ignorate o dimenticate. La messa in sicurezza del territorio reggino, particolarmente esposto al rischio di dissesto idrogeologico, passa, dunque, attraverso una corretta ed efficiente programmazione, volta soprattutto alla manutenzione del sistema di smaltimento delle acque reflue, ma anche attraverso politiche di prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio. Non solamente il Comune o la Città Metropolitana devono agire in tale ambito, importanti competenze (e quindi responsabilità) le hanno anche la Regione e la Protezione Civile, ma sembrano tutti quanti essere molto più attenti e premurosi a fare proclami e tagliare nastri” conclude.