Ceccato 98 – Gita di Pasquetta

ceccato 98di Enzo Cuzzola - Già da qualche giorno sentivo i miei fratelli parlottare della gita di pasquetta. Sarebbero andati con tutti gli altri ragazzi e ragazze della parrocchia, a Mosorrofa a fare un picnic. Pomeriggio di Pasqua, mamma si mise a cucinare per la loro colazione a sacco del giorno dopo. Altro che colazione a sacco, stava preparando un pranzo in piena regola.

Cominciai a chiedere a lei, di poterci andare anche io. Ci sarebbe andata anche mia sorella Marisa e quindi ci potevo andare anche io, pensai. Mia madre fu irremovibile. Disse che non erano ammessi bambini alla gita, perché bisognava fare una diecina di chilometri a piedi e i bambini si sarebbero sicuramente stancati. Pensai che il vero motivo fosse la mia salute cagionevole. Ma non mi rassegnai.

La mattina seguente si alzarono di buon ora ed io con loro. Mi misi a lagna impuntando i piedi. Mio fratello, Paolo, mi spiegò che la gita, in sostanza, era un andare in giro per vedere cose nuove, mi avrebbe quindi portato a fare un giro per il paese e poi, loro, sarebbero andati via. Accettai il compromesso. Mi portò a vedere le palazzine erp in costruzione. Erano bellissime, sarebbero state il nuovo paese. In fondo ero contento così, la avevo spuntata io e non avevo costituito per loro un impedimento, anche Paolo aveva mostrato una grande pazienza nei miei confronti.

Pranzammo in quattro, con zio prete, il quale, facendomi l’occhiolino, disse ai miei genitori di portarmi a fare un giro all’aria aperta, mi avrebbe fatto sicuramente bene, dopo tutto il freddo dell’inverno. Infatti quell’inverno era stato molto freddo, al telegiornale si parlava di un freddo eccezionale, mai registrato da inizio secolo. Aveva nevicato anche in città fin sulla spiaggia.

Papà pensò un attimo, poi disse che avrebbe coperto il cassone dell’ape con un telone che aveva appena comprato ed avremmo fatto una gita. Fu questa la mia prima pasquetta fuori porta. Con l’ape, papà e mamma in cabina ed io sul cassone di dietro, coperto dal telone, andammo a trovare compare Alessio. Fu una bellissima gita, dal cassone dell’ape si vedevano tanti bei posti era come guardare un documentario.

Ringraziai il Signore per tutte quelle cose belle che ci aveva dato per quella Pasqua.

Clicca qui per l’indice completo