Messina, l’ex stabile Anffas occupato da sei famiglie: le telecamere di StrettoWeb all’interno della struttura [FOTO e INTERVISTE]

La struttura chiusa e abbandonata tre anni fa, da questa estate  è diventata un condominio, una casa a tutti gli effetti per sei famiglie di cui quindici minori. Una situazione paradossale, che riporta alla luce il problema dell’ emergenza abitativa a Messina

ANFFASS OCCUPATO MESSINAC’è una ludoteca, una saletta comune in cui incontrarsi la sera, ci sono le cucine, i letti, i bagni in comune, ma mancano luce e gas. In queste condizioni esattamente dal 24 giugno, vivono le sei famiglie di Messina che hanno deciso di stabilirsi nei locali dell’ex Anffas sul viale Giostra. La struttura, chiusa e abbandonata tre anni fa, da questa estate  è diventata un condominio, un residence,  una casa a tutti gli effetti. Una situazione paradossale, che riporta alla luce quella che in città è ormai una vera emergenza abitativa: famiglie a reddito zero, che per dare un tetto ai loro figli dicono di essersi viste costrette ad occupare uno stabile comunale.

ex anffas messina (2)Una situazione anomala,  che lede la dignità di questi cittadini, verrebbe da pensare, specie considerando che in quella struttura da quasi cinque mesi ci vivono decine di minori, 16 per l’esattezza, di cui il più piccolo è nato meno di due mesi fa. A richiamare l’attenzione sul caso, il consigliere Zuccarello, divenuto il volto amico di queste famiglie residenti. C’erano anche  loro stamattina a Palazzo Zanca, per partecipare ai lavori della X Commissione e per chiedere a gran voce  che  il Comune si occupi del loro caso, normalizzando la  situazione alla stregua di quanto accadde qualche anno fa per gli occupanti della scuola Foscolo (che è appunto un precedente). La patata bollente passa adesso all’Amministrazione, che dovrà decidere se legittimare l’occupazione dello stabile, che, seppur in discrete condizioni,  dovrà essere reso idoneo per farci vivere all’interno delle famiglie. Intanto, in mancanza di risposte,  entro 9 nove giorni tutti i residenti dovrebbero abbandonare  la struttura, ma le famiglie si aggrappano alla speranza di poter continuare a vivere lì dentro e che si proceda all’allaccio delle utenze. Di seguito le interviste rilasciate ai microfoni di StrettoWeb: