Reggio Calabria: incontro in Prefettura sulla crisi idrica

La discussione è stata ottimamente coordinata dal Vice Prefetto Dr. Campolo e dalla Dr.ssa Tripodi, della Prefettura. Molti, vari ed articolati sono stati i punti proposti alla trattazione; dal canto suo il Comitato Permanente Vallata Gallico ha registrato con delusione e preoccupazione la totale mancanza di risposte scritte alle domande poste dai Cittadini e rivolte al Comune

acquaSi è svolto, in data 2 novembre, un nuovo incontro convocato dalla Prefettura, (per il Comitato Permanente Vallata Gallico si tratta della terza convocazione) attivato per affrontare la grave crisi idrica unitamente ad altre problematiche. Alla riunione erano presenti la delegazione del Comitato Vallata Gallico, quella del Comitato di Quartiere Arghillà, le varie Forze dell’Ordine, una esponente dell’ATERP oltre al Comune rappresentato dal Dr. Brunetti e dall’Ass. Muraca . La discussione è stata ottimamente coordinata dal Vice Prefetto Dr. Campolo e dalla Dr.ssa Tripodi, della Prefettura. Molti, vari ed articolati sono stati i punti proposti alla trattazione; dal canto suo il Comitato Permanente Vallata Gallico ha registrato con delusione e preoccupazione la totale mancanza di risposte scritte alle domande poste dai Cittadini e rivolte al Comune, tramite la Prefettura, ormai un mese fa, nello corso della scorsa convocazione del 3 ottobre. Ci si attendeva, infatti, una riposta semplice ma circostanziata ai quesiti proposti. Tenuto, in ogni modo, conto della mole di lavoro dell’Istituzione Comunale, il Comitato ha comunque presentato al Vice Prefetto Dr. Campolo un secondo elenco di domande da rivolgere, suo tramite, al Comune sottolineando che il diritto dei Cittadini ad ottenere risposte scritte non né secondo né di minore importanza di qualsiasi altra priorità invitando il Comune a “fare la storia” dimostrando la volontà di risolvere il problema una volta per tutte. Alcune di queste ultime domande partono dalle affermazioni del Sindaco in occasione della sua visita del 10 agosto a Villa S. Giuseppe: egli dichiarò, allora, che la crisi idrica avrebbe avuto la durata di 60 giorni e che ogni problema idrico sarebbe stato superato con l’entrata in funzione della Diga del Menta. Si chiede di sapere quale piano a breve o medio termine fosse stato adottato per determinare una simile previsione peraltro errata poiché la crisi permane tutt’ora; si chiede di sapere anche, con dati precisi, lo stato dei lavori alla Diga del Menta e una precisa data dell’avvio dell’immissione di quell’acqua nella rete idrica comunale, con annessa assunzione di responsabilità da parte di chi di dovere tra gli attori protagonisti. Altro interrogativo riguarda la reale prospettiva del completo superamento del problema grazie alla fruizione delle acque del Menta. L’ultimo (per ora), non per importanza, quesito riguarda i lavori per il“Piano di ingegnerizzazione “ della rete idrica comunale che risulta, al Comitato, finanziata con fondi POR per una cifra iniziale di oltre 13 milioni di euro con una procedura che sarebbe iniziata con una delibera commissariale risalente al maggio 2014 ed i cui lavori avrebbero dovuto avere termine nel dicembre 2017. Come si può evincere dai documenti pubblicati, non si tratta di domande capziose o di un concorso a premi del tipo di quelli che crearono il successo di Mike Bongiorno di buona memoria, con vincitori e perdenti; bensì di questioni tanto semplici quanto importanti volte a conoscere, quindi a capire e perciò ad affrontare e risolvere insieme problemi da quarto mondo che ancora angosciano la nostra Città nell’anno domini 2017. La necessità assoluta di risposte scritte è emersa dall’intervento verbale del Dr. Brunetti che, in parziale considerazione delle domande poste fin’ora, ha parlato in termini non chiari della questione del “Centro di telecontrollo”. Egli ha poi toccato il tema posto sulla Diga del Menta spiegando, di fatto, come l’immissione delle sue acque nella rete idrica comunale non risolverà assolutamente il problema. L’esposizione, però, a parere del Comitato, è stata carente di dati e soprattutto di date luoghi e circostanze, come anche per quanto riguarda la questione del “Piano di ingegnerizzazione”. Del resto è evidente quanto sia improponibile una esposizione di tantissimi fattori in un discorso verbale privo di riscontri scritti. I Cittadini vogliono chiarezza, precisione ed impegni: verba volant, scripta… Ne hanno diritto! Basta un atto di volontà che, certo, comporta l’assunzione di responsabilità. Una mancata risposta scritta, precisa e circostanziata offenderebbe non solo o non tanto il Comitato ma anche la Prefettura che se ne è fatta portatrice e soprattutto i Cittadini che l’attendono. D’altro canto un eventuale tentativo di “allungare il brodo” screditerebbe il cuoco ed il prodotto risulterebbe poco nutriente oltre che sciapo. Ci si augura che il Comune manifesti questa volontà e sia in grado di assumere impegni. A questo proposito il Comitato ha sollecitato alla cortesia del Vice Prefetto Dr. Campolo l’indizione a breve di un nuovo incontro e, in ogni caso, ha esortato il Dr. Brunetti a fornire le risposte scritte a tutte le domande poste fin’ora per il 20 novembre, data nelle quale, comunque, il Comitato richiederà alla Prefettura le sperate risposte: quasi due mesi di tempo dovrebbero essere sufficienti a chiuque per vergare qualsiasi testo scritto. Basta la volontà, come si diceva più sopra. Del resto il Comitato Permanente Vallata Gallico aveva, già da tempo, assunto l’impegno di dar conto alla sua gente ed alla Città prima della fine di novembre di quanto fino ad ora è stato fatto e lo farà, comunque.