Reggio Calabria: interessante incontro con toccanti testimonianze di un meridionale internato nei campi di concentramento nazisti

Gli allievi dell’Istituto “Panella – Vallauri” di Reggio Calabria hanno avuto modo di sentire dalla viva voce di uno degli ultimi sopravvissuti alla prigionia di guerra durante il secondo conflitto mondiale, la sua testimonianza e il racconto di una delle pagine più dolorose che un essere umano possa vivere

testimonianze di un meridionale internato nei campi di concentramento nazisti (2)Incontro entusiasmante quello tenutosi sabato 4 novembre u.s. nell’Aula Magna dell’Istituto “Panella – Vallauri” di Reggio Calabria, incontro che ha visto coinvolte alcune classi dell’Istituto. Gli allievi, infatti, hanno avuto modo di sentire dalla viva voce di uno degli ultimi sopravvissuti alla prigionia di guerra durante il secondo conflitto mondiale, la sua testimonianza e il racconto di una delle pagine più dolorose che un essere umano possa vivere. Dall’alto dei suoi novantasei anni, il Sig. Pasquale Costa ha affascinato i giovani presenti che sono stati colpiti dall’entusiasmo, dall’energia di questo insolito relatore che narrando di come, quasi coetaneo loro, è stato costretto a lasciare la casa, gli affetti e la propria terra per vivere un’esperienza che avrebbe sconvolto la vita di tutti per lunghi anni.

Egli si è soffermato sul periodo della prigionia di guerra, seguita all’armistizio dell’8 settembre del 1943. Posto di fronte alla scelta se continuare a combattere con i Tedeschi o essere fatto da loro prigioniero, lui, come quasi tutti i suoi compagni, non ha avuto esitazione alcuna scegliendo i lavori forzati piuttosto che la guerra con la Repubblica Sociale Italiana. Ammassati in un carro bestiame di un treno senza finestre, senza cibo e senza comodità, i nostri italiani sono stati costretti a viaggiare per diversi giorni fino ad arrivare ai campi di concentramento tedeschi, dove hanno conosciuto miseria, fame, malattie e la morte di tanti compagni.

Commovente il racconto del rientro a casa, dopo più un anno e mezzo di prigionia, e l’abbraccio con i propri genitori e con la fidanzata. Gli alunni hanno partecipato attenti e posto domande per cercare di comprendere meglio un periodo che fino a quel momento avevano letto solo sulle pagine dei libri o sentito raccontare in televisione. Il Dirigente Scolastico, Prof.ssa Anna Nucera, salutando all’inizio il sig. Costa ha espresso il suo compiacimento per l’iniziativa invitando gli alunni a farne tesoro per la propria vita. Vista la giornata del 4 novembre, data della conclusione della prima guerra mondiale, Festa dell’unità Nazionale e delle Forze armate, non è mancato il ricordo di un eroe del primo conflitto mondiale, il Tenente Panella a cui la Scuola è intitolata.

Al termine sono stati letti dagli alunni alcuni brani di altri due prigionieri dei campi di concentramento, Anna Frank e Primo Levi, deportati in quanto Ebrei, perché i giovani imparino a rispettare queste figure simbolo di una sofferenza immane. L’auspicio è che questi momenti servano da monito ed esempio alle giovani generazioni perché custodiscano i valori della pace e della libertà e perché mai più si ripetano eventi così tragici per la storia dell’umanità. Sono queste occasioni preziose che l’Istituto offre agli alunni, grazie alla sensibilità della Dirigente e alla pronta e generosa disponibilità, in questo caso, del Sig. Pasquale Costa, perché essi crescano umanamente e moralmente, facendo propri i valori del rispetto della dignità di ogni essere umano.