Reggio Calabria, centro di accoglienza per immigrati nel cuore della città: “La palla avvelenata di Via Cappuccinelli atto II”

Centro di accoglienza per migranti in pieno centro a Reggio Calabria, lo sfogo di una cittadina

stabile migranti via cappuccinelli

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Una lettrice di StrettoWeb ci ha inviato una lettera riguardo la situazione di via Cappuccinelli a Reggio Calabria, sulle colline del centro storico, su un argomento di cui abbiamo già ampiamente parlato negli ultimi mesi. Continuiamo a dare voce ai cittadini residenti in una delle zone più popolose e prestigiose della città:

“Breve premessa: giugno 2017. Lo stabile (ex liceo scientifico Da Vinci) viene riempito frettolosamente di brandine e materassi, i residenti si allertano  dato i continui sbarchi di profughi, raccolgono firme per evitare che in una zona tanto centrale ed ad altissima densità abitativa e non solo, venga creata una struttura di prima accoglienza che tanti danni porta, come abbiamo visto, anche e soprattutto a coloro che la abitano. Risposta del Sindaco in consiglio Comunale: il problema di Via Cappuccinelli non esiste. Un privato ha dato disponibilità di alloggi ma non c’è nessuna autorizzazione da parte del Comune e, che lui ne sappia, nemmeno dalla Prefettura. Discorso chiuso. Agosto 2017: riprendono ferventi i lavori nello stabile. Lavori importanti, strutturali, che creano anche disagi ai residenti. Innumerevoli richieste di interventi andate a vuoto , PEC di denunce per occupazioni abusive mai prese in considerazione, e tanto altro. Settembre 2017: i cittadini vanno in cospicua delegazione dall’assessore avv. Castorina e in Prefettura. In Comune nessuno sa nulla. L’assessore risponde che il bando è della Prefettura e non trattandosi di minori, il Comune non è interessato. Tutti aspettiamo notizie riguardo gli interventi dei vigili urbani più volte chiamati, nessuno si fa mai vivo. Nessuno sa nulla.  Abbandonati al solito fai da te. La Prefettura ci garantisce che non appena sarà presa una decisione saremo avvisati. Intanto i lavori continuano alacremente. Ottobre 2017: la Prefettura ci notifica che il bando se pur chiuso al 5 settembre, è ancora in via di definizione e che il dirigente ha consegnato una relazione relativa alla gara in corso per l’affidamento di MINORENNI NON ACCOMPAGNATI, ,presso strutture in città o in provincia . La palla passa al Comune.
Ora io mi domando: perché deve essere tutto sempre complicato, sempre tortuoso e di difficile comprensione? Perché non si possono avere mai dei confronti diretti e chiari con le Istituzioni? Perché ci devono sempre lasciare il beneficio del dubbio? E poi , questo dubbio che ci rimane, questa incertezza , non è logico pensare che porti qualcosa di quanto meno poco chiaro o confuso? Ci dicono di dover avere fiducia nelle Istituzioni, ci dicono di essere vicini alle necessità dei cittadini, ci dicono che ci dobbiamo sentire coadiuvati nella costante ricerca del miglioramento, che la politica è dalla parte di noi tutti, che le forze di vigilanza sono solerti nell’intervento e nelle richieste di aiuto o di conforto o disposte a chiarimenti. Dicono tutto e fanno esattamente il contrario. Ecco perché è ormai uso e costume di tutti badare sempre più ai fatti propri, a chiudersi nell’egoismo. Dove sta la cosiddetta società civile che dovrebbe essere coordinata e supportata in primis da chi ci governa, e da chi ci dovrebbe coordinare? Ecco perché si instaura e si insinua l’ormai radicato concetto del favoritismo. Ottenere qualcosa per vie chiare e manifeste è impensabile. Si chiede aiuto all’amico che è amico dell’amico per sapere ciò che ci spetta di diritto. Si chiedono informazioni da chi distorce la verità al sol fine di confonderci ancor di più per intricare la matassa dei favoritismi ed avvelenare la palla! Sarebbe estremamente facile: Il cittadino chiede aiuto, l’autorità risponde chiaramente, con fermezza e decisione, senza ritornare su i suoi passi quando più le fa comodo o a seconda delle necessità di pochi. Ma non è così. Forse anche questo è lo spirito mafioso. Dove non c’è trasparenza, dove tutto è costruito di nascosto, senza risposte o solo con vaghi accenni destinati a restare tali, spesso si annida il torbido. Chi non ha niente da nascondere dichiara ciò che fa con fermezza perché è dalla parte del giusto e della legge, chi invece tergiversa e si arrampica sugli specchi, aspettando il momento propizio per dichiararsi, ha qualcosa da nascondere o comunque non è una persona decisa che aspetta solo l’evolversi degli eventi per non addossarsi le responsabilità.

E così siamo al 14 novembre… In una via Cappuccinelli che sembra investita da un uragano. Dove gli interventi tecnici fino ad oggi non  hanno portato a nulla, dove scorrono fiumi di fogna tra buche e avvallamenti. Il palazzo ex scientifico è ancora in rimodernamento, nessun vigile è mai venuto, nessuna risposta dal Comune da cui aspettiamo la data per un incontro. Ogni tanto arriva qualcuno col camion espurgo, alza le spalle e dice…. Ma come fate a vivere qui?…. Ecco sig Sindaco, lo chiedo a lei che ha la palla avvelenata in mano…. Ci dia qualche risposta o qualche consiglio…. Dopotutto facciamo parte della città metropolitana… Sig Sindaco… Via Cappuccinelli è a trecento metri dal museo…. Sa di che parlo? O lei non la conosce? Venga a farci una visita… La prego sarà un piacere! Lei che è sempre stato disponibile ad ascoltare la voce dei cittadini, nei consigli aperti o durante gli appuntamenti in Comune, ci dia la possibilità di incontrarla, anche qui se le fa comodo, in questa via frequentatissima dalla mattina alla sera tanto martoriata ed ormai invivibile….. Si renda conto di persona cosa significherebbe un centro accoglienza qui dove il torrente di melma, il caos delle macchine il passaggio dei camion, la quantità di scuole  e l’altissima densità abitativa fanno di questa strada un punto cruciale della nostra città … Grazie.   Cristina Postorino”