fbpx

Caso di favismo a Messina, stop a coltivazione e vendita di fave e piselli pressi scuola Mazzini

Disposto il divieto di vendita e coltivazione di leguminose per un raggio di 150 metri, dalla scuola media statale “G. Mazzini” di Messina e nei pressi di Via Manzoni

il_favismo Il sindaco di Messina, Renato Accorinti con ordinanza n. 447, a tutela della salute del minore affetto da favismo, ha disposto i divieti di coltivazione di leguminose fresche (fave e piselli), per un raggio di 300 metri, e di vendita degli stessi prodotti alimentari, anche in forma ambulante, per un raggio di 150 metri, dalla scuola media statale “G. Mazzini”, di via Oratorio San Francesco, per tutto il periodo di frequenza del minorenne. La disposizione sindacale stabilisce inoltre, a spese dei proprietari, l’estirpazione e la distruzione delle piantagioni di leguminose già sviluppate eventualmente presenti nel raggio di metri 300 in linea d’aria dalla scuola frequentata dal minore, e il divieto assoluto di introduzione nel plesso scolastico dei legumi anche crudi, unitamente alla eliminazione di fave e piselli dal menù predisposto dalla struttura scolastica, qualora ne ricorra il caso. Ad integrazione della precedente ordinanza n. 67 del 30 marzo 2015, il provvedimento emesso oggi conferma i medesimi divieti per un raggio di 300 metri in linea d’aria e la vendita in forma sfusa, nell’area di 150 metri, dall’abitazione del minore, in via Manzoni, n. 24 pal. A is. 475. Vengono invece revocate le misure che imponevano il divieto assoluto di coltivazione e vendita (anche in forma ambulante) di leguminose fresche (fave e piselli) nel raggio di metri 300 dall’Istituto scolastico Leone XIII di via Elenuccia,15. La vendita di leguminose fresche, preconfezionate in sacchetti sigillati, nell’area di 150 metri dall’abitazione e dalla scuola del minorenne, può essere effettuata solo a condizione che nell’esercizio commerciale, anche ambulante, sia esposto, bene in vista, un cartello che segnali al cittadino a rischio di crisi emolitica da favismo la presenza di leguminose fresche, secondo quanto disposto dal provvedimento sindacale n. 59 del 23 marzo 2012. In osservanza all’odierno provvedimento, il Corpo della Polizia municipale dovrà procedere al controllo e vigilanza nei confronti di coloro che non ottemperino alle misure disposte con denuncia all’Autorità giudiziaria in conformità all’art. 650 del Codice Penale, e provvedere altresì, avvalendosi del supporto operativo del dipartimento Autoparco, allo smantellamento coattivo di eventuali coltivazioni a spese a carico delle parti interessate ai terreni.