Lotta al bracconaggio nel cosentino, denunciata una donna e quattro uomini

Un uomo originario della Toscana è stato sorpreso mentre aveva già abbattuto una Pispola, considerata specie particolarmente protetta poiché ricompresa nella Convenzione Internazionale di Berna

Polizia Provinciale_COSENZA_nov.17Gli agenti della Polizia Provinciale di Cosenza hanno effettuato alcune mirate operazioni antibracconaggio nel cosentino. Il primo intervento è stato realizzato sulla Sila, in agro di Celico, da parte degli agenti in forza al Distaccamento di San Giovanni in Fiore. Un uomo originario della Toscana è stato sorpreso mentre aveva già abbattuto una Pispola, considerata specie particolarmente protetta poiché ricompresa nella Convenzione Internazionale di Berna. Sequestrato il fucile, le munizioni e la selvaggina illecitamente abbattuta mentre è scattata la denuncia a piede libero alla competente Procura della Repubblica di Cosenza. Gli agenti cosentini hanno colto in fragranza di reato una giovane donna originaria del Veneto, poiché durante l’esercizio della caccia, aveva sparato diversi fringuelli, specie non cacciabile, oltre che fanelli e verdoni, questi ultimi due, uccelli considerati come particolarmente protetti. Gli stessi poliziotti provinciali, in un’altra operazione portata a segno nella Sibaritide, hanno individuato altri tre uomini con richiami elettronici al fine di attirare gli uccelli acquatici. Sottoposti a sequestro penale le armi, le munizioni, i richiami e tutta la fauna illecita abbattuta, tutti i soggetti identificati, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Castrovillari. Delle cinque persone fermate, due erano originarie della provincia di Cosenza mentre i restanti tre provenivano rispettivamente dalla Toscana, dal Veneto e dalla Campania. Per il Servizio Nazionale Vigilanza – LIPU: “Ancora una volta l’operato e la professionalità dei poliziotti del Corpo di Polizia Provinciale di Cosenza, tra le polizie più attive su questo fronte, mette in risalto una piaga molto grave sul territorio. In Calabria il bracconaggio è un fenomeno silente e dilagante, spesso non emerge solo per la scarsità o per l’assenza di controlli mirati. Riguardo ai reati venatori, rammentiamo che ogni corpo è competente nel perseguirli”. Nelle ultime ore, sempre secondo Il Coordinamento del Servizio Nazionale Vigilanza – LIPU, altri casi di bracconaggio sarebbero stati scoperti nel crotonese e nel catanzarese, grazie all’azione delle guardie di Fareambiente e del WWF, che hanno poi richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.