Elezioni Regionali Sicilia, delusione a 5 stelle: anche stavolta #vinciamopoi, nonostante l’aiutino “disgiunto” della sinistra

Elezioni Regionali Sicilia, anche stavolta i grillini pensavano di vincere e rimangono delusi. Il dato politico è ancora più grave: crollo drammatico rispetto ai sondaggi, indicazione importante in vista delle politiche del 2018

vinciamopoiElezioni Regionali Sicilia – Dovevano vincere contro “il sistema“, “prendersi” la Regione Sicilia contro gli “incandidabili” (stabiliti da loro) ed erano convinti di poter guidare davvero per la prima volta una Regione, tra l’altro grande e importante come la Sicilia, dopo i guai che stanno combinando in giro per l’Italia da Roma a Torino, da Livorno a Bagheria, da Civitavecchia a Quarto fino a Ragusa. In tutti i (pochi) comuni in cui il Movimento 5 Stelle è riuscito a vincere le elezioni abbiamo avuto scandali, inchieste, avvisi di garanzia o – nella migliore delle occasioni – un’evidente incapacità politica e amministrativa. Un dato di fatto confermato dal parere democratico dei siciliani, che nonostante la candidatura di un movimento di protesta talmente tanto anti-sistema, hanno preferito in maggioranza rimanere a casa e disertare le urne (l’affluenza è stata bassissima, del 46,8% degli aventi diritto al voto, significa che il 53,2% degli elettori ha preferito l’astensione).

LaPresse/Guglielmo Mangiapane

LaPresse/Guglielmo Mangiapane

Inoltre tra gli elettori che alle urne hanno deciso di andarci (circa 2 milioni), poco più di un quarto (500.000) ha scelto il Movimento 5 Stelle. Il 26,6%. Poco, troppo poco per i grillini che volevano vincere e che avevano nella Sicilia la loro “roccaforte”. Proprio qui, infatti, alle elezioni regionali del 2012 si erano per la prima volta affermati in modo significativo con quel 14,9% che aveva spalancato la porta della politica nazionale al Movimento fondato da Beppe Grillo. E sempre in Sicilia un anno dopo, alle elezioni politiche del 2013 avevano fatto registrare il loro record assoluto con un eccezionale 33,5%. Poi alle europee del 2014 sempre in Sicilia il consenso del Movimento era crollato al 26,3%, e oggi nonostante i sondaggi (farlocchi) li dessero abbondantemente oltre il 30% sia a livello locale che nazionale, scopriamo che è sono rimasti ancora fermi al flop delle europee di tre anni fa. La lista del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali di ieri, infatti, s’è fermata al 26,6%, addirittura -7% rispetto alle elezioni politiche del 2013 quando avevano collezionato nella sola isola oltre 840.000 voti rispetto ai 500.000 odierni.

Ecco la parabola grillina in Sicilia nei numeri:

  • elezioni regionali 2012 – 14,9%
  • elezioni politiche 2013 – 33,5%
  • elezioni europee 2014 – 26,3%
  • elezioni regionali 2017 – 26,6%

Un dato non certo entusiasmante per i cinque stelle, che si confermano un’importante forza politica dell’Italia ma non possono competere con i due principali poli di centro/destra e centro/sinistra.

patto arancino selfieLa vittoria di Nello Musumeci con il 40,0% dei voti al candidato Presidente e addirittura il 42,1% dei voti alle liste della coalizione conferma che il centro/destra unito potrà vincere in modo netto anche le elezioni politiche se troverà un amalgama su cui il “Patto dell’Arancino” potrebbe rappresentare un modello vincente. Dopotutto la Sicilia è sempre stata un “laboratorio” politico su cui avere test importanti e precursori rispetto alle scelte nazionali. E se il centro/destra, che si presentava per la prima volta senza Alfano, in Sicilia ha ottenuto un consenso così elevato, a maggior ragione potrebbe addirittura migliorarlo nelle elezioni nazionali vista la forza della Lega nelle Regioni del Nord. In Sicilia Salvini ha avuto un ottimo risultato, ma la lista unica Fratelli d’Italia e Noi con Salvini ha ottenuto il 5,6%. A livello nazionale la stima degli ultimi sondaggi tra i movimenti guidati appunto da Matteo Salvini e Giorgia Meloni è superiore al 20%. E il 16,5% ottenuto da Forza Italia nonostante la dispersione di un altro 13% nelle liste civiche del presidente dimostra che il partito di Berlusconi, forte di un 30% in Sicilia, può puntare ragionevolmente a una fetta di elettorato pari al 20-25% a livello nazionale.

Crocetta-OrlandoMa torniamo ai grillini: la delusione aumenta per una sconfitta arrivata nonostante l’aiutino “disgiunto” della sinistra. Il candidato a Presidente, Cancelleri, ha infatti ottenuto il 34,6% dei voti personali: addirittura l’8% in più rispetto al 26,6% ottenuto dalla lista. Significa che l’8% degli elettori di qualche altro partito o coalizione, ha scelto il voto disgiunto. E osservando i dati delle liste, quei voti arrivano tutti da sinistra. Micari, infatti, s’è fermato al 18,6% nonostante le quattro liste che lo sostenessero abbiano raccolto il 25,3% dei voti. Abbiamo, quindi, un 6,7% di elettori delle liste di Micari che non ha votato per il candidato presidente del Centro/Sinistra ma evidentemente ha scelto Cancelleri. Un rimanente 0,9% di voto disgiunto arriva da Fava (6,1% per lui, 5,2% per la lista “Cento passi per la Sicilia”). Insomma, Micari sacrificato per i giochetti interni del Pd con tanti attori (da Crocetta a Orlando fino agli anti-renziani siciliani) che hanno remato contro pur di completare un regolamento dei conti tutto interno al partito, tentando di spingere il candidato grillino alla vittoria contro il centro/destra. Un’operazione vigliacca e malriuscita che delude tutti. Tranne quelli dell’Arancino.