Il derby di Calabria nel “Ceravolo” di Piero Braglia: un aquila giallorossa mai dimenticata

Parità di classifica, stessa condizione e Piero Braglia: il futuro del Cosenza nella gloria del passato giallorosso.  Catanzaro-Cosenza ed il fascino immutato del derby di Calabria

Piero Braglia CatanzaroRivedere Piero Braglia a Catanzaro fa sempre effetto, vederlo da avversario sulla panchina de rivali rossoblù anche, perchè a Catanzaro l’attuale allenatore del Cosenza non è un uomo qualsiasi. Lo sanno già i supportrers silani, consapevoli che gli applausi del “Ceravolo” , domenica 19 novembre, accoglieranno l’ex bandier giallorossa tra ricordi gloriosi  e la nostalgia del presente. Nicola Ceravolo non è solo lo stadio che lo ha visto protagonista per cinque gloriose stagioni in Serie A e una in B, Ceravolo è tutt’ora l’icona degli anni celebri più popolari e coinvolgenti dell’era giallorossa,  il Direttore sportivo Piero Aggradi ed il Presidente mai dimenticato  (1958-1979 ).  “Regina del Sud” l’appellativo dopo due settimi posti raggiunti nell’81 e nell’82  Piero Braglia è parte integrante di una squadra che fece appassionare l’intera Calabria. Ancora oggi brillano gli occhi solo a nominare l’esordio di Braglia in giallorosso ed i suoi compagni di squadra; lui  centrocampista, mediano onnipresente insieme a Mattolini tra i pali, l’instancabile Zanini, il roccioso Sabadini le incursioni di Improta, Claudio Ranieri, ed i gol di Massimo Palanca tutto sotto le direttive di Carlo Mazzone.

Catanzaro 1978-1979Erano i tempi delle triplette di Palanca a Roma: “uno dei sinistri più forti d’Europa“, come lo definì Sandro Ciotti, capace di segnarne tredici direttamente da calcio d’angolo.  Massimo Palanca mette le basi poi viene ceduto al Napoli per un miliardo e 350 milioni di lire più la metà di Cascione. Con quella cifra il Catanzaro acquisterà BiviCelestini e Santarini, conferma Massimo Mauro, Zaninelli tra i pali, Sabadini,  oltre Piero Braglia;  i giallorossi  disputeranno il miglior campionato di serie A della  storia  raggiungendo un settimo posto finale  e la semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, persa per differenza reti dopo la sconfitta per 2-1 a San Siro e la vittoria al “Comunale” per 3-2. Bandiera mai ammainata, nel capoluogo calabrese dal 1978-1984, Piero Braglia è stato  uno dei giocatori con il maggior numero di presenze in giallorosso, 142 e 4 reti. Centrocampista duttile,  contemimento e pressing, mediano aggressivo e concreto, nel calcio come nella vita. Sempre di poche parole, per il tecnico toscano nato a Grosseto nel ’55 e cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Barbanella, vieneò lanciato dalla Fiorentina per  esplodere in Calabria nell’anno della terza promozione nella massima serie. Apperentemente rude nei modi, ma sempre sincero e rispettoso. Non ha mai trovato una scusante alle prestazioni negative nelle squadrra in cui ha allenato, come anche a Catanzaro nel 2003-2004  riportando la squadra giallorossa in Serie B dopo quattordici anni di attesa.  Dopo l’ultima  ferita giallorossa quella dello scorso anno  0-3 in casa contro i Lupi 0-3, a Catanzaro c’è grande attesa per il derby di Calabria: Catanzaro-Cosenza.

catanzaro-cosenza bragliaEntrambe le squadre stanno attraversando un momento simile di forma, appaiate a quindici punti, entrambe in ripresa e  con la stessa voglia di conquistare i punti in palio. Conoscendo Braglia, domenica farà di tutto per ottenere con le unghie e con i denti.  L’ estate scorsa i rumors lo davano vicino alla panchina giallorossa,   poi, vicissitudini societarie e scelte dirigenziali hanno portato ad altre decisioni, adesso sta bene a Cosenza e dopo l’esonero di Fontana tocca a lui risollevarne le sorti. Difficile conoscere le reali sensazioni di chi, dopo anni ritorna a calpestare l’erbetta del Ceravolo. I ricordi ed il  boato di uno stadio stracolmo sono ormai lontani, troppe cose son cambiate, Braglia lo sa. Domenica nel derdy di calabria non ci sarà il tutto esaurito,  ma ci sarà sempre quella maglia giallorossa, quei tifosi che da padre in figlio, nel cuore di Piero Braglia, un qualcosa d’indelebile hanno sirucamente lasciato.