Reggio Calabria, Cannizzaro: “Oliverio e Magorno legati con catene sui binari di Renzi”

Cannizzaro: “Oliverio e Magorno legati con catene e lucchetti sui binari del treno di Renzi, roba da matti”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

“La storia ha sempre raccontato di uomini disposti a estremi sacrifici pur di spezzare quelle catene morali e fisiche che imprigionavano interi popoli. Oggi, invece, assistiamo alla codardia vergognosa di una politica di Governo regionale che sceglie di incatenarsi pur di non contraddire il proprio leader nazionale. Se non fosse drammatica per le conseguenze sull’intera Calabria, sarebbe la notizia più esilarante degli ultimi tempi, un’immagine raccapricciante, Oliverio e Magorno legati con catene e lucchetti sui binari del treno di Renzi, roba da matti. Invece, di compiacere il buon Matteo al gioco del trenino vestendo i panni del capostazione e del capotreno, i due rappresentanti massimi del PD calabrese, avrebbero potuto impiegare il tempo a loro disposizione per illustrare a Renzi il disagio quotidiano che i calabresi incontrano negli ospedali e nelle Asp dove Oliverio e il PD hanno nominato i loro incompetenti e “assenti” dirigenti. Ridicoli e banali nelle loro affermazioni, dimostrano oggi quanto inesistenti siano sempre stati i rapporti  fra il PD Calabria ed il Governo nazionale che, vorrei ricordare ha nominato il Commissario Massimo Scura oggi “incubo” costante di Oliverio.  Una Regione sempre più dilaniata da faide interne al partito di maggioranza che ogni giorno che passa è sempre più vittima di quel poltronificio che egli stesso ha creato e che, oggi, ostenta goffamente un’azione goliardica contro il nemico di sempre: se stesso. Povera Calabria e poveri calabresi, prima abbandonata e adesso presa per il naso. Ma si sa, al peggio non vi è fine. Infatti, con una capriola degna del miglior circense, gli ideatori della “catena calabra”, dopo aver ignorato per quasi tre anni la Locride e i suoi abitanti, cercano di strumentalizzare la civile protesta che gli amministratori locali hanno organizzato a difesa del presidio ospedaliero di Locri. Oggi sono pronti a solidalizzare ed affiancare la “marcia su Roma” dei sindaci per protestare contro quel PD di Governo nazionale che della Calabria non si è mai interessato. Peccato, però, che quando il sindaco di Locri Giovanni Calabrese organizzò una manifestazione proprio per affrontare e discutere dei drammi di quel territorio, all’appello, oltre al sottoscritto, dal Governo Centrale rispose solo, il sottosegretario Tonino Gentile che, nell’occasione, dopo aver fatto  una visita presso il nosocomio locrese, si rese “subito “disponibile alla risoluzione del problema. Appare chiaro, quindi, agli occhi di tutti i calabresi, che siamo ormai in piena campagna elettore e che ad Oliverio e Magorno non sono bastati più di 1000 giorni di Governo regionale per comprendere quanto siano stati ininfluenti sui piani alti del Partito. Ma dire di voler liberare la sanità usando delle “catene” , vuole offendere l’intelligenza e la dignità di tutti quei cittadini che, ogni giorno, sono alle prese con i disservizi del nostro servizio sanitario. Attenzione ad ostentare grandi imprese e gesta eroiche, perchè alle volte, i giganti che come tali vogliono apparire, altro non sono che le ombre di innocui pigmei”. E’ quanto scrive in una nota Francesco Cannizzaro, Capogruppo Cdl in Consiglio regionale.