Messina, lettera dei lavoratori della vigilanza venatoria: “27 padri di famiglia sperano ancora di poter tornare a lavorare”

La Città Metropolitana di Messina, dopo avere dichiarato più volte l’utilità e la necessità del servizio, non ha ancora terminato le procedure per la pubblicazione del bando  di gara. La lettera dei 27 lavoratori del servizio di vigilanza venatoria

santuario-di-dinnammare (1)Riportiamo di seguito la lettera inviata a Strettoweb dai  lavoratori del servizio di vigilanza venatoria ambientalista della Città Metropolitana di Messina:

Chi vi scrive sono i 27 lavoratori del servizio di vigilanza venatoria ambientalista della Città Metropolitana di Messina; Premesso che il servizio che svolgiamo su tutto il territorio provinciale non riguarda solo la caccia e l’ambiente, ma anche, il servizio antincendio (vedi quanto sarebbe stata utile la nostra presenza l’estate scorsa), la pesca nelle acque interne, la salvaguardia del patrimonio provinciale, la protezione civile e tanto altro ancora. Dal 2003 al 2012 tale servizio era svolto dalla Provincia di Messina tramite società partecipata, ma come ben sapete negli ultimi anni su tutto il territorio nazionale, sono state votate da parte dei vari enti locali le dismissioni di tali società, senza però tenere conto o perlomeno in Provincia di Messina del destino dei lavoratori di tali partecipate. Bloccati da una norma regionale che in sintesi prevede che i finanziamenti per tale attività siano erogati esclusivamente agli enti che svolgono il servizio o con personale interno abilitato (vedi nucleo venatorio polizia provinciale) o attraverso società partecipate che però non esistono più perché dismesse come già anticipato, dopo numerosi disagi e peripezie riusciamo a lavorare per circa tre mesi nel biennio 2014/2015 e per lo stesso periodo nel biennio 2016/2017 attingendo ai fondi provinciali della tefa e anche grazie all’intervento delle varie prefetture che abilitano le società di vigilanza privata a svolgere tale servizio mediante piccoli appalti indetti dall’ente provincia. Tornando al presente, arrivati nel mese di Aprile 2017 il sindaco della Città Metropolitana di Messina e l’allora commissario straordinario in data 27 Aprile 2017 emettono un atto d’indirizzo con protocollo n° 0001095/17/GAB con il quale chiedono agli uffici preposti di iniziare le procedure per l’affidamento del servizio di vigilanza venatoria ambientale, anche a causa delle varie sollecitazioni fatte dai sindaci e dagli assessori dei vari comuni della provincia legate al perdurare dell’invasione dei cinghiali nei centri abitati e all’emergenza incendi. Nonostante le lunghe attese e le varie rassicurazioni fatteci dai funzionari e dirigenti provinciali competenti per la ripresa del servizio e giunte peraltro dopo innumerevoli tavoli di confronto e altrettante innumerevoli azioni di protesta giungiamo dopo vari mesi a uno sconsolante nulla di fatto, pertanto, stanchi delle varie promesse e impegni puntualmente disattesi dall’ente provincia, decidiamo di rivolgerci alla Prefettura di Messina dove in data 04 settembre 2017 è indetto un tavolo tecnico presieduto dal Vice Capo di Gabinetto che vede la partecipazione del Sindaco della Città Metropolitana, di vari funzionari e dirigenti provinciali competenti in materia, del sindacato FP CGIL e di una rappresentanza di lavoratori, dopo varie discussioni tutte le parti concordano sia sull’utilità del servizio sia sulla pubblicazione del bando di gara inerente allo stesso entro il 07 settembre 2017. Seppure con colpevole ritardo tale bando è pubblicato circa un mese dopo, per poi, con grande stupore di noi lavoratori essere ritirato in autotutela dopo circa 10 giorni poiché errato. Siamo giunti adesso a inizio Novembre, la stagione venatoria è in avanzato stato di svolgimento, le varie emergenze continuano a persistere sul territorio e 27 padri di famiglia aspettano ancora la pubblicazione del bando di gara per avere la speranza di tornare a lavorare per circa tre mesi, nonostante, fatto non trascurabile, le risorse siano già state impegnate da tempo. Ci interroghiamo sul perché un ente come la Città Metropolitana di Messina dopo avere dichiarato più volte l’utilità e la necessità del servizio, non sia in grado di terminare le procedure per la pubblicazione di un semplice bando di gara dopo circa otto mesi mancando peraltro anche di sensibilità nei confronti di 27 lavoratori che si vedono negare anche un minimo di livello occupazionale. Ci riserviamo, nella consapevolezza di avere ricevuto un danno di avvalerci nelle sedi competenti a tutela dei nostri diritti e di continuare a lottare anche con azioni forti e clamorose contro tutto e tutti a difesa del nostro lavoro.