Il Museo Archeologico di Locri ha ufficialmente la sua sede nel Palazzo Nieddu del Rio

Il Palazzo Nieddu del Rio, in attuazione dell’Accordo di Valorizzazione tra il Comune di Locri ed il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, è destinato quindi ad ospitare il Museo del territorio e ad accogliere anche reperti archeologici, su progetto scientifico della dottoressa Rossella Agostino del Polo Museale della Calabria e direttrice del Museo e Parco Archeologico di Locri

MuseoArcheologicoLocriDall’8 novembre il Museo Archeologico della città di Locri ha ufficialmente la sua sede nello storico Palazzo Nieddu del Rio. Il Segretario Regionale MiBACT per la Calabria, Salvatore Patamia, alla presenza del direttore dei lavori, architetto Giuseppina Vitetta e del rappresentante della ditta esecutrice, ha consegnato la struttura al sindaco di Locri Giovanni Calabrese, dove sono stati ultimati i lavori di rifacimento per ospitare il Museo della Città. Il Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Calabria, responsabile e referente dei lavori finanziati nell’ambito del programma Operativo Interregionale POIn “Attrattori culturali, naturali e turismo”, si è attivato per conseguire la piena funzionalità della struttura. Il Palazzo Nieddu del Rio, in attuazione dell’Accordo di Valorizzazione tra il Comune di Locri ed il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, è destinato quindi ad ospitare il Museo del territorio e ad accogliere anche reperti archeologici, su progetto scientifico della dottoressa Rossella Agostino del Polo Museale della Calabria e direttrice del Museo e Parco Archeologico di Locri. Il Palazzo, consolidato, restaurato e adeguato sotto il profilo impiantistico, è attrezzato con i necessari supporti espositivi ed è sostanzialmente pronto ad accogliere i reperti e ad essere restituito in questa nuova veste alla collettività. L’opera si inserisce in un complesso programma di investimenti già promosso dal Mibact e dal Segretariato Regionale per la Calabria, rivolto alla valorizzazione dei grandi attrattori culturali regionali e proseguirà, nell’ambito della programmazione PON (FESR) “Cultura e Sviluppo”2014 -2020, con l’intervento di recupero, valorizzazione e messa in sicurezza del Museo Nazionale di Locri Epizefiri e delle aree archeologiche, per un finanziamento complessivo di € 5.000.000,00.  Il Palazzo Nieddu del Rio di Locri è uno tra i primi palazzi del centro storico ad essere stato costruito ed è indicato di proprietà di Bruno Teotino nella prima planimetria del “Progetto di Ampliamento” urbano del 1872. Nel primo novecento appartenne anche ai Nieddu – Delrio, famiglia originaria della Sardegna, qui trasferita con l’insediamento a vescovo di Gerace di mons. Giorgio Delrio (1906 – 1920). Il palazzo mostra i segni tipici di struttura a pianta rettangolare con corte centrale e scalone a giorno di tipo napoletano. Da una parte, quindi, attenzione da parte delle Istituzioni ai beni culturali e alle grandi opere che permettono di rivalutare e considerare la storia della Calabria, dall’altra la cultura simbolicamente diventa baluardo contro la barbarie della ‘ndrangheta in un luogo dove il 16 ottobre 2005 fu ucciso il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, caduto per mano mafiosa. Un Museo della città nel centro della città consentirà, inoltre, di ricongiungere la Locri antica con quella moderna e di rivitalizzare il rapporto con la memoria e il senso di identità dell’intera Locride. Un’apposita convenzione tra il Polo Museale della Calabria e il Comune di Locri regolerà i criteri di gestione del Museo dove saranno ospitati e visibili al pubblico i reperti archeologici della Magna Grecia, su specifico progetto scientifico del MiBACT -Polo Museale della Calabria. L’obiettivo è quindi la riqualificazione e la valorizzazione funzionale dei tre attrattori del Polo di Locri, un circuito costituito dal Parco archeologico di Locri Epizefiri, dal Museo Archeologico Nazionale di Loci Epizefiri e ora dal palazzo Nieddu del Rio, anche con l’intento di migliorarne la fruibilità per la grande e importante collettività.