Messina, arresto De Luca. Durissime le motivazioni del Gip: “Confezionavano ad arte i documenti da sottoporre agli accertamenti”

Il neo deputato eletto all’Ars da oggi ai domiciliari, durissime le motivazioni del Gip del Tribunale di Messina: “Da De Luca spregiudicatezza e pervicacia criminale”

cateno de lucaLa spregiudicatezza e la pervicacia criminale degli odierni indagati, e soprattutto di colui che risulta essere il capo promotore di questa organizzazione illecita, Cateno De Luca, si palesa anche attraverso i contegni assunti durante gli accertamenti della Guardia di Finanza“. Così scrive nell’ordinanza di custodia cautelare il gip del Tribunale di Messina Monia De Francesco, in riferimento al  neo deputato Cateno De Luca, da questa mattina ai domiciliari con l’accusa evasione fiscale. Stando alle conversazioni intercettate,  gli indagati avrebbero confezionato ad arte i documenti da sottoporre agli organi accertatori “lasciando chiaramente trapelare, la preoccupazione di sistemare le carte dando ad essere una parvenza di regolarità e legalità al fine di superare indenni i controlli fiscali“. Secondo il Gip il neo deputato all’Ars avrebbe avuto un ”ruolo di primo piano nel sodalizio criminale“:  “E’ infatti proprio De Luca – scrive il giudice - a dare, nel maggior momento di criticita’ e fibrillazione, precise disposizioni ai propri fidati collaboratori” seguendo “passo passo le attivita’ dei propri dipendenti”, e “vigilando affinche’ tutto fosse ‘confezionato’ in modo da non dare adito a dubbi e lasciando trapelare in piu’ occasioni dalle sue parole quale fosse il suo fine“. Il Gip fa riferimento anche ad  una conversazione risalente al gennaio 2015, avvenuta tra De Luca e una collaboratrice, che avrebbe fatto notare al neo deputato alcune incongruenze in una relazione presentata all’Agenzia delle Entrate:  “Ma fregatene – le  risponde De Luca – e’ fatto tanto per sceneggiata…non e’ che…e’ tutta cipria quella“.