Il COISP calabrese vicino a Marisa Manzini e Lia Staropoli. Rocco Morelli: “Chi difende i difensori? La Procura intervenga”

Morelli: “solidarietà alla dottoressa Marisa Manzini e alla dottoressa Lia Staropoli che insieme a giornalisti, ad Appartenenti alle Forze di Polizia e a tutti i componenti dell’Osservatorio per monitorare la mafia sul web, sono oggetto, ancora una volta, di diffamazioni e minacce”

COISP_Calabria_logo“Pieno sostegno ed altrettanta vicinanza e solidarietà alla dottoressa Marisa Manzini e alla dottoressa Lia Staropoli che insieme a giornalisti, ad Appartenenti alle Forze di Polizia e a tutti i componenti dell’Osservatorio per monitorare la mafia sul web, sono oggetto, ancora una volta, di diffamazioni e minacce”. Lo sostiene Rocco Morelli, Segretario Generale Regionale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – a seguito della notizia sulle continue forme di vessazione subite sui social network da “difensori” dello Stato da parte di personaggi alquanto inquietanti. “Abbiamo aderito fin dall’inizio all’Osservatorio – continua il Segretario calabrese del Sindacato Indipendente di Polizia – ed abbiamo subito e denunciato le diffamazioni e le minacce dei primi gruppi social creati contro la dottoressa Lia Staropoli e le Forze dell’Ordine. Consideriamo l’amica Lia Staropoli tra i “difensori” dello Stato e troviamo inaccettabili i continui attacchi, che adesso si estendono anche alla dottoressa Marisa Manzini, Magistrato in prima linea contro la ‘ndrangheta. Si susseguono gli stessi profili e si leggono pesanti offese e insinuazioni, vergognosi poi i messaggi privati inviati ai contatti della dottoressa Staropoli con offese e riferimenti espliciti addirittura al suo stato di gravidanza, rivelando ancora una volta una condotta persecutoria senza precedenti nei confronti di una donna incinta. Devastante il messaggio che passa – conclude Rocco Morelli – di ingerenze da parte di questi personaggi nello spostamento di colleghi Carabinieri non graditi a loro e alle ‘ndrine. Riecheggiando un vecchio slogan come “chi difende i difensori?”, auspichiamo che la Procura fermi al più presto queste condotte criminali”.