Reggio Calabria: forte stretta del Comune sulle sale giochi per combattere la ludopatia sempre più dilagante

Reggio Calabria: restrizioni molto pesanti da parte del comune per combattere le ludopatie

azzardo“Nei giorni scorsi è stata resa pubblica una notizia secondo la quale la Calabria, che già detiene una serie di record negativi (un altissimo tasso di disoccupazione giovanile, un imponente indice di pervasività mafiosa, un esiguo Pil pro capite), è interessata da un’altra altrettanto grave, insidiosa e odiosa criticità: quella della ludopatia”. Lo afferma in una nota Demetrio Martino, presidente della commissione statuto e regolamenti del consiglio comunale di Reggio Calabria. “Infatti, la Calabria detiene il record nazionale di locali con slot machine (30 ogni 100.000 persone) e registra la più alta incidenza di giocatori in giovane età (4,7%). Fra l’altro, la maggioranza dei giocatori d’azzardo vive in condizioni economiche svantaggiate. Inoltre, nella nostra regione vengono spesi 575 milioni di euro all’anno in gioco (ossia 296 euro pro capite, 781 euro a famiglia). Ciò posto, a prescindere dall’ampiezza del fenomeno affrontato nell’ambito di un generale Piano regionale su Ludopatia e Usura, bisogna chiedersi cosa le istituzioni locali, in assenza di una organica e chiara normativa nazionale, abbiano fatto o stiano facendo. La Città di Reggio Calabria ha assunto concrete misure a contrasto della ludopatia e dei guadagni illeciti, che spesso si nascondono nelle piaghe del settore delle scommesse e del gioco d’azzardo a tutela dei giovani e delle fasce più deboli ed esposte della popolazione. Nel nostro Comune, dunque, a prescindere della misura di regolamentazione degli orari adottata con delibera dalla Commissione Straordinaria che ha amministrato Reggio dal 2012 al 2014, l’attuale amministrazione comunale, con lungimiranza, coraggio e coerenza, ha previsto all’interno del nuovo Regolamento di Polizia Urbana (approvato con delibera del Consiglio Comunale n.49 del 13 ottobre 2015 e consultabile sul sito istituzionale dell’ente) una serie di misure a tutela dei cittadini con particolare riguardo alle nuove generazioni ed alle fasce più deboli. Le principali sono le seguenti: il rispetto della distanza minima di 300 metri fra sale giochi e asili, scuole di ogni ordine e grado, luoghi di culto, ospedali, case di cura, oratori, camere mortuarie, cimiteri, caserme e strutture protette in genere; la sospensione o la revoca della licenza delle sale giochi sia per motivi di ordine e sicurezza pubblica che per inosservanza delle normative o per abuso da parte del titolare. Ora tocca a chi è titolare dei poteri di controllo e repressione far sì che le puntuali norme regolamentari vengano rispettate. La politica ha fatto la propria parte e ancora una volta l’amministrazione Falcomatà è stata fra le prime in Italia a rispondere ad esigenze nuove della propria comunità, dimostrando una concreta sensibilità rispetto ad una tematica che riguarda da vicino la vita dei giovani e i soggetti più in difficoltà della popolazione”.