Elezioni Regionali Sicilia, il clamoroso retroscena: accordo tra Pd e M5S smascherato dal voto disgiunto! Ecco i DATI

Elezioni Regionali Sicilia, aleggia un clamoroso retroscena: un accordo sottobanco tra Pd e M5S smascherato da un 8% di voto disgiunto a favore di Cancelleri. Intanto Di Maio annulla il confronto con Renzi fissato per martedì su La7

PD-M5SùElezioni Regionali Sicilia - Un clamoroso retroscena serpeggia nei meandri della politica siciliana (con pesanti riflessi su tutt’Italia), quando ancora lo spoglio è in atto e vede vincitore il candidato del centro-destra Nello Musumeci. Dai dati emerge, difatti, un evidente voto disgiunto dalla coalizione del Pd al M5S: difatti guardando le cifre in maniera approfondita possiamo notare che la lista del M5S si aggira al 28% mentre il candidato presidente Cancelleri si attesta al 36%, al contrario le liste della coalizione del Pd sono al 27% mentre il candidato a presidente Micari al 19%. Sembra piuttosto evidente una percentuale altissima (8%!) di voto disgiunto a favore del candidato grillino alla presidenza, da parte di elettori che hanno scelto una lista della coalizione di Centro/Sinistra, mentre sono molto più coerenti i voti del Centro/Destra con Musumeci che sfiora il 39% e le sue liste che si aggirano intorno al 41%.

Si potrebbe ipotizzare, quindi, un accordo sottobanco tra le due forze politiche contro il Centro/Destra, o meglio ancora una lotta di poteri interna al Pd da anni diviso tra renziani e anti-renziani.

Proprio oggi, infatti, Di Maio ha deciso di annullare il confronto con il leader Pd fissato per martedì su La7: un’altra stranezza visto che il candidato a premier di Grillo aveva proposto il “duello” in televisione scegliendo anche la sede e da anni i grillini criticavano alla politica “tradizionale” la paura di confrontarsi con loro! Ancor più clamorose le motivazioni del giovane cinquestelle:

Avevo chiesto il confronto con Renzi qualche giorno fa, quando lui era il candidato premier di quella parte politica. Il terremoto del voto in Sicilia ha completamente cambiato questa prospettiva. Mi confronterò con la persona che sarà indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione. Il Pd è politicamente defunto. Il nostro competitor non è più Renzi, a breve ci sarà una direzione del Pd dove il suo ruolo sarà messo in discussione“.

Parole fortissime e dure, dette come se Di Maio fosse interno al Pd. E se il terremoto accadesse davvero? E se gli anti-renziani del Pd avessero già un accordo con il Movimento 5 Stelle a trazione sinistra con Di Maio? Il risultato della lista di Crocetta e Orlando (governatore uscente e Sindaco di Palermo!) sotto il 2% e senza un briciolo di seggio all’Ars è ancor più clamoroso in tal senso. Nella sinistra della politica italiana sta succedendo un vero terremoto, e in questa sinistra c’è anche il Movimento 5 Stelle che per la prima volta vede la propria lista con un livello di consensi di gran lunga inferiore rispetto al dato del candidato (fino a queste Regionali era sempre successo il contrario). Qui gatta ci cova.