Reggio Calabria, Cisl: “stato di agitazione del personale dell’ispettorato nazionale del lavoro”

Reggio Calabria, Cisl: “stato di agitazione del personale dell’ispettorato nazionale del lavoro”

cisl bandiera“L’intervento di correzione sul FUA2016 degli ispettori del lavoro e degli altri dipendenti dell’Ispettorato Nazionale, preannunciato dal Ministero dell’ Economia e delle Finanze, ha segnato il colmo e ha dato il via, anche a Reggio Calabria, ad una serie di iniziative e di assemblee che culmineranno, almeno per il momento, con un sit in che “i lavoratori che tutelano i lavoratori”  terranno giovedì  9 novembre, dalle 11 alle 13, a Piazza Italia e nel corso del quale chiederanno l’incontro con S.E. il Prefetto per consegnargli un documento inerente le più scottanti emergenze che si trovano ad affrontare”. Lo scrive in una nota la CISL FP. La Cisl – FP ne è da tempo consapevole e per questo sostiene e promuove lo stato di agitazione degli ispettori del lavoro: al di là, infatti, dei motivi formali giustificativi di una operazione di vera e propria “sottrazione” del salario accessorio, la stessa segna  una precisa concezione che si ha dei dipendenti pubblici e dei loro diritti. “Ai fannulloni di turno, infatti, posta la difficoltà di licenziamento e pensionabilità, basta e avanza uno stipendio fermo a dieci anni addietro. Questa, dunque, è l’ideologia che sottende ad interventi retroattivi e punitivi in un momento storico segnato dalla difficile gestazione dell’Agenzia Unica delle ispezioni, dalle battaglie per il riconoscimento del valore del Contratto sulle preclusioni di legge e da una stagione di rinnovi giuridici ed economici finalmente avviata”.

Ed allora, sorgono spontanee una serie di domande retoriche:  è giusto svilire chi si spende per impedire il definitivo crollo sociale del Paese riconoscendo ed accertando “diritti” dove regna il sopruso? È giusto scoraggiare chi sfida la sorte ogni giorno in territori a forte presenza criminale per portare tutele dove domina la spavalderia padronale, il lavoro nero inteso come dono e favore che lega per la vita, che svalorizza la persona a schiavo? Ed attenzione, lo stato di agitazione dei funzionari dell’ispettorato non riguarda solo la questione del ricalcolo del FUA ma investe le difficoltà operative, strumentali e di sicurezza che coinvolgono  il personale ispettivo operativo nella Provincia di Reggio e che, come noto, è da tempo coinvolto nell’ambito delle Ordinanze Focus Ndrangheta e delle attività di contrasto al Caporalato meritoriamente organizzate dalla Prefettura di Reggio Calabria. Come per tante analoghe situazioni nel nostro martoriato Pubblico Impiego, gli ispettori del lavoro e tutti gli altri impiegati sono stati coinvolti in una riorganizzazione a costo zero che ha visto progressivamente aumentare il carico di lavoro, con aggravio di responsabilità, senza però prevedere una congrua tutela assicurativa in ordine ai sempre possibili errori in una materia complessa come quella del diritto del lavoro. Ed ancora, gli ispettori stanno ormai svolgendo, in aggiunta alle loro, anche le funzioni proprie del personale di vigilanza degli Istituti INPS ed INAIL (sono partite, infatti, le iniziative di formazione/affiancamento congiunte) senza però modulare un trattamento economico che è diverso e peggiorativo per gli ispettori e senza affrontare la tematica di un più equo rimborso delle missioni effettuate e delle spese che seguono alla messa in disponibilità, per le ispezioni, del mezzo proprio”.

“Siamo, dunque, al paradosso: gli ispettori chiamati a vigilare affinché le aziende non violino contratto e  leggi e non paghino diversamente lavoratori che fanno lo stesso lavoro, si trovano a subire questo abuso dal datore di lavoro pubblico, sono mortificati nella loro professionalità e patiscono una diversificazione improponibile ora che  l’Agenzia Unica per le Ispezioni è formalmente avviata. Non vanno dimenticate, inoltre, le specificità delle ispezioni in materia di lavoro in un territorio difficile e complesso come il nostro: gli ispettori del lavoro, infatti, armati solo della penna entrano quotidianamente in aziende gestite direttamente od indirettamente dalla criminalità organizzata e verbalizzano sanzioni amministrative e notizie di reato che riguardano,  in specifici ambiti, anche la tutela delle sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. A fronte di questo impegno rischioso per l’incolumità personale – ed è di qualche mese fa la notizia della  vile aggressione subita da due ispettrici  – non sarebbe necessario discutere subito di una congrua indennità di rischio? Non sarebbe opportuno ragionare di idonee coperture assicurative per i danni subiti? Ed invece, la copertura assicurativa aggiuntiva che “copre” veicoli privati  impegnati per Servizio di Stato non riguarda gli atti vandalici!”

E come non ricordare, in questo contesto, l’apporto ed il ruolo primario degli impiegati amministrativi, dei tanti e bravi colleghi dell’Ispettorato che rendono possibile l’articolazione funzionale dell’intero Ufficio, che consentono agli ispettori di operare in sicurezza attraverso il sostegno competente fornito. A questo personale va finalmente riconosciuto il diritto ad una formazione permanente che oggi – come rivendicano giustamente i lavoratori coinvolti – risulta indispensabile al fine di supportare con sempre maggiore competenza i sempre più complessi compiti dell’Ufficio. Anche per questo, la Cisl-FP di Reggio, contribuisce a diffondere e spiegare le ragioni della protesta e, soprattutto, delle proposte degli ispettori del lavoro riuniti in assemblea ed impegnati nelle sacrosante rivendicazioni contrattuali”.